Lo shiatsu, un integratore terapeutico dai grandi benefici
La parola Shiatsu è composta da due sillabe, shi, che significa “dita” e atsu, che significa “pressione”, che ci danno un’idea di ciò su cui si basa questo tipo di massaggio. Cerca di alleviare e curare patologie con la pressione delle dita.
Lo Shiatsu non solo utilizza le dita, ma anche le mani, gomiti e piedi, a seconda della forza che si desidera applicare e della parte del corpo che di desidera trattare.
I punti sui quali si esercita la pressione, denominati Tsubos, si trovano lungo canali o meridiani e il loro influsso raggiunge innumerevoli apparati, organi e sistemi dell’organismo, oltre ai muscoli e alle articolazioni, classiche zone del massaggio tradizionale.
Il massaggio shiatsu ha iniziato a svilupparsi in Giappone tra il 1900 e il 1910, partendo da metodi tradizionali cinesi chiamati do-in e anma. Il primo di questi metodi curativi, il do-in, si ispira direttamente allo yoga indiano, e il secondo, l’anma, è molto simile al metodo che si identifica con il massaggio classico.
Associando questi due metodi curativi, i cui risultati offrono grandi benefici e risalgono a molti secoli fa, hanno dato luogo allo shiatsu, dando vita a una nuova forma di applicazione degli antichi metodi della medicina orientale.
Lo shiatsu ha acquisito grande popolarità in occidente, mentre il metodo scientifico e le conoscenze in materia di anatomia e fisiologia proprie della medicina occidentale hanno influito fortemente sulla sua pratica.
Nel nostro corpo esiste un luogo preciso in cui risiede l’energia essenziale, che i giapponesi chiamano hara e che pare essere situato 4 cm sotto l’ombelico.
Ed è un fatto verificato che tutti gli stati patologici migliorano stimolando la circolazione del sangue e del liquido linfatico. Su tale reazione si basa precisamente il massaggio shiatsu.
Se davvero esistesse un segreto per il benessere, sarebbe che serenità e benessere apportato da un massaggio di questo tipo mediante il contatto fisico da parte di mani generose, che aiuta a sentirsi felici e sani, sia per i bambini che per gli adulti.
Lo shiatsu esercita tre effetti sul Chi:
– Elimina i blocchi del suo flusso.
– Migliora la carenza o l’eccesso di Chi.
– Migliora gli squilibri del suo flusso.
Le manipolazioni dei punti nei quali si riscontra uno squilibrio o un blocco può inizialmente provocare dolore o fastidio. È dunque opportuno che le persone che si sottopongono a questo tipo di massaggio siano previamente avvertite. Non bisogna tuttavia preoccuparsi, il dolore è localizzato e passeggero, mentre gli effetti e i benefici sono generali e durevoli .
L’elioterapia e i benefici terapeutici del sole
L’elioterapia è un metodo curativo che consiste nell’esposizione del corpo o di una sua parte all’azione dei raggi del sole per acquisirne gli effetti benefici o curativi.
Siamo tutti consapevoli della presenza indispensabile del sole per la vita, poiché dalla sua energia dipendono tutti gli esseri viventi; pertanto, il suo effetto terapeutico è indiscutibile.
Agli inizi del XIX secolo furono riconosciute le proprietà terapeutiche dei raggi del sole e si cominciarono a utilizzare i bagni di sole, integrati con l’aria di mare o di montagna, come parte del trattamento di numerose malattie.
Attualmente, benché si riconosca l’azione benefica del sole, si sottolineano anche i suoi effetti dannosi in caso di eccessiva esposizione. Quindi, sebbene tutti noi abbiamo la possibilità di beneficiare di questa terapia così salutare, è necessario adottare delle misure per godere dei suoi benefici riducendo al minimo i rischi.
I raggi solari sono costituiti da radiazioni di diverse lunghezze d’onda e con capacità energetiche distinte, fatto osservabile quando si contempla l’arcobaleno. I diversi colori, dal rosso al violetto, formano lo spettro visibile della luce solare; tuttavia, esistono anche radiazioni non visibili con lunghezze d’onda che si trovano sotto il rosso, ossia infrarosse, o sopra il viola, le ultraviolette.
