La melatonina e il suo ruolo centrale nel funzionamento del corpo umano
Le prime scoperte, negli anni ‘80, delle varie funzioni svolte dalla melatonina nel nostro organismo, hanno lasciato sbigottito il mondo scientifico di fronte al numero di organi e di funzioni fisiologiche che sembrano essere regolati da questa sostanza.
La melatonina è prodotta dalla ghiandola pineale (situata al centro del nostro cervello), a partire da una sostanza chiamata triptofano. Il triptofano è un amminoacido, uno dei ventidue composti organici che costituiscono le basi della vita umana. Gli amminoacidi fungono da regolatori delle attività vitali dell’organismo e, a loro volta, costituiscono il componente principale di cui sono formate ossa, muscoli e altri vari tessuti.
Il triptofano, è uno degli 8 amminoacidi non prodotti dal nostro corpo e che possiamo assumere, quindi, attraverso l’alimentazione.
Affinché il nostro organismo possa disporre costantemente di triptofano, la nostra dieta deve includere legumi, cereali e altri semi. Una volta ingerito, viene trasformato in serotonina che, successivamente, assume la forma di melatonina nella ghiandola pineale.
Negli ultimi anni, le ricerche hanno dimostrato che il ruolo svolto dalla ghiandola pineale nel corpo non è tanto passivo quanto si pensava e che, insieme alla melatonina, sembra avere importanza fondamentale nel funzionamento dell’organismo.
- Nella ghiandola pituitaria agisce da “ormone maestro” stimolando il rilascio di un’ampia serie di ormoni.
- Nel cervello funge da induttore del sonno, rallentando l’attività cerebrale.
- Nel cuore e nel sistema circolatorio riduce la formazione di coaguli, diminuendo così il rischio di infarto e trombosi.
- Nel flusso sanguigno, potenzia la capacità delle cellule di produrre anticorpi.
- Nell’intestino favorisce l’assorbimento di vitamine, minerali e sostanze nutrienti contenute nell’alimento.
- Nell’apparato riproduttivo rigenera l’attività sessuale, regolandone il funzionamento.
- Infine, nel corpo in generale, la melatonina agisce direttamente sulle cellule come un potente antiossidante, proteggendole dai radicali liberi.
La produzione di melatonina da parte della ghiandola pineale è inibita dalla luce; ciò significa che di giorno i livelli di questo ormone si riducono drasticamente e aumentano dieci volte di più durante la notte. Questo si deve al fatto che la sua produzione è regolata dal cosiddetto “ciclo circadiano”.
L’oscurità attiva la ghiandola pineale, collegata direttamente all’occhio, che comincia a produrre melatonina. Quando abbiamo sonno, significa che la pineale ha cominciato a trasformare la serotonina in melatonina e la sta rilasciando nel flusso sanguigno.
Quando l’ormone si diffonde nell’organismo promuove determinati cambiamenti nel corpo che ci preparano al sonno. I battiti cardiaci e il processo di digestione rallentano, la temperatura corporea scende, la pressione sanguigna e l0 stato generale di allerta diminuiscono.
Con l’età, il corpo tende a produrre una quantità sempre minore di melatonina ma esistono anche altri tipi di disturbi fisici (come problemi di prostata, artrite, aritmie, ecc.) e psicologici (come depressione, stress o ansia) che possono influire sulla riduzione di questo ormone.
Per testare il funzionamento corretto a livello organico della ghiandola pineale, possiamo utilizzare un kit per test endocrino e amminoacidi, e verificare se esista una carenza di serotonina, melatonina e triptofano.
Analía Iglesias (analia@sibuscas.com)
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Lo sai che esiste uno stretto legame tra il sistema endocrino e i 7 chakra?
La parola chakra in sanscrito significa “ruota della conoscenza”. I chakra sono centri energetici in movimento distribuiti nel nostro corpo. Ognuno di essi governa diversi organi, ghiandole, funzioni fisiologiche, emozioni, sentimenti e pensieri.
Benché non si possano toccare, la loro importanza è essenziale poiché collegano i punti vitali di ciascun individuo: le emozioni, la mente, la salute fisica e lo spirito.
A livello fisico i chakra sono collegati al sistema endocrino, formato dagli organi responsabili di produrre e secernere delle sostanze chiamate ormoni nella circolazione sanguigna, con lo scopo di trasmettere messaggi agli organi affinché compiano una determinata funzione. In questo modo, vengono regolate le attività vitali del nostro organismo.
Essi sono legati sia al sistema endocrino che alle emozioni. Quindi, quando uno di questi centri energetici è bloccato per qualche causa, fisica o emotiva, si possono registrare delle disfunzioni degli organi o della psiche, corrispondenti alle aree controllate da ciascun chakra o centro energetico.
In definitiva, ognuno dei 7 chakra governa delle ghiandole del sistema endocrino e a sua volta diverse funzioni psichiche e aree emotive della persona.
La dimensione approssimativa di un chakra è di 10 cme la sua forma assomiglia, secondo gli indù, a una ninfea o a un fior di loto.
Tuttavia, affinché questa ninfea fiorisca, è necessario che si svegli il serpente Kundalini. Questo serpente è la metafora della saggezza e tale saggezza giace addormentata alla base della nostra colonna, in attesa di essere svegliata. Tale risveglio si riferisce al momento in cui avvertiamo il bisogno di ampliare la nostra coscienza, di imparare e di acquisire maggiore saggezza.
Parlando della Kundalini ci riferiamo al Primo chakra, chiamato Muladhara o Chakra della radice, che come abbiamo detto è situato alla base della colonna, il coccige.
