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Giu 21, 2017

La relazione tra il Sistema Nervoso Enterico e il tratto intestinale

 

La relazione tra il Sistema Nervoso Enterico e il tratto intestinale

Il Sistema Nervoso Enterico (SNE) controlla e regola il nostro tratto intestinale ed è per questo motivo che l’intestino viene anche chiamato “secondo cervello”. Il SNE ha quindi la capacità di lavorare in maniera autonoma o insieme al cervello.

Il SNE rileva le minacce ambientali esattamente come i nostri occhi, il naso, la pelle, ecc. Gran parte delle informazioni provenienti dall’esterno arrivano dall’intestino: esse attaccano il nostro benessere generale e non sempre ce ne rendiamo conto.

Il nervo vago è uno dei protagonisti coinvolti nella relazione del SNE con il cervello e l’intestino. E’ il nervo craniale più lungo e tocca più punti di qualsiasi altro nervo del corpo. Questo nervo collega il tratto intestinale con il cervello e il 90% dei segnali che lo attraversano partono dall’intestino e raggiungono la testa, non viceversa come si pensava un tempo.

Il nostro secondo cervello produce inoltre numerosi ormoni e quasi 40 neurotrasmissioni diverse nel nostro cervello.

neurotrasmissioni

Infatti, il 95% della serotonina presente nel corpo si trova nel sistema nervoso enterico.

Alcuni studi dimostrano che gli impulsi nervosi inviati dall’intestino al cervello e che passano attraverso il nervo vago influenzano il nostro stato d’animo. Per questo motivo, la stimolazione del nervo vago potrebbe rivelarsi un trattamento efficace per combattere la depressione.

Si è inoltre dimostrato che il consumo di alimenti grassi invia un forte messaggio dell’intestino al cervello, che combatte l’emozione della tristezza. Tutto ciò ha probabilmente origine a causa dello stress percepito.

Lo stress porta l’intestino ad aumentare la produzione di un ormone chiamato grelina. Quest’ultimo invia segnali al cervello attraverso il nervo vago, che ordina la liberazione di più dopamina, una sostanza che riduce la depressione e l’ansia. Tuttavia, la grelina aumenta l’appetito e lo stress attiva una serie di condizioni che provocano un aumento di fame e desiderio di cibi grassi. Questo ci spiega perché gli alimenti ricchi di grassi ci tirino su in momenti di depressione e stress, pensiamo ad esempio al conforto che ci dà una bella porzione di gelato se siamo particolarmente tristi.

Per verificare la presenza di una buona connessione tra il SNE e il cervello è importante conoscere la condizione del nostro nervo vago. Per fare ciò, è possibile affidarsi al test dei nervi principali

Analía Iglesias

analia@sibuscas.com

 

9 sostanze nutritive per trattare la depressione

la depressione

Durante il trattamento della depressione è molto importante fornire al nostro organismo alcuni nutrienti che svolgono funzioni importanti, i quali, incidono direttamente o indirettamente sul nostro umore.

L’ Omega-3 aiuta a ridurre i livelli di colesterolo e l’accumulo di placca nel sangue. Riducendo il colesterolo cattivo, il corpo riceve un aiuto importante nella riduzione dello stress, dell’ansia e della tensione, prevenendo anche malattie cardiovascolari.

Acido Folico: (necessario per la produzione di energia) viene considerato uno dei principali alimenti del cervello. Se quest’ultimo funziona correttamente, si può prevenire l’ansia e l’affaticamento.
L’acido folico funziona meglio se combinato con la vitamina C, la vitamina B6 e la vitamina B12. Molti studi dimostrano che una carenza di acido folico può causare depressione, insonnia, perdita della memoria, iperirritabilità, apatia, affaticamento e ansia.

Il GABA (acido gamma-aminobutirrico) è un amminoacido che aiuta a ridurre l’ansia e a rilassarsi, permette di prendere decisioni in modo razionale, favorisce un sonno ristoratore e migliora la fase di recupero successiva a un allenamento. Alcuni studi dimostrano che ha effetti simili alla benzodiazepina.

