Numerose ricerche dimostrano l’importanza della vitamina C
Le vitamine antiossidanti, in particolare la Vitamina C e la E, sono state oggetto di ampie ricerche negli ultimi anni.
L’apporto di dosi addizionali elevate di tali vitamine è un modo efficace e sicuro per ridurre l’impatto dell’invecchiamento nel corpo.
Dal 1951, sono stati pubblicati circa 10.000 studi sulla vitamina C, in cui è stato possibile evidenziare scientificamente l’uso di tale vitamina per garantirsi una maggior longevità e per prevenire e guarire malattie come l’Alzheimer, il tumore o le patologie cardiovascolari.
Nel 1960, Linus Pauling, vincitore di ben due premi Nobel, ha cominciato a raccomandare dosi elevate di vitamina C o acido ascorbico per ridurre i sintomi del raffreddore e dell’influenza.
Alcuni anni più tardi, Pauling ha condotto uno studio su pazienti affetti da tumore allo stadio terminale, dimostrando che somministrando quotidianamente a tali pazienti 10 grammi di vitamina C per via endovenosa, era possibile prolungarne la sopravvivenza da mesi ad anni. Ha inoltre osservato che tali dosi contribuivano a ridurre il dolore intenso che avvertivano i pazienti. In seguito, sono state realizzate altre ricerche che hanno suffragato tali risultati.
L’essere umano non è in grado di produrre autonomamente la vitamina C: tra tutti i mammiferi che camminano, nuotano o volano, l’uomo appartiene al gruppo ristretto che non sintetizza la vitamina C nel fegato a partire dal glucosio. Per questo motivo è così importante assumerla regolarmente.
Partendo dal presupposto che gli animali che producono vitamina C lo fanno proporzionalmente al loro peso corporeo, l’equivalente negli umani in base a questi dati, sarebbe compreso tra 10 e 12 grammi di vitamina C al giorno, mentre la dose minima quotidiana raccomandata per un adulto è pari a 60 a 100 milligrammi.
Come si può notare, la dose raccomandata di vitamina C, è notevolmente inferiore rispetto a quella sintetizzata dal resto degli esseri viventi.
A parte la nota azione antiossidante svolta dalla vitamina C, esistono molte reazioni biochimiche che richiedono la sua partecipazione, per esempio:
-Per sintetizzare il collagene, il tessuto strutturale delle nostre ossa, della pelle, dei vasi sanguigni e dei muscoli.
-Per assorbire correttamente il ferro e soprattutto per permetterci di metabolizzare il calcio.
-La sua efficacia è stata dimostrata nel contrastare le infezioni virali e batteriche.
Inoltre, in base a studi recenti, si è potuto dimostrare che:
– Una dose di 500 milligrammi/giorno può ridurre la pressione arteriosa del 10%.
– Dosi supplementari di 1000 milligrammi al giorno possono contribuire a riparare il danno nei vasi sanguigni causati dal colesterolo. Di conseguenza, si migliora l’elasticità degli stessi.
-Vari studi hanno dimostrato che protegge anche dall’ictus e dai danni che ne conseguono.
-Dosi elevate comprese tra 1000 e 10.000 milligrammi al giorno, aiutano l’organismo a prevenire l’influenza.
-Le creme ricche di vitamina C, riducono le rughe sottili e l’asprezza tipica della pelle invecchiata e migliorano la tonicità e l’incarnato.
-Favoriscono la prevenzione dell’osteoporosi (in base ai dati di uno studio realizzato su donne di mezza età e anziane, che grazie all’assunzione di quantità superiori presentavano una densità ossea ben maggiore rispetto alle altre donne).
Per osservare più nel dettaglio la necessità di antiossidanti nel nostro organismo, tra cui la vitamina C, possiamo realizzare un test kinesiologico, utilizzando la fiala dei radicali liberi del kit per Test basico ampliato, le fiale di SOD e GPSx di un test del sistema endocrino, così come le fiale di vitamine e minerali.
Le dosi infinitesimali e gli 8 principi dell’omeopatia
Agiscono analogamente al sole, che può produrre una grande quantità di reazioni biochimiche negli essere viventi benché i suoi raggi siano privi di materia, ossia trasportino solo energia, provocando effetti sia fisici che emotivi sulla persona.
Conosciamo la capacità del sole di aumentare la produzione di melanina della pelle favorendo l’abbronzatura, di accrescere la produzione di alcuni neurotrasmettitori e di generare un effetto antidepressivo.