Questo primo chakra regola le ghiandole surrenali che si trovano sopra le reni. Tali ghiandole secernono diversi ormoni di grande importanza come quelli che regolano il metabolismo dei grassi, delle proteine o dei carboidrati e controllano l’equilibrio del sale nei liquidi corporei. Inoltre si tratta della ghiandola che produce l’adrenalina, conosciuta come l’ormone primitivo della sopravvivenza che prepara l’organismo alla fuga di fronte a una minaccia.
D’altra parte, il colore di questo chakra è il rosso. Ciò significa che se attraverso un test kinesiologico rileviamo la presenza di uno squilibrio del primo chakra, si può applicare il trattamento dei colori. Per questo, possiamo utilizzare oggetti, occhiali o luci di colore rosso che permettano al paziente di respirare in modo rilassato mentre si concentra su quel colore.
Inoltre il Chakra della radice è collegato alla terra, che simboleggia la sicurezza materiale, gli istinti sessuali e il denaro.
Se questo chakra è in armonia ci mostriamo sicuri di noi, rispettiamo noi stessi e gli altri. Si sviluppa il senso pratico e la gioia di vivere.
Se, al contrario, il Chakra della radice non è in armonia, la persona si sente insicura, ha una bassa autostima e tende all’aggressività.
Puoi rilevare qualsiasi disarmonia realizzando un test kinesiologico con il kit dei chakra e trattare lo squilibrio con la terapia del colore, del suono o con qualsiasi trattamento energetico noto che durante il test muscolare dia una risposta affermativa e si mostri come una soluzione al problema.
D’altra parte, se esiste un problema dei chakra sarebbe interessante realizzare un test del sistema endocrino per verificare se questo è stato in qualche modo colpito. Per farlo, è disponibile il kit di prove del sistema endocrino.
Analía Iglesias (analia@sibuscas.com)
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Scopri perché l’agopressione è così efficace
Quando parliamo di agopressione facciamo riferimento a quell’insieme di tecniche che, secondo medicina tradizionale cinese, consistono nel colpire lievemente o premere delicatamente con le dita, determinati punti di agopuntura noti anche come “Tecniche di pressione del meridiano”.
Ma che differenza c’è tra agopressione e agopuntura? Le tecniche di agopressione fanno sì che ogni persona, tramite colpetti o manipolazione di tali punti, possa concentrarsi interiormente sull’argomento specifico che desidera affrontare, pensando a esso o esponendolo ad alta voce. In questo modo è possibile lavorare con maggiore precisione al motivo per il quale la persona si sente male, che si tratti di una fobia, di depressione, rabbia, dolore fisico, ecc.
Lo scopo di tali tecniche consiste pertanto nel dare sollievo o nell’eliminare i disturbi emozionali, psichici o fisici.
L’agopressione ha trovato la sua prima applicazione in occidente negli anni 60, quando la cultura cinese si è estesa oltre i propri confini. Fin da subito ha esercitato grande fascino la scoperta o la presentazione di un sistema di flussi energetici, similare al sistema circolatorio, nervoso o linfatico che avvolgeva il corpo ed era particolarmente reattivo in determinati punti (punti di agopuntura).
Attualmente le tecniche di agopressione rientrano nella cosiddetta “psicologia energetica”. Tale aspetto della psicologia dimostra che esiste un collegamento diretto tra il sistema energetico del corpo, la psiche, le emozioni e il comportamento.
Il sistema meridiano o il sistema dei flussi energetici sono dunque soltanto altri sistemi che costituiscono l’organismo (linfatico, circolatorio, muscolare, ecc.) e che svolgono una funzione fondamentale nella risoluzione dei problemi di salute. Ed è così perché si tratta del sistema che funge da collegamento tra la parte fisica e la parte mentale, emozionale e spirituale, svolgendo un ruolo fondamentale nell’elaborazione e trasmissione di emozioni e sensazioni fisiche negative, come il dolore.
Secondo Roger Callahan, pioniere della psicologia energetica, “La causa di tutte le emozioni negative o delle patologie risiede nello squilibrio del sistema energetico del corpo”. Si tratta inoltre anche del sistema dal quale è possibile risolvere il problema.
Quando una sensazione o un’emozione, un dolore fisico o un evento è troppo intenso perché sia assimilato, il sistema dei meridiani può smettere di elaborare gli impulsi e bloccarsi. Ovviamente si verifica un cortocircuito nel sistema, che smette di funzionare in modo corretto.
La cosa più difficile del nostro sistema energetico è che quando insorge un problema in un punto, compromette altri meridiani con i quali comunica. In seguito tale cortocircuito viene conservato, assieme alla sensazione o il pensiero di aver causato il problema, tornandosi ad attivare e provocando un nuovo cortocircuito ogni volta che la persona sente di nuovo la stessa sensazione o pensiero. Con l’agopressione è possibile modificare questo cattivo collegamento conservato e riattivare il circuito per evitare che succeda di nuovo.
Ma per quali problemi è utile l’agopressione?
L’agopressione può essere utilizzata per i problemi più svariati, come ad esempio per porre fine a paure e fobie, per il trattamento di perdite di memoria croniche, per emozioni negative quali tristezza, colpa o ira, per il trattamento del mal di schiena, per tutti i disturbi muscolari, per la gestione dello stress, per migliorare la circolazione linfatica, ecc.
Affinché il trattamento sia efficace, è importante tenere conto del fatto che, più c’è chiaro qual è il problema che dobbiamo risolvere, più efficace e rapida sarà la sua correzione, ovvero meglio conosci il nome del file che stai cercando, prima lo troverai per poterlo modificare.