SAM-e, abbreviazione della S-adenosil-metionina, si utilizza da tempo per il trattamento di questa sindrome. Sembra avere effetti più rapidi dell’erba di San Giovanni come terapia nutrizionale per curare la depressione. I risultati iniziano a vedersi solo dopo due settimane, ma è necessario assumerla per almeno un mese.

Il Selenio è un importante antiossidante che protegge i neurotrasmettitori. La carenza di selenio ha un effetto negativo sullo stato d’animo. Lo troviamo nell’erba medica, nei semi di finocchio, nel ginseng, nel burro, nell’aglio, nel fegato, nelle noci del Brasile, nei molluschi e altri pesci, nei semi di girasole, nell’achillea millefoglie, nelle germe di grano e lievito di birra.

selenio, noci del Brasile

La vitamina B1 (tiamina) ha effetti positivi sul sistema nervoso e sul benessere mentale. Lo troviamo nei piselli, nella soia, nel pane fortificato, nei cereali, nella pasta, nel pesce, nel maiale, nei chicchi di grano e nei fagioli. L’assunzione prolungata di grandi quantità di alcool esaurisce la riserva di vitamina B1 del corpo.

La carenza di vitamina B6 causa ansia e depressione. La formazione di alcune sostanze chimiche nel cervello richiede questa vitamina. Essa è presente nelle carni (in particolare negli organi, come il fegato), nei chicchi e nel germe di grano.

La vitamina B12 è necessaria per produrre energia, per la funzione cerebrale e per un sistema nervoso sano. Per questo motivo, è parte integrante della terapia nutrizionale per combattere la depressione.

Zinco: questo sale minerale essenziale ha effetti positivi sul sistema nervoso e aiuta a produrre un effetto calmante. Lo troviamo nelle ostriche, nella carne, nel pollame, nelle noci, nei fagioli e nei latticini.

 

 

 

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Giu 2, 2017

Le due facce dell’istamina

L’istamina

L’istamina è una sostanza chimica naturale che agisce nel nostro corpo e che è indispensabile per il corretto funzionamento di tutti i sistemi presenti nel nostro organismo.

E’ un neurotrasmettitore (prodotto chimico che trasmette messaggi tra le cellule del sistema nervoso) coinvolto:

  • Nella regolazione del succo gastrico.
  • Nella permeabilità dei vasi sanguigni.
  • Nella contrazione muscolare.
  • Nella funzione cerebrale.

L’istamina è presente in alta concentrazione nella pelle, nei polmoni, nello stomaco, mentre in piccole quantità nel cervello e nel cuore.

Inoltre, l’istamina è essenziale per la difesa del nostro corpo contro l’invasione degli agenti potenzialmente responsabili delle malattie, come i batteri, i virus e altri corpi estranei.

L’istamina viene prodotta e immagazzinata nei globuli bianchi (leucociti), come i mastociti nei tessuti e i basofili che circolano nel sangue. Quando il sistema immunitario si attiva in risposta ai corpi estranei che entrano nell’organismo, l’istamina viene liberata per avviare un processo chiamato infiammazione.

 anticorpi, sistema immunitario.

Durante l’infiammazione, che sia prodotta come difesa dal nostro corpo in caso di una lesione o di un’infezione o che sia il risultato di una reazione allergica, i linfociti, le citochine e gli anticorpi (sistema immunitario) inviano segnali ai leucociti affinché liberino l’istamina. Tuttavia, questa non è l’unica fonte d’istamina del nostro organismo.

Ad esempio, numerosi microorganismi capaci di produrre istamina sono presentinell’intestino crasso. Da qui, l’istamina può essere trasportata attraverso la parete intestinale in tutte le parti del corpo.