Le radiazioni infrarosse sono responsabili dell’effetto termico del sole grazie all’elevato potere calorifico. Invece, le radiazioni ultraviolette sono responsabili dell’aumento della pigmentazione e pertanto a queste sono attribuibili gli effetti dannosi sulla nostra pelle.
Per evitare la comparsa di bruciature, l’esposizione al sole dev’essere progressiva con sessioni brevi i primi giorni, preferibilmente al mattino presto o nel tardo pomeriggio, quando l’intensità delle radiazioni solari è minore. Nelle sessioni successive si può aumentare il tempo di esposizione poiché la pelle avrà avuto il tempo di prepararsi grazie alla produzione di melanina.
Tra i suoi innumerevoli benefici si distingue l’importanza per la produzione di vitamina D, che ingeriamo in forma di precursori attraverso numerosi alimenti vegetali, necessaria per la calcificazione delle ossa e per un corretto metabolismo del calcio e del fosforo nell’organismo.
La carenza di vitamina D causa il cosiddetto rachitismo, malattia che nei bambini nell’età della crescita comporta un incurvamento delle ossa lunghe dovuto al peso del corpo. Negli adulti si manifesta una fragilità ossea che facilita la comparsa di fratture in seguito a traumi di entità minima.
Il sole è anche importante per la regolazione del sistema nervoso vegetativo e per la produzione di molte tipologie di ormoni, la cui elaborazione dipende da ghiandole fortemente influenzate dall’alternanza dei cicli di luce e buio.
Influisce anche sul nostro carattere e sull’umore, infatti è stato osservato un tasso maggiore di depressione nelle persone che vivono in zone del pianeta che ricevono poca luce solare o in cui è frequente il maltempo.
L’elioterapia è utile per trattare problemi reumatici, sui quali incidono negativamente le temperature fredde e l’umidità, ed è raccomandata per trattare disturbi metabolici (rachitismo, obesità e gotta), per migliorare la psoriasi, in particolare nelle forme eritematose squamose evolutive, gli ascessi cutanei o per cicatrizzare ferite. Ovviamente, è indicata nel trattamento di problemi ossei, come l’osteoporosi o la tubercolosi osteoarticolare, gangliare, peritoneale e cutanea.
Il potere curativo della cromoterapia
La cromoterapia è una terapia complementare per stimolare l’energia vitale e la capacità auto curativa dell’organismo. Pur non avendo utilità diagnostica, i suoi effetti terapeutici sono benefici per il processo di guarigione.
E’ una terapia che coinvolge la sfera mentale dell’individuo, stimolandone o attenuandone l’organismo o le condizioni mentali.
Osservando gli animali, possiamo notare alcuni esempi evidenti del potere del colore.
Gli studiosi hanno costatato che il blu, in alcuni casi, favorisce e accelera la crescita dei girini. Le uova di pesce si sviluppano e si aprono prima del previsto, a seconda del colore del recipiente che le contiene.
Per altri tipi di animali, come i topi o le cavie, a sangue caldo come gli umani, l’azione dei colori è inversa: infatti, il rosso ne accelera la crescita, mentre il blu e il verde la ritardano.
Generalmente, nella maggior parte dei mammiferi, i colori della luce agiscono sui tessuti, la luce rossa-arancione stimola l’ipofisi, mentre il metabolismo del calcio è sensibile ad altri colori specifici. La luce rossa li rende presbiti, mentre quella viola li rende miopi.
Per tenere lontano le mosche e le zanzare sembra essere efficace dipingere la parete di blu.
In definitiva, tutto ciò che ci circonda è colore. Il nostro comportamento e le nostre emozioni sono sempre collegate ai colori: il blu del mare, che ci calma e ci rilassa, o il rosso dei semafori, che ci eccita e ci angoscia.
Il colore agisce direttamente sulla mente umana, svegliando una vasta gamma di emozioni, a seconda che siano colori caldi o freddi, forti o tenui, ecc.
Ogni colore scatena in noi un’emozione, ad esempio:
Il rosso stimola lo spirito e favorisce lo sforzo intellettuale o fisico per un tempo limitato, troppo a lungo invece può causare affaticamento.
L’arancione ci dà ottimismo e benessere, aiuta a migliorare e a uscire da stati depressivi o a creare un bell’ambiente lavorativo nel caso in cui si dipingano le stanze di questo colore.