Come si devono esercitare le pressioni?
Generalmente si esercitano con due dita, nello specifico con indice e medio e si eseguono da 5 a 8 colpetti. In ogni modo è possibile continuare un po’ di più se necessario per ottenere la correzione.
Per praticare l’agopressione è anche possibile usare il tappeto per agopressione, costituito da punte in fibra naturale che poste sotto il corpo provocano una stimolazione nervosa dei principali punti riflessologici, attivando i meridiani di agopuntura del corpo.
Analía Iglesias (analia@sibuscas.com)
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Come curare la fobia con la kinesiologia
La paura è una risposta emotiva in un certo modo adattiva a ciò che ci circonda. Questa emozione innata ci consente di sopravvivere a molte situazioni di pericolo, in quanto la paura è da sempre uno strumento di sopravvivenza, ovvero una reazione che persone e animali mettono in atto in presenza di una minaccia.
Tuttavia, a volte, la paura si estremizza e diventa patologica o si trasforma in fobia.
La paura patologica è quella che supera una certa soglia di normalità, in cui l’essere umano si blocca e diventa incapace di reagire in modo adattivo alle circostanze.
La fobia è una paura molto intensa di qualcosa che in realtà costituisce una minaccia minima o inesistente che può sfociare in un attacco di panico e procurare una sofferenza estrema.
La persona che ne soffre evita in ogni modo di venire a contatto con l’oggetto o la situazione fobica. Questa sensazione di fuga è incontrollabile e influenza, in funzione dei casi, la qualità della vita delle persone che ne soffrono.
Nonostante gli adulti siano consapevoli del fatto che tali timori siano irrazionali, spesso il fatto di dover affrontare, o anche il semplice pensare di dover affrontare l’oggetto o la situazione causa di fobia, provoca in loro uno stato di ansia intensa o un attacco di panico.
Tra le fobie più comuni si riscontrano la paura di luoghi elevati, scale mobili, tunnel, guidare, spazi ristretti come ascensori, aghi, acqua, volare, serpenti, cani, ragni o ferite sanguinanti.
Panico e ansia intensa originati dalla fobia, provocano sintomi o reazioni fisiche, quali:
– Sudorazione
– Respirazione anomala o affanno
– Battito del cuore accelerato
– Tremori
– Vampate di calore o brividi
– Sensazione di soffocamento
– Dolori o oppressione al petto
– Farfalle nello stomaco
– Intorpidimento o formicolio
– Secchezza delle fauci
– Confusione e disorientamento
– Nausea
– Mal di mare
– Mal di testa
Test
Attraverso un test kinesiologico possiamo curare le fobie per fare in modo che le persone smettano di soffrire di questa paura irrazionale e paralizzante.
Prima di cominciare il test, dovremo verificare se esista un “Ribaltamento psicologico”, vale a dire, se il soggetto non riesce a superare la fobia perché, inconsapevolmente, questa gli è utile o vantaggiosa per raggiungere un qualche scopo, per esempio, riuscire a richiamare l’attenzione, ricevere amore, riposare, avere considerazione, ecc.
Dopo aver eliminato qualsiasi motivo inconsapevole vantaggioso, la persona che soffre della fobia dovrà pronunciare una volta una frase positiva che identifichi la paura intensa che le provoca tale fobia, per esempio “mi sento tranquillo quando guardo in basso da un luogo elevato”.
Dopo aver pronunciato la frase testeremo le braccia. Se si ottiene un AR, ci troveremo di fronte a una fobia e registreremo le informazioni per lavorare con queste.
Tutte le fobie interessano un meridiano in particolare. Per riuscire a curare la fobia, in primo luogo dovremo individuare il meridiano che è interessato dalla stessa.
A questo scopo, possiamo utilizzare il test dei meridiani, collocando i filtri uno a uno sul paziente fino a trovare quello che modifica l’AR: questo sarà quello da curare.
Per il trattamento della fobia:
Innanzitutto, testeremo i fiori di Bach che ci portano le emozioni o sensazioni necessarie per correggere la fobia.
In secondo luogo, dovremo stimolare mediante tapping (picchiettamento) il primo punto dell’agopuntura del meridiano interessato.
Effettuiamo il tapping su entrambi i lati del corpo contemporaneamente. Mentre realizziamo il tapping, il soggetto deve ripetere la frase positiva utilizzata all’inizio del test, vale a dire “mi sento tranquillo quando guardo in basso da un luogo elevato”.
Dopo 1 o 2 minuti di trattamento, verificheremo di nuovo facendo ripetere la frase.
Se l’AR è stato corretto, significherà che abbiamo ottenuto il risultato sperato.
Analía Iglesias (analia@sibuscas.com)
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In che modo i radicali liberi incidono sul nostro organismo interno
I radicali liberi sono molecole instabili e altamente reattive. Il motivo di questa instabilità risiede nel fatto che i radicali liberi sono atomi o gruppi di atomi ai quali manca un elettrone, ossia presentano un elettrone libero spaiato con capacità completa di appaiarsi. Per raggiungere il loro obiettivo, circolano nel nostro corpo con l’intenzione di rubare un elettrone alle molecole stabili.
Quest’azione produce una reazione a catena. L’elettrone riesce a stabilizzare il suo stato elettrochimico ma lascia dietro di sé una nuova molecola instabile alla quale manca l’elettrone, che inizierà a sua volta la ricerca di un’altra molecola da privare del suo elettrone. Come si può osservare, un solo radicale libero avvia una catena reattiva interminabile.