Tuttavia, condizioni fisiologiche anormali possono condurre a un’intolleranza all’istamina, in particolare a un difetto nel processo di decomposizione dell’istamina (chiamato catabolismo).
In condizioni fisiologiche normali, l’eccesso di istamina può portare a due sistemi di enzimi: l’istamina N-metiltransferasi e nell’intestino la diammina dell’enzima ossidasi della mucosa. Dei due sistemi, è quello dell’enzima ossidasi a essere ritenuto la causa più plausibile dell’“intolleranza all’istamina”.

In condizioni normali, quando i livelli di istamina aumentano più del necessario, questi enzimi degenerano rapidamente fino all’eccesso. Tuttavia, quando la velocità di decomposizione dell’istamina è insufficiente per far fronte a questo eccesso, il livello totale di istamina nel corpo si alza, dando origine a una serie di sintomi, più o meno gravi a seconda dell’individuo.

Per diagnosticare un eccesso di istamina nell’organismo si può realizzare il test basico ampliato e per diagnosticare una mancanza dell’enzima Diaminossidasi (DAO);  il test delle allergie.

Analía Iglesias
analia@sibuscas.com

Mag 26, 2017

La tiroide e il Triplice Riscaldatore

La Tiroide e il Triplice Riscaldatore

La tiroide è una ghiandola a forma di farfalla posta nella parte anteriore del collo. Nonostante le piccole dimensioni rispetto agli altri organi del corpo, gli ormoni che produconointeressano tutte le cellule dell’organismo.

Ci sono otto meridiani di agopuntura collegati direttamente o indirettamente alla tiroide intorno al collo: quello dei Reni, del Fegato, della Cistifellea, della Vescica, dello Stomaco, della Milza, dell’Intestino Tenue e il Triplice Riscaldatore.

Per questo motivo, un disturbo legato a uno di questi meridiani può influire negativamente sulla funzione della ghiandola tiroidea.

Di conseguenza, per prevenire una qualsiasi disfunzione della tiroide è necessario estendere la diagnosi e il relativo trattamento a più di un meridiano.

Tuttavia, la ghiandola tiroidea è regolata dal meridiano Triplice Riscaldatore, conosciuto anche come Sanjiao.

Il Triplice Riscaldatore

Il Triplice Riscaldatore è un meridiano yang che appartiene all’elemento del Fuoco e che è accoppiato al Meridiano Maestro Cuore, che è unyin. Il suo momento di massima attività va dalle 21 alle 23, mentre 12 ore dopo si ha il suo momento di attività più bassa.
Non è collegato a un organo o a una struttura fisica in particolare perché la sua attività dipende da un insieme di funzioni dell’organismo.

Più concretamente, il suo nome fa riferimento ai tre segmenti del corpo che questo meridiano coordina in modo da mantenere l’omeostasi.

Questi tre segmenti sono chiamati “riscaldatori” e sono situati nel torace, nell’addome e nel bacino.

Partendo dalla parte esterna del dito anulare (1TR) e passando per il dorso della mano fino a raggiungere l’estremità esterna del sopracciglio (23TR) troviamo i tre riscaldatori, che si differenziano secondo le funzioni che regolano.

Riscaldatore Superiore:si occupa del trasporto dell’energia e del sangue necessari a tutte le parti del corpo. Gli organi che coordinano sono posti nella zona toracica ed è collegato al meridiano del Polmone e del Cuore.

Riscaldatore Medio: collabora alla digestione e all’assorbimento degli alimenti. Gli organi che coordinano sono posti nell’addome. Questo riscaldatore è collegato al meridiano dello Stomaco e della Milza.

Riscaldatore Inferiore: fornisce il flusso di energia necessario per la metabolizzazione dell’acqua, la sua conservazione e la sua secrezione sotto forma di urina. Gli organi in questione si trovano nella zona del bacino. Il riscaldatore inferiore è collegato ai meridiani dei Reni e della Vescica.