Tutto ciò senza che i raggi solari contengano alcun principio chimico che influisca sul nostro organismo.
Le dosi omeopatiche funzionano allo stesso modo, con una quantità di materia così straordinariamente piccola, quasi impercettibile, ma che ha comunque la capacità fisica di provocare delle reazioni biologiche in qualunque essere vivente, che si tratti di una persona, di un animale o di una pianta.
Queste dosi di sostanze chimicamente attive e così infinitamente piccole vengono definite dosi infinitesimali.
L’omeopatia presenta 8 principi di base che regolano questa disciplina.
1 Il principio di similitudine: “Similia Similibus Curentur” che significa “il simile si cura con il simile”.
2 La forza vitale: si riferisce all’energia che regola le funzioni vitali di ciascun individuo.
3 La vix medicatrix: è la forza autocurativa della natura stessa, che tende sempre a mantenere l’integrità dell’individuo. La natura: il nostro organismo soffre di squilibri (malattie) e la funzione dell’omeopatia e di tutta la medicina naturale è aiutare l’organismo affinché la sua stessa natura recuperi l’equilibrio da sola.
4 L’individualità morbosa: ogni essere vivente sviluppa le malattie in un modo particolare.
5 L’individualità medicamentosa: è la prescrizione di un medicinale individuale a seconda dei sintomi di ciascun malato.
6 Sperimentazione pura: è lo studio dei sintomi provocati da una certa sostanza e la dimostrazione della sua capacità curativa.
7 La dose minima: si riferisce alla dose, in concentrazioni molto ridotte, di farmaci omeopatici.
8 I miasmi: includono le malattie croniche, l’eredità e le tendenze individuali a soffrire di alcune tipologie di malattie.
Il principio di similitudine afferma che il simile può curare il simile. Quindi, tutte le sostanze in grado di provocare alcuni sintomi sull’individuo sano sono anche capaci di curarli nel malato in cui si manifestano.
Un esempio è l’effetto che produce il taglio di una cipolla sulle mucose. Il naso cola e gli occhi lacrimano, sintomi simili al raffreddore comune. Per questo motivo, la cipolla “Allium cepa”, in dosi omeopatiche, è uno dei medicinali omeopatici abituali per la cura del raffreddore comune.
Il principio della dose minima è molto importante in l‘omeopatia, poiché da esso dipende l’efficacia del trattamento. Consiste nel determinare la quantità minima di sostanza capace di provocare la reazione desiderata nell’individuo.
I trattamenti omeopatici vengono elaborati partendo da qualsiasi sostanza di origine animale, vegetale, minerale o di sintesi che, preparata in un modo specifico e rispettando severi processi di diluizione e dinamizzazione, dimostra un potenziale terapeutico.
Circa il 40% dei trattamenti omeopatici è di origine vegetale, il 10% è di origine animale e il 50% è di origine minerale, chimica, ecc.
Attraverso alcuni protocolli ben definiti di successive diluizioni e agitazioni, le tossine delle sostanze utilizzate dopo il processo di elaborazione diventano innocue.
In seguito a questi trattamenti vengono impregnate in un eccipiente inerte, il lattosio, di dimensioni e forme diverse, come sfere, granuli compressi o in alcuni paesi zuccherini.
Eseguendo un test omeopatico è possibile determinare la cura omeopatica adatta e le dosi con cui è necessario trattare il nostro paziente.
L’importanza dello zinco e come testarne la carenza grazie alla kinesiologia
Questo importante oligoelemento fu scoperto nel 1869 come fattore essenziale per la crescita delle piante; nel 1886 fu isolato per la prima volta nelle alghe marine, come il fucus, e più tardi fu individuato nei cereali, nei legumi e in quasi 100 piante commestibili a foglia verde.
Tuttavia, fino al 1950 non si accertò la presenza di zinco nei capelli e nel sangue, fatto che permise di rilevare gravi carenze in molte persone.
Cause delle carenze
Il maggior problema della carenza di zinco rispetto agli altri oligoelementi è la difficoltà della diagnosi, poiché in genere i sintomi sono comuni ad altre malattie.
La causa più comune della carenza è la mancanza di assorbimento del minerale, molto frequente in bambini e anziani.
I bambini alimentati con latte artificiale in genere soffrono di carenza di zinco, ma ciò può essere evitato mediante l’assunzione di integratori di minerali o l’utilizzo di latte arricchito.