Sapendo ciò, è facile immaginare l’importante ripercussione a livello di distruzione cellulare di cui soffre il nostro organismo a causa di un eccesso di radicali liberi. Nonostante la breve vita dei radicali liberi (microsecondi), essi riescono a colpire rapidamente l’ambiente cellulare.
Tuttavia, non significa che per natura i radicali liberi siano negativi per il nostro organismo. Quest’ultimo li produce in quantità moderate per la lotta contro virus e batteri.
Quindi, i radicali liberi sono creati dal nostro organismo come meccanismo di difesa. Tuttavia, dopo aver compiuto la funzione per la quale sono stati creati, questi vengono neutralizzati dagli enzimi SOD “Superossido dismutasi, glutatione perossidasi e catalasi”.
Tali enzimi hanno la capacità di disarmare i radicali liberi senza destabilizzare il loro stato corporeo.
Dunque, il nostro organismo è preparato a controllare i propri radicali liberi. Tuttavia, non dispone di risorse sufficienti per far fronte a un loro eccesso.
Quando l’organismo deve sopportare per lunghi periodi di tempo un eccesso di radicali liberi prodotti da fattori esterni come la contaminazione dell’atmosfera, i metalli pesanti, le radiazioni, il fumo di tabacco, gli oli vegetali idrogenati come la margarina, gli acidi grassi “trans” come i grassi manipolati della carne o dei latticini, ecc. si produce una serie di danni organici.
Che danni causano al nostro organismo?
- Rubano gli elettroni dei lipidi e delle proteine dalla membrana dell’altra cellula, che danneggiandosi non potrà compiere le sue funzioni come lo scambio di nutrienti e la pulizia dei materiali di scarto, impossibilitando il processo di rigenerazione e riproduzione cellulare.
- Quando entrano nella cellula, attaccano il DNA (materiale genetico) che fornisce la matrice della replicazione cellulare, impedendo la riproduzione della cellula.
- Quando rubano l’elettrone alle cellule del tessuto collagene della pelle contribuiscono al processo d’invecchiamento della stessa. Ossia, il danneggiamento delle cellule provoca perdita di elasticità, pelle secca e rugosa.
- Si producono anche danni maggiori, ad esempio quando le cellule perdono la capacità di “riconoscere” quelle vicine e crescono in modo anomalo. Questa proliferazione senza controllo si genera nei tumori benigni o maligni.
- Nelle malattie croniche come la malattia cardiovascolare, l’alzheimer, problematiche cerebrovascolari, l’epatite, l’ipertensione, l’artrite reumatoide, il lupus, il diabete mellito, la malattia parodontale, la colite ulcerosa, l’aterosclerosi, l’insufficienza renale cronica e molte altre, è stata determinata una relazione diretta con l’eccesso di radicali liberi nell’organismo.
Quindi, per evitare che i radicali liberi rubino gli elettroni alle nostre cellule e si trasformino in un vero pericolo per la nostra salute, è importantissimo seguire una dieta ricca di alimenti antiossidanti.
Quali sono questi antiossidanti e in quali alimenti si possono trovare?
– Nei caroteni o nella provitamina A: carota, mango, pomodoro, melone, albicocca, pesca, zucca e spinacio.
– Nella vitamina E: oli vegetali con prima spremitura a freddo come l’olio d’oliva, di girasole, di germe di grano. Nel germe dei cereali integrali, nella frutta e nella verdura, quali avocado, patata dolce, asparagi e anche spinaci.
– Nella vitamina C o acido ascorbico: peperone verde, kiwi, limone, fragola, cavolfiore, cavoletto di Bruxelles, arancia, pomodoro, rapa e melone.
– Nel selenio: cereali integrali come frumento, orzo, fiocchi d’avena e riso. L’aglio, il tuorlo, gli champignon e i prodotti del mare contengono selenio; l’aragosta, i gamberi e il merluzzo.
– Nei flavonoidi: tè verde, uva nera, vino rosso (moderatamente), erba medica, prezzemolo, broccoli, cipolla, lattuga, zucchina, agrumi e alcuni frutti, quali mela, pera e ciliegia.
Ricordiamo che la nostra salute dipende direttamente dalla salute delle nostre cellule. Se non facciamo in modo che queste siano sane, difficilmente potremo esserlo noi.
Per determinare concretamente di quali antiossidanti necessita il nostro organismo possiamo realizzare il test kinesiologico utilizzando la fiala di radicali liberi in un test basico, così come le fiale di SOD, GPSx nel test del sistema endocrino e le fiale di minerali e vitamine.
Oltre a scoprire quali sono gli antiossidanti necessari, è anche importante conoscere i meccanismi di disintossicazione dell’organismo per depurarlo dalle sostanze tossiche create dall’eccesso di radicali liberi.
Analía Iglesias (analia@sibuscas.com)
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L’importanza dell’equilibro tra ioni positivi e negativi
Gli ioni positivi e negativi sono presenti naturalmente nell’aria che respiriamo. In particolare, in condizioni normali ed equilibrate dell’atmosfera, la percentuale è di uno ione positivo per ogni quattro ioni negativi.
Già nel 1910, Albert Einstein sosteneva che le proprietà salutari dell’aria di montagna di Davos fossero dovute alla quantità di elettricità contenuta nell’atmosfera stessa.
Uno ione è un atomo con una determinata carica elettrica (positiva o negativa); nell’atomo, il numero di protoni (+) è sempre uguale a quello degli elettroni (-), vale a dire che possiede cariche equilibrate (neutro).