Analía Iglesias
analia@sibuscas.com

 

 

 

 

Mag 19, 2017

La congestione del fegato: fattori e sintomi

La congestione del fegato

La congestione del fegato è causata da un accumulodi tossine nel sangue che l’organismo è incapace di smaltire in modo corretto.

Quando il fegato è congestionato, le tossine che circolano nel sangue possono raggiungere il cervello, il sistema nervoso e altri organi.

Nel caso di un accumulo, il fegato cerca di espellere le tossine in eccesso, che raggiungono i reni, causando un’ulteriore congestione.


Quali fattori favoriscono la congestione del fegato?

  • Abuso d’alcol, di carboidrati raffinati, caffeina, grassi e oli idrogenati
  • Intossicazione alimentare.
  • Tossine ambientali.
  • Costipazione cronica.
  • Candidosi cronica /Disbiosi intestinale

La bile viene immagazzinata soprattutto nella cistifellea, ma ha un’importanza basilare in tutte le zone del corpo.

Molti problemi alla schiena non sono altro che il risultato diretto di un flusso biliare irregolare. Il liquido sinoviale presente nelle articolazioni diminuirà nel caso di un ridotto flusso biliare, causando a volte un forte dolore articolare.

Molte persone tendono ad assumere cortisone perché attribuiscono questo dolore all’artrite o a un’altra malattia infiammatoria, ma in realtà la terapia corretta consiste nel lavaggio del fegato.
La costipazione impedisce l’eliminazione delle tossine provenienti dal fegato che, non essendo espulse, continuano a circolare nel sangue mantenendo il sovraccarico epatico.

Tuttavia, il fegato può rimanere congestionato per un consumo eccessivo di grasso, zucchero, alcol, prodotti di farina bianca o chimici, contenuti nell’acqua, negli alimenti e nell’aria.

Un’altra parte del corpo che può soffrire per la mancanza di bile è quella dei seni paranasali. Questo calmante lubrificante (bile) mantiene umide le membrane mucose, tanto che una sua carenza le rende secche e facilmente infiammabili.

La maggior parte delle allergie possono essere ricondotte alla congestione del fegato. Queste possono essere controllate, ma non curate, se si evita il consumo di alimenti che le causano.

Le allergie e le condizioni negative del seno tendono a sparire dopo un lavaggio epatico.

Inoltre, il corpo inizia a presentare gli effetti di un malassorbimento delle sostanze nutritive solubili nei grassi, che possono giocare un ruolo importante nello sviluppo di eczemi, psoriasi, pelle secca, caduta dei capelli, tendiniti, cecità notturna, accumuli di calcio nei tessuti e a volte ingrossamento della prostata negli uomini.

Si possono manifestare anche casi di emorroidi a causa dell’ostruzione della vena porta che non riesce a drenare il fegato, provocandone la saturazione.

Per realizzare il test completo del fegato e verificare l’origine di possibili fastidi relativi a questo organo si può utilizzare il kit di malattie fegato e vescicola biliare.

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Analía Iglesias

 

Mag 12, 2017

Il sistema endocrino e le emozioni positive

il sistema endocrino e le emozioni positive

Le nostre emozioni non sono altro che il risultato di reazioni chimiche che avvengono nel nostro organismo.

In questo processo, gli ormoni agiscono da protagonisti. Le reazioni chimiche generano stimoli che a livello mentale si traducono in emozioni negative, come la rabbia e la tristezza, o emozioni positive, come l’amore e la felicità.

Per gestire questi stimoli è necessario essere consapevoli di quali ormoni devono essere sintetizzati affinché la nostra mente generi emozioni positive e soprattutto in che modo è possibile aumentarne il livello all’interno del nostro organismo.

In presenza di stati di depressione cronica è importante sapere se i nostri neurotrasmettitori e ormoni vengono sintetizzati correttamente da parte del sistema endocrino. Per fare questo, la kinesiologia può aiutarci con il test del sistema endocrino.