Il giallo stimola il sistema nervoso e l’apparato locomotore, apre la nostra mente e favorisce l’apprendimento. E’ il colore indicato per incoraggiare le persone introverse.
Il verde è il colore ideale per calmare i nervi, aiuta ad abbassare la pressione e a purificare il sangue. In tutti i casi, favorisce la rigenerazione tanto fisica quanto mentale.
Il blu, se di un tono tenue, ci aiuta a raggiungere un perfetto stato di meditazione, risvegliando il nostro istinto. In un ambiente in cui predomina, tutto (idee e situazioni) si comprende e si assimila facilmente.
Il viola, conosciuto per il suo potere sedativo e calmante per il cuore, favorisce l’eliminazione delle tossine e la produzione dei leucociti (cellule di difesa). Viene considerato uno stimolante dei valori spirituali dell’individuo, migliorandone l’autostima e la dignità.
Il bianco è noto come la somma di tutti i colori e risulta sempre utile per il trattamento di qualsiasi disturbo.
La cromoterapia è una delle possibilità comprese nella vasta gamma di trattamenti che si possono testare con il nostro test kinesiológico. Si collocano tutti i colori sull’ombelico e si utilizza il kit del test delle terapie, per identificare il trattamento più adeguato per il paziente, come l’agopuntura, la fitoterapia, l’omeopatia, la cromoterapia e la gemmoterapia.
Tutto quello che devi sapere sul Meridiano del Polmone

La settimana scorsa vi abbiamo fatto un breve riassunto su alcuni meridiani. Tuttavia, questa settimana vi proponiamo un approfondimento sul meridiano del Polmone.
Il meridiano del Polmone è un meridiano ying, che è opposto al suo meridiano yang, quello dell’intestino grasso.
Il muscolo collegato al meridiano del polmone e che dobbiamo testare con la kinesiologia è il dentato anteriore. E’ situato nella parte laterale superiore del tronco e ha il compito di fissare la scapola al trapezio, permettendo così l’utilizzo del braccio.
Come ben sappiamo, la respirazione è un atto fondamentale per vivere. In più, la nostra forma di inspirare ed espirare può offrirci informazioni su come ci sentiamo, anche quando non siamo coscienti dell’emozione che proviamo in quel momento.
Per la medicina tradizionale cinese, la respirazione è una delle manifestazioni del QI, l’energia vitale. Prendiamo l’energia attraverso i polmoni, la usiamo e successivamente la liberiamo con l’espirazione. La respirazione è un costante intercambio tra le frontiere, fisiche e psichiche.
Quando controlliamo la nostra respirazione, è necessario stabilire se avviene con facilità, se è tranquilla e ritmica, se il ventre si solleva o se, al contrario notiamo che l’aria ristagna e che quindi che non viene rilasciata e che non si respira con una certa libertà o fluidità.
Quest’ultimo caso può indicare, ad esempio, depressione, solitudine o tristezza.
La parte inferiore e laterale del polmone il diaframma, ne incentiva il movimento e, a ogni respirazione, esercita pressione sugli organi dell’addome, ossia lo stomaco, la milza, la cistifellea, il fegato, l’intestino crasso e tenue, i reni e la vescica, così come il cuore. Quando espiriamo, il diaframma si rilassa e lascia più spazio agli organi. Ogni volta che respiriamo, gli organi dell’addome si rivitalizzano come se ricevessero un piccolo massaggio.

Tutti gli organi mantengono sempre, e nel migliore dei casi, un movimento leggero. Sia il sangue che la linfa circolano grazie al movimento circolatorio, in modo che le impurità possano assimilare meglio le tossine ed eliminarle attraverso l’intestino.
Pertanto, se trattiamo il meridiano del polmone, ci prendiamo cura e rafforziamo la flessibilità vitale delle relazioni tra gli organi, ma più generalmente anche il nostro organismo.
L’agopuntura è un buon strumento per trattare quei punti del meridiano che richiedono una stimolazione per ristabilire il flusso normale di energia. I punti di agopuntura del meridiano del polmone curano principalmente malattie e problemi alle vie respiratorie, come ad esempio tosse, dolore al petto, mal di gola, rigonfiamento delle tonsille, starnuti, febbre, polipi nasali, congestione nasale e scoli nasali.
Può poi trattare problemi strutturali, come dolore alla spalla, al gomito e alla zona alta del braccio, rendendone difficile l’elevazione, difficoltà nello stendere e piegare le dita della mano e dolore alla zona alta della schiena.