Quando, per un qualsiasi motivo, perde un elettrone, l’atomo che prima era neutro diventa uno ione positivo perché predomina la carica positiva, e, al contrario, diventa uno ione negativo se acquisisce più di un elettrone.
Gli ioni si formano spontaneamente in natura per varie ragioni, per esempio per fenomeni meteorologici come tempeste, fulmini, vento o pioggia. Possono anche prodursi a causa di radiazioni terrestri o cosmiche, così come nelle cascate, nelle onde del mare e, naturalmente, da alberi e piante.
Un eccesso di ionizzazione positiva dell’aria è dannoso sia per l’essere umano, sia per gli animali e le piante. Alcuni dei sintomi più comuni sono stanchezza, mal di testa, soffocamento, allergie, tendenza a deprimersi, nervosismo e insonnia.
La concentrazione eccessiva di ioni positivi ha subito un incremento negli ultimi tempi come risultato dello sviluppo tecnologico della società umana ed è tipica in tutte le città in quanto la contaminazione atmosferica distrugge gli ioni negativi presenti.
Anche prima di una tempesta si verifica un aumento degli ioni positivi e per questo ci capita di vedere i bambini più agitati del solito. Dopo la pioggia si verifica un aumento degli ioni negativi.
L’acqua in movimento, per esempio la pioggia, farsi una doccia, le onde del mare o le cascate producono molti ioni negativi, un fenomeno dovuto all’“effetto Lenard” secondo cui una goccia d’acqua spezzandosi presenta cariche negative nei frammenti più leggeri, che sono quelli che respiriamo.
Anche nell’aria di campagna e di montagna la presenza di ioni negativi è predominante. Caricare energeticamente il nostro corpo con questo tipo di ioni durante la respirazione ha un impatto benefico sulla nostra salute e migliora il nostro stato d’animo e il funzionamento generale del nostro organismo.
Quando respiriamo, alterniamo l’inalazione di aria da una narice all’altra ogni 20 minuti circa.
Secondo la tradizione indù, ogni inalazione dalla narice sinistra carica il corpo con ioni negativi mentre quando avviene dalla narice destra si introducono ioni positivi. Questa alternanza genera una corrente elettrica che fluisce lateralmente alla colonna da cui entrano.
Con ogni esalazione si esalano anche gli ioni negativi dalla narice sinistra e gli ioni positivi dalla destra.
Questo comporta che l’ostruzione di una narice crei uno squilibrio ionico.
È importante mantenere questo equilibrio di polarità se vogliamo avere la mente lucida e uno stato ottimale di salute e di carica energetica.
Per determinare l’esistenza di un eventuale squilibrio nella nostra polarità, possiamo realizzare un semplice test kinesiologico, costituito da 4 semplici passaggi.
1º. Inspirare dalla narice sinistra, tenendo tappata contemporaneamente la destra.
Se il test risulta positivo, significa che è presente un eccesso di ioni negativi.
2º. Espirare dalla narice destra, tenendo tappata contemporaneamente la sinistra.
Se il test risulta positivo, si avrà un eccesso di ioni negativi.
3º. Inspirare dalla narice destra, tenendo tappata contemporaneamente la sinistra.
Se il test risulta positivo, si avrà un eccesso di ioni positivi.
4º. Espirare dalla narice destra, tenendo tappata contemporaneamente la sinistra.
Se il test risulta positivo, significa che sono presenti troppi ioni positivi.
Se alla fine, ci troviamo con un eccesso di ioni negativi, dovremo assumere calcio; se, al contrario, l’eccesso è di ioni positivi il trattamento per riequilibrarci sarà a base di potassio.
Per realizzare questo test, consigliamo il kit del test sali di Schüssler, poiché è composto da tre test di calcio (Calcium) e tre di potassio (Kalium).
Per determinare la dose, consulta la sezione relativa ai test e alla posologia del nostro articolo del 9 aprile 2013 “I sali di Schüssler in Kinesiologia”.
Analía Iglesias (analia@sibuscas.com)
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Come liberarsi rapidamente da un raffreddore
I cambi di stagione e gli sbalzi di temperatura sono generalmente accompagnati da raffreddori improvvisi e dai fastidiosi sintomi che ne conseguono. Per questo, per non farvi cogliere impreparati, ecco alcuni consigli per liberarvene rapidamente oppure, se è già in corso, per guarirne molto più velocemente.
La prima regola, che è anche la più importante, consiste nel mantenere il nostro sistema immunitario in ottimo stato in modo che in presenza di un invasore, per esempio un virus o un batterio, questo possa essere attaccato e neutralizzato.
Durante un’infezione, l’agente virale che ci invade e lo stesso sistema immunitario producono radicali liberi per distruggersi reciprocamente. Questo comporta la generazione di molte tossine che, se non eliminate, si accumuleranno debilitando questa zona e creando un focus tossico.
Il modo ideale per eliminare tutte queste tossine è attraverso i nutrienti antiossidanti. Oltre a questo gruppo di nutrienti, dovremo aggiungere, non appena scopriamo il tipo di agente invasore, a seconda che si tratti di un virus o un batterio, l’assunzione di un farmaco antivirale o un farmaco antibatterico.
La vitamina C è un nutriente particolarmente efficace contro i virus e anche l’aglio è rinomato per le sue spiccate proprietà antibatteriche, antibiotiche e antivirali.
Il trattamento deve essere cominciato quanto prima, all’insorgenza dei primi sintomi, in modo da ristabilire il nostro stato di salute prima che si produca un’infezione.