Le emozioni positive  e le endorfine

Le endorfine sono gli analgesici naturali del corpo, in quanto bloccano il dolore. La maggior parte delle persone è a conoscenza del fatto che l’esercizio fisico rilasci endorfine, ma ne ignora l’origine. Molto tempo fa, nell’età della pietra, le endorfine giocavano un ruolo molto importante nella sopravvivenza dei nostri antenati, bloccando il loro dolore e facendoli scappare dai predatori. Oggi, invece, non dovendo sfuggire ai predatori, le endorfine vengono prodotte solo durante esercizi anaerobici. Questi ormoni ci aiutano a resistere allo sforzo fisico, anche quando siamo a corto di riserve di ossigeno.
Come aumentare il livello di endorfine:

  • Fare esercizio per affrontare il dolore cronico.
  • Mangiare cibi piccanti, perché la lingua presenta recettori che reagiscono alle spezie inviando al cervello messaggi molto simili ai segnali di dolore, affinché vengano rilasciate endorfine.

Le emozioni positive  e la serotonina

La serotonina è l’ormone responsabile della felicità, in quanto regola il nostro stato d’animo, previene la depressione, l’irritabilità e la frustrazione, facendoci sentire più allegri e soddisfatti.

Come aumentare il livello di serotonina:
• Trascorrere del tempo al sole, in quanto la luce solare fa sì che l’organismo produca vitamina D, che porta al rilascio di serotonina.
• Pensare o immaginare situazioni passate o proiettate nel futuro che ci rendano felici, allegri o che semplicemente ci facciano sentire bene. Il nostro cervello produce serotonina grazie allo stimolo generato da questi pensieri.
• Consumare alimenti ricchi di triptofano, una sostanza che l’organismo converte in serotonina.
• Un allenamento di bassa intensità permette al corpo di produrre serotonina durante l’esercizio aerobico, a differenza di quello anaerobico che rilascia endorfine.

le emozioni positive e la dopamina

Le emozioni positive  e la dopamina

La dopamina è l’ormone del piacere che viene liberato nel momento in cui ci si sforza per raggiungere un obiettivo. La dopamina, infatti, ci motiva a lavorare duro per ricevere la soddisfazione di uno scopo raggiunto e mantiene viva la concentrazione.

Come aumentare il livello didopamina:
•Prefissarsi obiettivi giornalieri, mensili o a lungo termine, che aumentano la produzione di dopamina. E’ importante avere obiettivi sui quali concentrare la nostra attenzione.
• Prefissarsi come obiettivo l’esercizio fisico, grazie al quale la dopamina, la serotonina e le endorfine aumentano alla pari.
• Consumare alimenti ricchi di proteine.

Le emozioni positive  e l’ossitocina

L’ossitocina è l’ormone dell’amore, che viene rilasciato in grandi quantità durante i rapporti sessuali, il parto e alcuni contatti affettuosi, come gli abbracci e le carezze. L’ossitocina rafforza i sentimenti di amore e di fiducia.

Come aumentare il livello diossitocina: 
•Mostrare affetto agli amici, al partner e alla famiglia. Abbraccia i tuoi genitori e i tuoi amici o accoccolati con il/la tuo/a compagno/a.

 

Diagnosi di una sindrome metabolica con la Kinesiologia

Quando i recettori di insulina presenti nella membrana cellulare non funzionano correttamente, possono svilupparsi infiammazioni e sindromi metaboliche. Spesso l’organismo è già compromesso, a causa della cattiva alimentazione, della contaminazione e più in generale delle tossine endogene ed esogene, che solitamente provocano questo problema. Inoltre, una carenza di acidi grassi essenziali può colpire la membrana cellulare, danneggiando i recettori di insulina.

Nel caso in cui si verifichi una di queste situazioni, si può generare un accumulo di insulina nel sangue. In primis, il pancreas reagisce producendone una quantità maggiore, provocando una sindrome metabolica, un’infiammazione o un diabete di tipo 2.