Alcuni problemi emotivi relazionati al meridiano del polmone possono essere la depressione, la claustrofobia, l’agorafobia, la confusione mentale, la mancanza di memoria, l’insonnia e la sonnolenza.
Come vediamo, essere coscienti di come respiriamo e rieducare il nostro modo di inspirare ed espirare può portare cambiamenti evidenti sia a livello fisico che a livello emozionale. Da qui, l’importanza di praticare tecniche come la meditazione, il mindfulness, lo yoga o il taichí chi kung, che aiutano a rilassarci e a respirare in maniera corretta.
I meridiani in kinesiologia
I meridiani sono canali energetici che percorrono il corpo umano come un sistema fluviale. Si ramificano come affluenti o ruscelli fino a raggiungere tutte le cellule che risiedono nel tragitto del meridiano.
Tutti i meridiani, ad eccezione del triplice riscaldatore, portano il nome degli organi a cui sono collegati: polmone, cistifellea, cuore, stomaco, sistema cardiovascolare, intestino tenue, milza, fegato, reni, vescica, intestino crasso.
Il nome è utilizzato come collegamento all’organo e come espressione psichica, mentale e spirituale della nostra vita.
I dodici meridiani sono anche classificati secondo i 5 elementi: metallo, terra, fuoco, acqua e legno.
I meridiani principali partono dal ventre e si ramificano lungo il tronco fino alla testa e agli arti. A seconda delle caratteristiche, si dividono in meridiani ying e yang, opposti ma complementari. Nello yin c’è un po’ di yang e nello yang c’è sempre un po’ di ying.
Come sappiamo la kinesiologia applicata ci permette di eseguire una diagnosi completa di ciascuno dei meridiani grazie alla ruota muscolare.
Per testarli dobbiamo seguire il percorso completo del meridiano bilateralmente o unilateralmente nella direzione corretta con le nostre mani, oppure utilizzare i filtri di diagnosi del test dei meridiani dell’agopuntura.
Ogni meridiano agisce e controlla aspetti diversi del nostro lato fisico ed emotivo. Di seguito sono riportati alcuni aspetti rilevanti che regolano 5 dei 14 meridiani esistenti.
Meridiano del cuore-Fuoco-Yin-Sottoscapolare
Questo meridiano ha la capacità di agire sui cinque sensi e anche sulla circolazione sanguigna, sul cervello, sulla mente, sulle emozioni e sul ragionamento.
È responsabile del controllo degli spasmi e dei disordini degli organi dell’addome e del torace, dei disturbi cardiaci e digestivi, dell’esaurimento nervoso, dell’ansia, dell’ipersensibilità, della fatica e della mancanza di volontà.
Meridiano dell’intestino tenue-Fuoco-Yang-Quadricipiti
Agisce sulle funzioni intellettive e sul metabolismo generale, sulla digestione e sulla circolazione sanguigna.
È responsabile di controllare il completo utilizzo di tutto ciò che ingeriamo, i problemi muscolari e articolari, i disturbi circolatori, visivi e mestruali. Sul versante emotivo, controlla l’inquietudine ingiustificata, la depressione e l’angoscia continuativa.
Meridiano della milza/pancreas-Yin-Terra-Gran dorsale
È legato alla vita affettiva, alle secrezioni ormonali e ai processi di digestione che terminano nell’intestino tenue.
Controlla i disturbi gastrici che hanno origine nel sistema nervoso e organico, con sintomi come l’inappetenza, la mancanza di saliva, problemi di succhi gastrici, insufficienza digestiva o cattivo gusto in bocca, tra gli altri.
Questo meridiano, inoltre, influisce sui problemi della colonna vertebrale o delle articolazioni e, se trattato, aiuta a combattere le manifestazioni psicologiche come l’insonnia, l’inquietudine o la malinconia.
Meridiano dello stomaco-Yang-Terra-Grande pettorale clavicolare
Naturalmente, agisce soprattutto sull’appetito e sul processo digestivo, e include gli organi che vanno dall’esofago al duodeno. Agisce anche sul ciclo mestruale femminile e su alcuni organi interni come le ovaie.
Controlla le crisi digestive di qualunque tipo (vomito, gas, eruttazione, nausea, ecc.), la tendenza all’anemia e i disturbi nevrotici in generale.