Di conseguenza, se una mattina svegliandoci ci sentiamo più stanchi del solito, e avvertiamo mal di testa, prurito alla gola, naso particolarmente chiuso e una certa pesantezza mentale, è molto probabile che un invasore stia attaccando il nostro organismo.
In questi casi, se l’attacco è violento, generalmente compare uno stato febbrile poiché il nostro sistema immunitario si sviluppa meglio in un ambiente caldo. Se accade, dovremo collaborare con il nostro sistema di difesa e restare in luoghi caldi lasciando che il corpo si riposi.
Durante l’infezione, è preferibile assumere pasti leggeri con alimenti naturali, crudi o poco cotti, che apportano molta energia e non sovraccaricano l’organismo di sostanze tossiche. Occorre tenere presente che, in questo processo virale, il corpo sta lavorando assiduamente per eliminare i prodotti di rifiuto. Per aiutarlo, è importante bere molta acqua o infusi depurativi o diuretici.
La congestione nasale ci costringe a respirare dalla bocca, determinando la secchezza delle membrane mucose delle vie respiratorie. Questo è un fatto negativo, poiché i virus si sviluppano meglio in ambienti secchi. Pertanto, se manteniamo umide le vie respiratorie, assumendo liquidi, i virus non prospereranno. E, se oltre ad assumere liquidi, questi sono caldi, aiutiamo anche il nostro sistema immunitario a neutralizzare il virus.
È consigliabile evitare il sale, poiché trattiene i liquidi e, con questi, le mucosità e le sostanze tossiche. Conviene inoltre ridurre gli alimenti grassi, che producono più mucosità, latticini, uova o carne.
Sia per prevenire, sia per curare il raffreddore, è importante assumere abbondanti succhi di frutta, per lo più di agrumi, per l’alto contenuto di vitamina C. I virus, infatti, non possono sopravvivere in un ambiente ricco di vitamina C.
Non appena si notano i primi sintomi, è consigliabile mangiare un pezzetto di aglio crudo (per l’elevato contenuto di allicina) o cipolla (per l’elevato contenuto di quercetina) per allontanarli; se si interviene in tempo, è perfino possibile riuscire a evitare il malanno.
Come attestato da varie ricerche, entrambi gli alimenti riescono a distruggere i virus che scatenano raffreddore e influenza. Se non gradite il sapore dell’aglio, è possibile acquistarlo in capsule e ottenere lo stesso effetto benefico.
Oltre alla vitamina C, altre sostanze che concorrono a disintossicare l’organismo dai radicali liberi sono vitamina A e betacarotene, vitamina E e oligoelementi come lo zinco o il selenio. Entrambi sono componenti degli enzimi superossido dismutasi (SOD) e della glutatione perossidasi (GSPx) rispettivamente, importantissimi nella disintossicazione cellulare e per la riduzione dei radicali liberi.
Per osservare più nel dettaglio la necessità di antiossidanti nel test kinesiologico, possiamo utilizzare la fiala dei radicali liberi in un test basico. Le fiale di SOD, GPSx di un test del sistema endocrino, così come le fiale di minerali e vitamine.
Analía Iglesias (analia@sibuscas.com)
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Perché bisogna mangiare alimenti crudi e loro rapporto con gli enzimi
Gli enzimi vengono spesso trascurati, ma è stato senza dubbio dimostrato che ricoprono un ruolo molto importante nel funzionamento del nostro corpo.
Sono infatti i catalizzatori delle reazioni chimiche dell’organismo. In poche parole, ogni variazione chimica che avviene nel nostro corpo dipende dall’azione degli enzimi. Tenendo conto del fatto che l’intero funzionamento del nostro organismo dipende da costanti reazioni chimiche, gli enzimi hanno un’importanza vitale.
L’obiettivo finale di queste reazioni chimiche consiste nel produrre l’energia che le cellule devono usare per le loro funzioni, per gli apparati digerente, cardiovascolare, polmonare, per il sistema immunitario, ecc.
Per poter funzionare, gli enzimi devono essere provvisti di svariate proteine, vitamine, minerali e oligoelementi che ne costituiscono la struttura.
Possiamo dire che esistono tre categorie di enzimi:
– Gli enzimi digerenti, che si occupano di digerire gli alimenti.
– Gli enzimi metabolici, che regolano le reazioni chimiche del corpo.
Ogni reazione chimica prevede una serie di azioni nell’organismo, che consentono di conservare il metabolismo.
– Gli enzimi nutritivi, che provengono dagli alimenti crudi e aiutano ad avviare il processo della digestione, risparmiando una parte del lavoro agli enzimi digerenti.
Secondo il Dott. Howell, sin dalla nascita siamo dotati di un “Potenziale Enzimatico”, ovvero di una capacità specifica e limitata di produrre enzimi.
Gli enzimi digerenti svolgono 3 funzioni importantissime:
-L’enzima digerente “Proteasi” si occupa della digestione delle proteine.
-L’enzima digerente “Lipasi” si occupa della digestione dei grassi.
-L’enzima digerente “Amilasi” digerisce gli idrati di carbonio.
Come si vede, gli enzimi digerenti svolgono un grande lavoro ogni volta che mangiamo. Per questo motivo la natura mette a nostra disposizione gli enzimi nutritivi degli alimenti che collaborano alla digestione.
Se gli enzimi nutrienti svolgono dunque una parte del lavoro, il nostro potenziale enzimatico può ottimizzare le risorse destinando l’energia consumata nella produzione degli enzimi digerenti alla produzione degli enzimi metabolici.