Test Kinesiologico

Durante la realizzazione del test, se la fiala d’insulina posizionata genera un AR (Arm Reflex o l’accorciamento del braccio), significa che siamo di fronte a un eccesso di insulina e probabilmente a una sindrome metabolica. Si può inoltre testare la presenza di un processo infiammatorio utilizzando le fiale adeguate. Nel caso in cui il glucosio ancora non sia aumentato, si può verificare un aumento del cortisolo e un abbassamento dell’ormone DHEA, dal momento che l’aumento dell’insulina inibisce la produzione del DHEA.

Tutto questo può essere testato grazie ai kit del sistema endocrino e degli ormoni sessuali. Se il problema dovesse persistere, questo provocherà un aumento dell’ossidazione del fegato, degli acidi grassi liberi nel sangue, dei trigliceridi, del colesterolo e della pressione sanguigna. Tutti questi sintomi devono essere presi in considerazione al momento della diagnosi e cercare di risolvere il problema.

Cosa si può fare a riguardo?

Nel caso in cui si verifichi un aumento dei radicali liberi, è necessario risolvere il problema quanto prima. Innanzitutto, attraverso un’alimentazione salutare che disintossichi l’organismo, con drenanti del fegato come il boldo, il dente di Leone o il carciofo e il consumo di oli di qualità.

Molto probabilmente sarà necessaria un’integrazione di acidi grassi omega 3, in particolare DHA e acido alfa-lipoico, magnesio, vitamina E, cromo picolinato, oltre ad antiossidanti come i bioflavonoidi.

 

Angel Salazar

Kinepharma

Come trattare le fissazioni vertebrali

Un altro problema che può verificarsi è dato dall’unione di alcune vertebre, che essendo bloccate tendono a muoversi insieme, a causa di una lesione chiamata fissazione vertebrale.

Quest’ultima provoca una debolezza muscolare bilaterale e i muscoli che percepiamo deboli ci indicano a livello di quali vertebre si trova:

  • Psoas in D11 e D12.
  • Grande gluteo in C2.
  • Deltoidi in D3 e D4.
  • Grande rotondo in D2.
  • Trapezio in D6.
  • Piramidale in L5.
  • Ischio-tibiali in L4 e L5.

Test

Le fissazioni non si manifestano con la Terapia di Localizzazione (TL), per questo devono essere provocate. Tuttavia, nella prova generale sarà apprezzato un problema strutturale. Sarà utilizzato il mudra strutturale, e dopo vedremo se si tratta di una priorità e in questo caso tratteremo la fissazione.

Per unire due ossa è necessario spingerne uno verso destra e uno verso sinistra: nel caso si verifichi un AR (Arm Reflex), si avrà una fissazione. Se spingendo una vertebra verso sinistra e una verso destra si manifesta un AR, se si spinge in senso contrario fa resistenza.

Si può quindi realizzare un altro test posizionando un oggetto nero a circa 20 cm di distanza dagli occhi del paziente: se guardandolo si verifica un AR, questo indica la presenza di fissazioni, che verranno trattate solo se si tratta di una priorità.

Trattamento strutturale:

Nel momento in cui il paziente espira, è necessario spingere il processo spinoso nel senso in cui fa resistenza, continuando così per tre/quattro volte.

Trattamento basato su appunti Istituto IGEM

 

Angel Salazar

 

 

 

Obesità e alterazione della flora intestinale

Alcuni studi sulle persone sovrappeso hanno dimostrato che nel complesso la loro flora intestinale è caratterizzata da una bassa diversità rispetto a quella di persone con peso nella norma e che tendono a predominare alcuni gruppi di batteri colpevoli soprattutto della metabolizzazione degli idrati di carbonio. Nonostante ciò, l’obesità può essere dovuta da più fattori e il principale è l’infiammazione.