Anche l’alcol provoca delle carenze dovute a un’eliminazione maggiore rispetto a quanto ingerito. Lo stesso accade con l’assunzione continuativa di alcuni farmaci, tra cui gli anticoncezionali.
Perché è importante lo zinco?
Lo zinco è necessario per lo sviluppo ottimale di importanti funzioni organiche. Tra queste vi è il corretto funzionamento dell’apparato genitale, specialmente quello maschile, infatti lo zinco interviene sulla formazione del liquido seminale e sul buon funzionamento della prostata.
Inoltre, protegge gli acidi nucleici DNA e RNA, così come la membrana delle cellule.
Stimola il sistema immunitario attraverso i linfociti T-4.
Regola il pancreas, l’ipofisi e gli organi genitali.
È importantissimo per la crescita dei bambini.
Mantiene le ghiandole surrenali in buono stato e ne conserva la capacità di adattamento.
Mantiene in buono stato gli organi del gusto, dell’olfatto e della vista.
Previene l’invecchiamento prematuro.
Se realizzando il test sugli organi si rileva un’anomalia di una ghiandola, del pancreas o dell’ipofisi, è opportuno eseguire il test kinesiologico delle carenze per verificare se il problema è attribuibile alla mancanza di zinco.
Alcuni sintomi che ci permettono di rilevarne la carenza sono:
Macchie bianche sulle unghie.
Cattiva guarigione delle ferite.
Infezioni ricorrenti.
Senso del gusto poco sviluppato.
Perdita improvvisa dell’olfatto.
Anoressia.
Ritardo nella crescita del bambino.
Scarsa produzione di sperma.
Infertilità maschile.
Caduta dei capelli.
Anemia.
Inoltre, è opportuno eseguire il test delle carenze di minerali e oligoelementi per verificare i livelli di zinco nelle persone alcoliste, colpite da dismenorrea, malattie epatiche e renali, stress, diabete, caduta dei capelli, acne e, soprattutto, in caso di disturbi relativi a fertilità, impotenza o frigidità, essendo conosciuto come l’oligoelemento della riproduzione.
Test kinesiologico delle carenze di minerali e oligoelementi
Per rilevare la carenza di minerali è a disposizione il test generale dei minerali e oligoelementi nel kit per il Test di base ampliato.
Nel caso in cui si rilevi un problema nel campo chimico del nostro paziente, sarà possibile collocare questo test nel chakra dell’ombelico. In caso di modifica dell’AR, ci troveremo di fronte a una carenza di minerali o di oligoelementi.
Per verificare la presenza di una carenza di zinco, determineremo le informazioni e utilizzeremo il filtro dello zinco del kit dei minerali; se l’AR cambierà nuovamente, ciò indicherà la carenza di zinco dell’individuo.
Analía Iglesias ( analia@sibuscas.com)
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Curiosità utili sui chakra
I centri energetici del corpo sono posizionanti all’interno della nostra colonna vertebrale, connessi al cosiddetto canale Sushuma. Questo canale sale dal perineo (punto situato tra l’ano e i genitali) fino all’apice della testa.
I chakra sono dei veri vortici di energia che ruotano su se stessi, cambiando il senso di rotazione da un chakra all’altro, dall’uomo alla donna.
In base alla polarità dei chakra, la rotazione può avvenire in senso orario o in senso antiorario.
La rotazione verso destra si caratterizza per la predominanza del principio maschile o yang. In stato di armonia, rappresenta la volontà e l’attività, in disarmonia, l’aggressività e la violenza.
La rotazione verso sinistra è correlata al principio femminile o yin. In stato di armonia, rappresenta la sensibilità, la ricettività e l’accordo, in disarmonia, la debolezza.
Il 1°, 3°, 5° e 7° chakra sono chakra maschili mentre il 2°, 4° e 6° sono chakra femminili.
Tenendo presente che la rotazione varia in base al sesso della persona:
– Nella donna, i chakra maschili si muovono verso sinistra e quelli femminili verso destra.
– Nell’uomo, avviene il contrario, i chakra maschili si muovono verso destra e quelli femminili verso sinistra.
Questo spiega molti degli stereotipi radicati nella nostra cultura. Per esempio, il chakra basale o 1° nell’uomo ruota verso destra, esprimendo più attivamente il senso di conquista e di dominio nell’ambito materiale e sessuale.
Nel caso della donna, il chakra basale, ruota verso sinistra, rendendola più sensibile alla forza vivificatrice e generatrice della terra.