Maggiore sarà la quantità di enzimi digerenti necessari per la digestione, minore sarà la capacità dell’organismo di produrre enzimi metabolici.
Si ricorda che questi ultimi sono di vitale importanza affinché il nostro organismo compia tutti gli scambi metabolici essenziali per il corretto funzionamento del corpo.
Se dunque ci abituiamo a non inserire alimenti crudi nella nostra dieta, a mangiare molto e ad avere una digestione pesante, è molto probabile che il nostro organismo presenti un deficit in termini di capacità enzimatica e che non stia producendo sufficienti enzimi metabolici.
Purtroppo le abitudini alimentari di molte persone hanno fatto sì che questo problema diventasse frequente nella nostra quotidianità.
Il professore giapponese Ykie Niwa ha recentemente dimostrato con le proprie ricerche che nella maggior parte delle patologie importanti e delle problematiche di natura infettiva che colpiscono il sistema immunologico, l’organismo presenta una carenza di Super Ossido Dismutasi (SOD),ovvero l’enzima metabolico incaricato di distruggere i radicali liberi. Sono alimenti ricchi di SOD l’aglio, la cipolla e lo zenzero.
È possibile avere sempre a disposizione il quantitativo ottimale di enzimi metabolici inserendo nella dieta alimenti crudi. Con questo accorgimento si potranno evitare innumerevoli patologie.
Non è poi così difficile se prendiamo l’abitudine di iniziare i pasti con un’insalata a base di frutta e/o verdura.
Secondo la signora Catherine Kousmine, oltre alla frutta fresca e alle verdure crude possiamo trovare enzimi nutrienti anche nei legumi, nei cereali integrali, nella frutta secca, nei germogli e nei prodotti fermentati come lo yogurt, il kefir o il chucrut.
Nello specifico, sono fonte di enzimi nutrienti frutti quali ananas, papaya, avocado, banana, mango o kiwi.
Il calore distrugge gli enzimi nutrienti a partire dai 47 gradi, quindi per cucinare legumi e cereali senza distruggere la loro attività enzimatica è sufficiente metterli a bagno la sera prima.
Per diagnosticare una carenza di enzimi, vitamine, minerali o di oligoelementi, è disponibile il kit base per la diagnosi.
Analía Iglesias (analia@sibuscas.com)
Kinepharma
Come proteggere la nostra aura o campo elettromagnetico?
Il nostro campo elettromagnetico è formato da particelle di energia che sono sospese intorno al corpo umano in uno strato di forma ovale.
Questa fascia aurica sporge di circa un metro dal corpo fisico, estendendosi sopra la testa e oltre i piedi e unendosi al suolo. Potremmo definire il campo elettromagnetico come la nostra forza vitale. È l’energia irradiata in base ai nostri pensieri, emozioni, sentimenti, ecc.
Il campo elettromagnetico viene definito in modo diverso in funzione della cultura a cui si applica, per esempio, nella tradizione cinese l’energia viene chiamata Chi, in Giappone Ki, in Polinesia Mana, nella lingua indiana è conosciuta come Orenda, gli indù la chiamano Prana, gli ebrei Ruach, i paesi islamici Baraka, gli esoterici corpo astrale e i terapeuti più attuali e occidentali, come Wilhelm Reich, la definiscono energia orgonica.
Il nostro campo elettromagnetico o aura umana interagisce costantemente con altri campi energetici dell’ambiente circostante, partendo da quelli che irradiano energia della stessa natura come montagne, spiagge, fiumi, minerali e piante fino, ovviamente, ai campi elettromagnetici degli animali e di altre persone.
Se non favoriamo l’armonia tra tutti i campi energetici con cui interagiamo ogni giorno, le nostre fasce si restringono o si bloccano, a causa dello scontro energetico e della mancata assimilazione armonica con altri campi energetici.
Alcune persone sono più sensibili di altre ai campi elettromagnetici che le circondano poiché la copertura del loro campo abbraccia uno spazio circostante più grande, intersecandosi facilmente con quelli di altre persone.
Da un lato, questo è positivo perché consente alla persona di entrare facilmente in sintonia con le vibrazioni positive ma è anche un male perché assorbe quelle negative del suo ambiente più vicino, per esempio in un ascensore o in un autobus.
Per scoprire l’ampiezza della nostra aura, o campo elettromagnetico, e poterne controllare le dimensioni in base all’ambiente circostante, è possibile realizzare un test kinesiologico molto semplice.
Come campione per questo test possiamo utilizzare dello zucchero, in bustina o zolletta, come preferiamo. Il campo elettromagnetico dello zucchero ruota verso destra, esattamente come quello dell’essere umano, per cui quando l’avviciniamo al nostro corpo, entrambi i campi si respingono. Per questo motivo, lo zucchero ci indebolisce e origina una risposta stressante del corpo.
Quindi, per misurare l’ampiezza del nostro campo elettromagnetico, collocheremo la bustina di zucchero al di sopra della persona sdraiata a una distanza di un metro e mezzo circa e ridurremo la distanza poco a poco testandola ogni volta fino a ottenere un AR. L’ottenimento di un AR indicherà l’urto con il nostro campo elettromagnetico e la conseguente emissione della risposta stressante provocata dallo zucchero.
Se consideriamo che l’ampiezza della nostra aura è molto grande, immagineremo per un minuto il colore che crediamo che abbia e ne ridurremo la grandezza fino ad arrivare al punto che riteniamo adeguato per proteggerci.