Meridiano del fegato-Yin-Legno-Gran pettorale sternale
Agisce sui processi metabolici, in particolare quelli digestivi, creando energia difensiva, arricchendo il sangue e mantenendo la potenza fisica.
Bisogna prenderlo in considerazione quando sorgono problemi di tipo sessuale, come impotenza o frigidità, infezioni epatiche, dolori reumatici e muscolari, febbri anomale e nelle persone propense al sovrappeso, alla dipendenza da alcol e zucchero e a determinate eccitazioni di tipo emotivo.
L’importante ruolo del glutatione contro le malattie e le tossine dell’organismo
Questa settimana vogliamo parlarvi di uno degli antiossidanti più efficaci: il Glutatione.
Questo antiossidante viene prodotto da tre noti amminoacidi: la L-Glutammina, L-Cisteina e la Glicina. Lo troviamo in tutto l’organismo: in grandi quantità nel fegato, in minori nel plasma del sangue.
Le molecole di glutatione esercitano funzioni molto importanti nel nostro organismo, per esempio:
Ha il compito di alimentare o saziare certi tipi di radicali liberi pericolosi per proteggere le cellule. In questo modo, evita che l’ossidazione aumenti e impedisce che il nostro DNA si modifichi a causa sua.
Data la sua funzione protettiva, è molto utile per evitare che i raggi ultravioletti abbiano effetti sugli occhi e sulla pelle. E’ necessario per la nostra salute, per questo occorre conservarlo durante tutto l’anno, soprattutto durante il periodo estivo, se vogliamo aiutare il nostro organismo a combattere l’eccesso di radicali liberi prodotti dai raggi solari.
E’ conosciuto per la sua capacità di neutralizzare le tossine nel fegato, nei reni, nei polmoni e nella parete intestinale. Inoltre, fa parte delle glutatione S-transferasi, famiglia di enzimi molto diversi tra loro ma che riescono a unirsi alle tossine, facendo sì che la loro eliminazione avvenga più facilmente fuori dalle cellule, quindi dall’organismo.
Riveste un ruolo fondamentale per la riparazione del DNA, per la sintesi delle proteine, delle prostaglandine e per il trasporto degli amminoacidi.
Il Glutatione è di grande importanza anche per le persone immunodepresse o nel caso sia presente un virus, momento in cui il sistema immunitario deve rafforzarsi.
D’altra parte, se fumiamo, beviamo alcolici o caffè, ingeriamo medicinali come il Tylenol, facciamo esercizio fisico smisurato, ci esponiamo eccessivamente alle radiazioni ultraviolette o all’inquinamento atmosferico, il glutatione si riduce nel nostro organismo.
Per questo, è necessario mantenere un buon indice di glutatione, sia per combattere qualunque malattia, sia per rimanere in salute, senza tossine, con cellule sane e un sistema immunitario forte.
Come possiamo aumentare il glutatione?
Alcuni studi realizzati su questo antiossidante hanno dimostrato che il glutatione ingerito direttamente per via orale non viene assorbito correttamente. Viene infatti trattenuto dalle cellule che si trovano lungo la parete intestinale e lì rimane.
Pertanto, il modo più giusto per far giungere l’antiossidante nel sangue e successivamente nelle cellule è quello di ingerire i suoi precursori, ossia gli amminoacidi che lo producono: la L- Glutammina, L-Cisteina e la Glicina.
Per determinare concretamente il tipo di antiossidante che necessita il nostro organismo, possiamo realizzare il test kinesiologico, utilizzando l’ampolla dei radicali liberi in un test basico, così come le ampolle di SOD, GPSx di un test del sistema endocrino, oltre alle ampolle dei minerali e delle vitamine.
L’importanza del Coenzima Q10 per invecchiare nel modo migliore
Quando parliamo degli antiossidanti, spesso facciamo riferimento alle vitamine e ai minerali che introduciamo nel nostro organismo attraverso l’alimentazione o gli integratori. Tuttavia, il nostro corpo è in grado di produrre antiossidanti anche da solo, combattendo così i radicali liberi, che si generano come conseguenza alle nostre reazioni metaboliche. Il Coenzima Q10 ne è un esempio.