Nel 2° chakra si invertono i segni. Nella donna va verso destra, indicando una maggiore energia attiva nell’espressione dei sentimenti e nell’uomo gira verso sinistra tendendo verso qualcosa di ricettivo, spesso perfino verso l’atteggiamento passivo.
Un’altra curiosità legata ai chakra è la loro evoluzione. Alcuni esperti nel campo propendono per cicli evolutivi nei centri energetici, nello specifico, cicli di 7 anni per ognuno dei centri.
Secondo queste teorie, durante ogni ciclo di 7 anni, siamo aperti a determinate influenze o esperienze, vale a dire che viviamo esperienze legate a un chakra, (partendo sempre dal 1° o dal 7° chakra).
Secondo la tradizione indù, il periodo di maggiore attivazione di ogni singolo chakra dura mediamente sette anni (il che significa che questa non può verificarsi in un altro momento della vita).
Il chakra 1° si svilupperebbe da 0 a 7 anni.
Il 2° da 7 a 14.
Il 3° da 14 a 21.
Il 4° da 21 a 28.
Il 5° da 28 a 35.
Ciò non implica che i sette tipi di energia non agiscano tutti nello stesso momento secondo la fase della vita: quello che cambia è la predominanza.
Se un chakra non è riuscito a svilupparsi adeguatamente nell’età che gli è confacente, le successive fasi della vita continueranno a risentire di qualche carenza o squilibrio a livello di quel chakra.
Tuttavia, le esperienze che ci si presentano nella vita offrono sempre la possibilità di un ripescaggio per recuperare le occasioni non realizzate. Da qui, l’importanza di mantenere tutti i chakra sbloccati e in funzione contemporaneamente. Da questo dipenderà il nostro stato di pace e armonia.
La kinesiologia è un buono strumento di diagnosi dello stato dei nostri chakra. A questo scopo è possibile utilizzare il kit di test dei chakra e verificare se questi stiano operando correttamente o meno.
Analía Iglesias (analia@sibuscas.com)
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Il potere di EFT “tapping” e come aiutare noi stessi con la kinesiologia emozionale
EFT è un acronimo inglese che sta per Tecnica di Libertà Emozionale. Questo strumento, dimostratosi altamente efficace, si basa sull’idea che tutte le emozioni negative si originano da uno squilibrio o interferenza nel sistema energetico naturale del corpo, così come, inversamente, qualsiasi emozione negativa quale paura, tristezza o rabbia si manifesta nel nostro sistema energetico causando blocchi e disturbi.
La tecnica EFT Tapping utilizza gli stessi meridiani energetici già noti nell’agopuntura e agopressione. Picchiettando delicatamente con le dita i punti chiave dei meridiani, contribuiamo a ripristinare nel sistema il naturale equilibrio e a restituire al nostro canale di energia la sua libertà di movimento.
Di seguito si indicano alcuni dei punti di agopuntura più rilevanti nell’applicazione del EFT Tapping:
1- Lato esterno della mano, corrispondente al meridiano Intestino Tenue 3. È conosciuto come punto karate essendo ubicato negli angoli di entrambe le mani che coincidono con la zona con cui un karateka colpisce qualunque oggetto.
2- Inizio del sopracciglio, ovvero, il lato più vicino al naso. Questo punto è bilaterale e corrisponde al meridiano Vescica 2.
3- Estremità laterale dell’occhio o coda dell’occhio, ovvero, il lato in prossimità dell’orecchio. Questo punto corrisponde al meridiano Vescica Biliare 1 ed è bilaterale, quindi il tapping deve essere effettuato su entrambi i lati contemporaneamente.
4- Sotto l’occhio, proprio sotto l’inizio dell’osso. Questo punto corrisponde al meridiano Stomaco 1.
5- Sotto il naso, proprio sopra il labbro superiore. Questo punto corrisponde al meridiano Vaso Governatore 26.
6- Mento, situato sotto il labbro inferiore, corrisponde al punto 24 del meridiano Vaso Concezione.
7- All’inizio delle due clavicole, in corrispondenza del meridiano Rene 27.
8- Sotto il braccio, al di sotto delle ascelle, nelle costole. Questo punto corrisponde al meridiano Milza 21.
9- Nell’area dell’apice della testa, localizzata nella parte superiore-centrale del capo. Corrisponde al meridiano Vaso Governatore 20.
Come già sappiamo, mentre applichiamo la tecnica del tapping, dobbiamo concentrarci su pensieri legati al dolore che proviamo, ricordi infelici, emozioni scomode, dipendenze da cibo o qualsiasi altro problema su cui desideriamo lavorare.