Successivamente possiamo effettuare un nuovo test per verificare se siamo riusciti a ridurre il nostro campo elettromagnetico. Con questo facile test, ci renderemo conto che con la semplice immaginazione è possibile modificare l’aura per adattarla alle diverse circostanze, in base a quanto desideriamo essere ricettivi.
Nel nostro articolo “Correzione dell’aura e delle relative alterazioni”, del 26 maggio 2015, è anche possibile apprendere in che modo cicatrici e incidenti si ripercuotono sul nostro campo elettromagnetico e come ovviarvi.
Se non riusciamo a controllare la nostra aura, possiamo utilizzare il kit dei chakra per verificare la presenza di chakra interessati da qualche interferenza elettromagnetica o dai nostri stessi pensieri, emozioni, sentimenti e porvi rimedio.
Analía Iglesias (analia@sibuscas.com)
Kinepharma
Come curare un trauma psichico con la kinesiologia
Il trauma psichico è un’esperienza che rimane archiviata nella memoria della persona come conseguenza di un episodio doloroso vissuto nel passato.
Solitamente, il termine trauma si associa a qualcosa di grande ed evidente, tuttavia, occorre ricordare che può trattarsi anche di qualcosa di piccolo e cumulativo.
In molti casi, un trauma non risolto è all’origine di depressione, ansia e sintomi psicosomatici.
Quando ci approcciamo a ciò che percepiamo come qualcosa di inevitabile o come una minaccia opprimente per la nostra vita, istintivamente ci prepariamo a lottare o fuggire e, se per qualsiasi ragione, non riusciamo a reagire in questo modo perché mettiamo in pericolo la nostra vita, il cervello trascura i nostri impulsi e istinti, portandoci all’immobilizzazione o congelamento.
Il corpo non riesce a portare a termine la sua reazione istintiva di lottare o fuggire da quello che percepisce come minaccioso o inevitabile, mantiene intrappolata nell’organismo l’energia e le sostanze chimiche che genera producendo il trauma o le conseguenze dello stress post-traumatico che determinano la manifestazione di sintomi di varia natura:
Fisicamente: sensazioni di dolore persistente nel corpo, fatica cronica, dolore al torace o mal di schiena, tensione muscolare, fibromialgia, emicrania, nausea, gastrite, ulcera, ipereccitazione, ipervigilanza, intrusione di immagini del trauma, incubi, esagerate risposte di soprassalto, attacchi di panico, ipersensibilità a suoni, odori, tatto.
Emotivamente: cambi bruschi di temperamento, capacità ridotta di gestire lo stress, difficoltà a relazionarsi con gli altri, isolamento, pianto frequente, reazioni emotive esagerate impossibili da controllare. Difficoltà a controllare il tremore e persistenza di terrore anche dopo il verificarsi dell’evento. Sentimenti di sconforto, impotenza, scoraggiamento, depressione, perdita di interesse per la famiglia, il lavoro e verso attività che prima procuravano piacere.
Mentalmente: paranoia, pensieri ossessivi e compulsivi, confusione, difficoltà di concentrazione, poca tolleranza per le diversità.
Molte persone non sono consapevoli dei loro traumi ma convivono, tuttavia, con i suoi sintomi; attraverso un test kinesiologico potremo aiutare queste persone ad acquisirne consapevolezza e a recuperare l’equilibrio della psiche.

Test kinesiologico per il trauma psichico
Se il paziente richiede un trattamento di tipo emotivo, verificheremo se ha sofferto di un trauma che ancora lo destabilizza. A tale scopo, collocheremo la fiala della psiche del Kit del Test basico ampliato sul paziente: il verificarsi di un AR implica che il paziente deve elaborare un trauma del passato.
Dopo aver registrato le informazioni in AR, chiederemo al paziente di dire la sua età e di tornare indietro con gli anni fino a quando uno di questi non elimini l’AR.
Al raggiungimento di tale anno, registreremo nuovamente le informazioni e interrogheremo il paziente in merito a possibili situazioni difficili a livello emotivo verificatesi in quel particolare momento della sua vita. Per aiutarlo nella ricerca, testeremo diverse emozioni o più ambiti della sua esistenza.
Successivamente, effettueremo il Test dei Fiori di Bach per trovare i fiori legati all’emozione del trauma passato e daremo al paziente tre gocce allo stato puro del fiore di Bach appropriato.
Continueremo quindi con la tecnica di Integrazione delle emozioni. Ricordiamo che questa tecnica consiste nella stimolazione dei punti neurovascolari dello stomaco del paziente mentre si chiede a quest’ultimo di ricordare il fatto traumatico e di visualizzarlo.
Dopo alcuni minuti, realizzeremo la tecnica conosciuta come Liberazione della tensione emotiva, in cui il paziente dovrà svuotare la mente e respirare in modo rilassato. Per farlo, collocheremo la mano sinistra sulla sua fronte e la mano destra nella zona occipitale, mantenendo la posizione per alcuni minuti. Con questa tecnica, riusciremo a liberare la tensione provocata dall’esperienza traumatica.
Concludiamo effettuando il controllo della terapia per verificare se il trattamento sia sufficiente o se sia necessario approfondirlo. Se sufficiente, torneremo all’età attuale, facendola pronunciare ad alta voce dal paziente stesso. In seguito, testeremo e verificheremo che non sia cambiato l’indicatore.
Va detto che non è possibile curare più traumi in una stessa seduta ma che è necessario concentrarsi solo su un singolo trauma. Nei giorni seguenti, ripeteremo di nuovo il test per approfondire il livello emotivo successivo, ovvero per trovare un trauma precedente a quello trattato nella prima seduta.
Analía Iglesias (analia@sibuscas.com)
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