Nel caso di problemi metabolici come il sovrappeso, il diabete o di concentrazioni elevate di grasso nel sangue, la maggior parte delle volte viene identificato un aumento dei marcatori infiammatori nel sangue. Tuttavia, i valori non sono così alti da richiedere una terapia, quindi il fenomeno prende il nome di “infiammazione subclinica”.

Solitamente i batteri producono infiammazioni attraverso una sostanza trasmettitrice non sotto controllo nell’ambiente intestinale. Nel caso di una proliferazione eccessiva di batteri e di un’alimentazione troppo grassa, però, i motivi per cui una determinata infiammazione si propaga nel nostro corpo divengono molteplici, in quanto il grasso viene trattenuto in caso di bisogno.

Può anche verificarsi un effetto diretto alla ghiandola tiroidea: gli agenti infiammatori batterici ostacolano il suo lavoro e diminuiscono la produzione di ormoni tiroidei, rallentando la combustione dei grassi.

Le infiammazioni non vengono provocate solo da batteri, ma anche da disequilibri ormonali, da un eccesso di estrogeni, dalla mancanza di vitamina D o da un’alimentazione troppo ricca di glutine.

Pertanto, nel momento in cui il nostro paziente accusi alcuni disturbi, tra i cui sintomi troviamo l’obesità, la carenza di vitamine e sali minerali e la disfunzione tiroidea, è necessario verificare l’equilibrio della flora intestinale, oltre a modificare la sua dieta. A tal fine, utilizzeremo un kit di marcatori infiammatori e la fiala da disbiosi intestinale.

Ángel Salazar

Kinepharma.

Test per la circolazione cerebrale con la Kinesiologia

Oltre ai test per gli organi e per le ghiandole, possiamo eseguire il test per la circolazione cerebrale. Il cervello riceve il 15% dell’afflusso cardiaco e il 20% del consumo di ossigeno, anche se rappresenta solo il 2% del peso corporeo di un uomo. Il flusso sanguineo che arriva al cervello, è di circa 750 ml il minuto e il 70% di questo giunge dalle arterie carotidee e il 30% da quelle vertebrali.

Infatti, le arterie carotidee comuni portano la maggior quantità di flusso sanguineo alla testa e al collo. Ce ne sono di due tipi: la carotide esterna, che irrora il collo, il viso e la zona esterna della testa, e la carotide interna, che irrora il cervello anteriore, gli occhi, le orbite e i seni.

Un’alterazione della circolazione cerebrale solitamente provoca disturbi alla memoria e alla concentrazione producendo una serie di sintomi, come la perdita dell’udito o della vista, ronzii, capogiri o vertigini, ecc.

Test

Colpiamo l’estremità della clavicola sinistra. Se si verifica un AR (Arm Reflex), ciò indica una scarsa irrorazione cerebrale. Possiamo inoltre utilizzare una fiala di ossigenazione insieme a quella relativa al cervello in un test basico ampliato. Se queste vengono poste sul paziente e si verifica un cambio di informazioni, otterremo la diagnosi.

Una volta scoperta la natura del problema, registriamo l’informazione e ci chiediamo se sia necessario un trattamento di tipo energetico, emotivo, chimico o strutturale, esattamente come in altri test.

  • Nel caso di un trattamento energetico, ci serviremo dell’agopuntura e dell’auricoloterapia.
  • Nel caso in cui il trattamento sia emotivo, proveremo con i fiori di Bach o con qualsiasi altra tecnica emozionale.
  • Nel caso di un trattamento chimico, proveremo con il ginkgo biloba, il biancospino, l’aglio, l’olio di genziana, gli omega 3, gli omega 6, la vitamina E, la colina, la fosfatidilcolina, la fosfatidilserina, la lecitina di soia, la clorella, la curcuma, ecc.
  • Infine, nel caso in cui sia necessario un trattamento strutturale, eseguiremo una visita al cranio e alle vertebre cervicali e in seguito potremo applicare la terapia sacro-craniale.

 

Ángel Salazar

Kinepharma

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