Man mano che invecchiamo, le nostre cellule producono sempre meno antiossidanti come il Coenzima Q10. Questa diminuzione sembra favorire l’invecchiamento e il generarsi di malattie croniche tipiche dell’avanzare dell’età.
E’ importante individuare carenze di antiossidanti endogeni, così da compensarle con integratori prima che si verifichino problemi di salute.
Si è poi verificato che l’incremento dei livelli cellulari di questi antiossidanti naturali, attraverso integratori alimentari, può aiutare a controllare o prevenire malattie o disturbi associati all’età, come il diabete, le patologie cardiovascolari e l’alzheimer.
Per farsi un’idea di come funzionano gli antiossidanti come il Coenzima Q10 nel nostro organismo, dobbiamo osservare il metabolismo delle nostre cellule.
All’interno di ognuna di esse troviamo i mitocondri, piccoli “motori” che producono energia costantemente, a partire dai carboidrati e dai grassi che ingeriamo con la nostra dieta. Questo processo, conosciuto come “metabolismo”, permette la rigenerazione cellulare.
In questo processo avvengono un’infinità di reazioni chimiche, nelle quali intervengono gli enzimi, fondamentali affinché il metabolismo non si arresti. Importanti allo stesso modo sono i coenzimi, che aiutano gli enzimi stessi a portare a termine le loro funzioni.
Gran parte delle vitamine del gruppo B, numerosi minerali e alcune sostanze chiamate chinoni (componenti biologici di grande importanza) sono coenzimi.
Uno di questi chinoni è l’ubichinone, il nome scientifico del Coenzima Q10.
Per capire quale possa essere il volume dei Coenzimi Q10 presenti nelle diverse parti del nostro organismo, è necessario sapere che quanto più è forte il bisogno di energia per gli organi, più alta sarà la loro concentrazione.
Per questo motivo, nelle pareti del cuore la concentrazione di Coenzima Q10 è doppia rispetto a quella dei muscoli nelle altre parti del corpo. Lo stesso accade nel fegato e nei reni, in quanto entrambi richiedono maggiore energia e molti Coenzimi Q10 per neutralizzare le tossine ed espellerle.
All’età di 20 anni, il nostro organismo produce tutta la quantità di Coenzimi 10 che necessita per mantenere il metabolismo in pieno funzionamento. Tuttavia, questa diminuisce a poco a poco, fino a ridursi del 65% intorno agli 80 anni.
Sulla base di questo, gli studi hanno dimostrato che le persone affette da disturbi cardiaci o malattie di fegato o reni presentano bassi livelli di Coenzima Q10.
Affinché il nostro corpo produca questa sostanza antiossidante, le nostre cellule devono avere a disposizione vitamine del gruppo B, diversi minerali e vitamina C.
Se non ingeriamo le quantità giuste di questi nutrienti, corriamo il rischio di non possedere gli antiossidanti endogeni sufficienti a invecchiare in modo sano e senza disturbi tipici dell’età.
Per evitare ciò, possiamo sottoporci a test preventivi di carenze: vitamine, minerali, oligoelementi, enzimi e coenzimi. In più, se si soffre di un disturbo cardiaco, epatico o renale conviene verificare la possibilità di una carenza nella produzione del Coenzima Q10.
Punti riflessi neurolinfatici in kinesiologia
Nel campo della kinesiologia applicata, il sistema linfatico e i suoi punti riflessi acquistano grande importanza.
Come saprete, il sistema linfatico fa parte dell’apparato circolatorio del corpo umano. È formato dai vasi linfatici, dai nodi e dai capillari e la sua importante funzione è quella di ripulire i tessuti da tutti gli elementi tossici e dai residui metabolici che vengono generati e accumulati.
Il drenaggio avviene attraverso un’azione di pompaggio che resta in funzione, principalmente, grazie alla contrazione dei vasi linfatici, al polso arterioso, all’attività muscolare e alla compressione del tessuto quando si esercita una pressione dall’esterno del corpo.
Nonostante la sua azione permanente di pompaggio, il sistema linfatico agisce lentamente poiché durante le sue funzioni di pulizia deve elaborare e scomporre alcune particelle, come ad esempio le proteine, che non possono entrare nel sistema sanguigno a causa della loro dimensione o complessità.
A causa di questa funzione di drenaggio e della lentezza dei suoi processi, in caso di eccessiva tossicità il sistema linfatico può bloccarsi e causare problemi in qualsiasi zona del nostro organismo.
È qui che entra in scena l’utilità dei punti riflessi neurolinfatici. Si tratta dei commutatori del sistema linfatico, che possono variare il flusso del sistema attraverso i nervi simpatici e spinali.
Non si trovano nei vasi linfatici, quindi non agiscono direttamente sul flusso della linfa (il liquido circolante nel sistema linfatico), bensì, se stimolati, attivano una rete di impulsi nervosi che riesce a sbloccare il sistema linfatico di quella zona.
La stimolazione di questi punti riflessi neurolinfatici porta alla diminuzione o all’aumento del flusso della linfa e alla creazione di un nuovo equilibrio della capacità di drenaggio degli organi o dei tessuti interessati.
Di solito si trovano nella parte anteriore del corpo, lungo gli spazi intercostali fino al pube, e nella parte posteriore del corpo lungo la spina dorsale. È il caso dei punti NL di muscoli come il grande pettorale clavicolare, il grande rotondo, il gran dorsale o il sottoscapolare, tra tanti altri.
Tuttavia, alcuni sono localizzati su gambe e braccia, come ad esempio i punti NL della zona anteriore del muscolo tensore della fascia lata, che si trova sul lato esterno della gamba, dal ginocchio all’anca.
Quando realizziamo il test della ruota muscolare e localizziamo i muscoli deboli da trattare con priorità, la persona sottoposta al test deve toccare i punti NL del muscolo. Successivamente, chiederemo al corpo se sia necessario trattare i punti riflessi NL. Se la risposta è affermativa, per trattare i punti riflessi neurolinfatici dovremo massaggiarli delicatamente senza esercitare una pressione eccessiva, con la punta delle dita e ruotando in senso orario. Realizzando il trattamento rafforziamo il muscolo e miglioriamo il funzionamento dell’organo ad esso collegato.
Recupera il chi o l’energia vitale grazie al terzo chakra
Il terzo chakra, Manipura, si trova nella zona del plesso solare, all’altezza della bocca dello stomaco.
Questo controlla il fegato, la cistifellea, il pancreas e il sistema digerente. È anche associato alle ghiandole surrenali e ai reni, ma soprattutto ci protegge dalle energie negative a livello psichico che rappresentano un rischio per noi stessi.
Il Manipura funge da sistema immunitario psichico e dell’insieme dei chakra, e si chiude quando rileva un pericolo innalzando la sua temperatura ed espandendo l’energia protettiva al secondo e al quarto chakra.
Un sintomo della chiusura del terzo chakra è un dolore acuto allo stomaco che non è legato alla sensazione di fame.
Funge da catalizzatore o da traduttore delle informazioni energetiche tra i chakra, ossia, se il Manipura funziona correttamente avrà il potere di catalizzare le informazioni spirituali provenienti dai tre chakra superiori e di inviarle tradotte ai 2 inferiori. In questo modo le informazioni spirituali o la nostra saggezza intrinseca, provenienti dai chakra superiori, sono utilizzate da quelli inferiori per agire secondo ciò che detta il cuore, creando un equilibrio tra quello che pensiamo e il modo in cui agiamo.
Inoltre, allo stesso modo, traduce e trasmette le informazioni del corpo dal primo e dal secondo chakra ai chakra superiori.
Il Manipura, che significa “gemma brillante”, è considerato il centro da cui viene emanata l’energia vitale o quello che la medicina tradizionale cinese conosce come il chi vitale.
Il suo colore è il giallo, che simboleggia la mente, e comprende aspetti strettamente mentali come la memoria, il pensiero logico e razionale o l’azione e gli aspetti più spirituali come la saggezza e l’intuizione. Inoltre, gli viene attribuito il colore viola per la sua capacità di trasformare i pensieri e i modi di agire favorendo la connessione con il nostro vero io.
È connesso al senso della vista, regolata, secondo la MDC, dal fegato. La vista è intesa come la capacità di osservare, il passaggio che precede qualsiasi decisione della nostra vita. Ci permette di scegliere e di vedere con chiarezza il percorso corretto tra tutti quelli possibili. Ci aiuta a pianificare le nostre vite nella forma corretta, a stabilire un obiettivo fondamentale e a inseguirlo partendo dalla saggezza, tenendo conto delle nostre possibilità e delle circostanze.
Quindi, se il primo chakra agisce su tutti gli aspetti vincolati alla nostra sopravvivenza più terrena e il secondo chakra ci aiuta a distinguere tra il piacere e il dolore e ad assimilare le nostre esperienze di vita, il terzo ci permette di crescere come individui e ci rende liberi.
Grazie alla volontà individuale operiamo delle scelte, agiamo e ci assumiamo la responsabilità di chi siamo, delle nostre decisioni e azioni. Il Manipura ci aiuta a capire con chiarezza dove dirigere questa volontà.
Qui emerge la nostra forza interna, la perseveranza per continuare ad andare avanti nonostante le difficoltà e gli ostacoli. Ci permette di trasformarci e di rinascere dalle nostre ceneri, come una fenice.
Inoltre, è legato all’accettazione e al riconoscimento. Se il terzo chakra è equilibrato siamo in grado gestire le relazioni dal nostro centro, non temiamo il rifiuto e le critiche, siamo capaci di creare la nostra identità, senza il bisogno di riconoscimento e accettazione dell’ambiente circostante.
Come abbiamo visto, controllare lo stato di questo chakra con il nostro test kinesiologico è importante se la persona ha delle difficoltà a vivere la sua vita, manca di energia vitale o di volontà e desidera imparare a prendere decisioni senza paura, partendo dalla sua identità o essenza.
Che cosa differenzia l’allergia dall’intolleranza alimentare
Sapete in che cosa risiede la differenza tra intolleranza alimentare e allergia? Oggi vi spieghiamo alcuni dettagli che sicuramente vi aiuteranno a distinguerle meglio.
Anche se entrambe comportano reazioni anomale del corpo rispetto a un determinato alimento o una determinata sostanza, il modo di reagire e gli organi del corpo coinvolti sono diversi. Pertanto, se analizziamo le reazioni del corpo dopo aver ingerito un alimento o essere entrati in contatto con lo stesso, saremo in grado di stabilire se ci troviamo davanti a un’allergia o a un’intolleranza alimentare.
Individuare un’allergia è relativamente facile grazie all’immediatezza dei suoi sintomi. L’allergia è una reazione istantanea a un alimento specifico. Il sistema immunitario lo identifica come estraneo e mette in atto un processo di difesa simile a quello contro le infezioni. Produce istamina e anticorpi al fine di attaccare le molecole che invadono l’organismo.
Non è necessario ingerire un grande quantitativo di questo alimento per notare gli effetti: una minuscola quantità è infatti in grado di scatenare i sintomi indesiderati. Nelle allergie gravi, inoltre, anche il semplice fatto di toccare la sostanza può originare il problema.
Nel caso delle Intolleranze alimentari, la reazione all’alimento non è connessa al sistema immunitario ma si attribuisce piuttosto a problemi nell’apparato digerente, per esempio una carenza di enzimi digestivi o uno squilibrio nella flora intestinale.
I sintomi dell’intolleranza si manifestano dopo l’ingestione di una quantità normale dell’alimento responsabile e possono presentarsi dopo ore o persino giorni. Questo ritardo della sintomatologia, spesso, ci confonde e rende difficile il compito di collegare il nostro malessere al pasto. Esserne consapevoli permette di scoprire più facilmente l’alimento specifico che ci provoca l’intolleranza.
Inoltre, questi sintomi sono molto vari e localizzati in punti diversi, per cui spesso sono attribuiti a altre cause. Tra i vari sintomi: pelle secca, depressione, dolori articolari, mente annebbiata, respirazione difficoltosa, stitichezza, diarrea, indigestione, eruzione cutanea, ecc.
Per sapere se la causa dei nostri sintomi sia dovuta a un’intolleranza alimentare, possiamo realizzare un test degli alimenti oppure testare direttamente l’alimento che riteniamo stia generando il malessere.
In questo caso, possiamo verificare la capacità enzimatica del nostro organismo e lo stato della nostra flora intestinale.
Indubbiamente, la prima cosa da fare è eliminare l’alimento o gli alimenti che ci causano l’intolleranza.
In caso di allergia, è opportuno verificare lo stato del nostro sistema immunitario, l’istamina, gli anticorpi, ecc.; qualora non sia chiaro da dove provenga la nostra allergia, possiamo utilizzare il kit delle principali allergie o realizzare anche il test degli alimenti.
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