Se realizzata correttamente, i fattori emozionali soggiacenti che contribuiscono al problema, generalmente vengono liberati insieme ai blocchi di energia.
A volte, il miglioramento dello stato emozionale o salutare è permanente mentre in altri casi il processo deve continuare; ciò significa che ripeteremo il procedimento ogni volta che i sintomi si ripresentano e verificheremo che si riducano o eliminino rapidamente.
Durante il giorno, si susseguono innumerevoli situazioni emozionali e questo fa sì che, in alcuni casi, il paziente non riesca a individuare correttamente l’emozione o il problema che lo sta interessando. Con la kinesiologia emozionale siamo in grado di scoprirlo.
A questo scopo, possiamo utilizzare un qualsiasi Kit de test emozionale ed energetico. Con il kit di test emozionale è possibile capire verso che tipo di emozioni tende il paziente mentre con il kit delle emozioni negative, possiamo scavare più in profondità e determinare l’emozione concreta su cui è necessario lavorare con tecniche di liberazione emozionale.
Analía Iglesias (analia@sibuscas.com)
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I benefici del selenio nella prevenzione del cancro
Il selenio è un minerale essenziale e un efficace antiossidante che dobbiamo sempre tenere in considerazione e introdurre abitualmente nella nostra dieta.
Tra le qualità di questo noto minerale è possibile sottolineare il miglioramento del metabolismo della vitamina E, che contribuisce al suo massimo utilizzo da parte del nostro organismo.
Inoltre, è davvero efficace nella prevenzione di patologie cardiache e nella prevenzione d’infezioni virali.
Tuttavia, una delle proprietà più note e studiate in maniera approfondita è la protezione dal cancro alla prostata.
Il selenio è stato classificato tra gli agenti chemio preventivi, grazie alla sua capacità di arrestare il cancro prima che questo acquisisca maggiore forza.
Negli anni novanta fu realizzato uno studio su 974 persone con precedenti di cancro alla prostata. Gli individui furono divisi in due gruppi di studio; vennero somministrati 200 microgrammi di selenio a uno e un placebo all’altro.
Dopo 6 anni di trattamento fu constatato che nel gruppo al quale era stato somministrato il selenio si erano sviluppati solo 13 casi di cancro alla prostata, mentre nel gruppo placebo erano stati registrati 35 casi.
Inoltre, nell’ambito degli studi sull’incidenza di questo minerale sul cancro ai polmoni e del colon-retto, si registrò una percentuale minore nelle persone trattate con selenio.
Quindi, è evidente che introdurre nella nostra dieta questo importante minerale può contribuire alla prevenzione della comparsa di questa malattia. Quello che non è chiaro è se questi benefici siano dovuti al fatto che il cancro può ridurre o esaurire le riserve di selenio nell’organismo stimolandone lo sviluppo o se il selenio agisca da solo come rimedio contro il cancro.
Gli studi diretti a indagare sugli effetti del consumo degli integratori alimentari a lungo termine, suggeriscono che i livelli ridotti di selenio aumentano il rischio di sviluppare la malattia.
D’altra parte, negli studi in vitro, è stato possibile verificare che la seleniometionina, una forma comune di selenio, causa la morte cellulare delle cellule del cancro alla prostata, mentre le cellule prostatiche restano in perfetto stato di fronte all’azione del selenio.
Esistono anche delle prove del fatto che questo minerale protegga il nostro DNA, le proteine e i grassi dell’organismo dal danno ossidativo, grazie alla sua azione antiossidante. Tenendo conto che è l’ossidazione delle cellule il fattore che espone l’organismo allo sviluppo del cancro, molti scienziati condividono l’idea che sia il selenio che altri antiossidanti, come la vitamina E, siano realmente benefici per proteggerci dalla comparsa di cellule cancerogene.
Alcuni alimenti ricchi di selenio sono l’aglio, la cipolla, il riso integrale, la farina d’avena, la crusca, così come le uova, i frutti di mare, il pollo e il fegato.
In ogni caso, a volte la mancanza di minerali nel terreno agricolo o la perdita di selenio durante la lavorazione degli alimenti, può comportare un deficit di selenio nella dieta. Quindi, è consigliabile verificare le carenze di selenio, vitamina E o qualsiasi altro antiossidante e, in caso affermativo, assumere qualche integratore alimentare.
Per rilevare le possibili carenze di minerali o vitamine, possiamo realizzare il test kinesiologico utilizzando il kit di test per minerali e vitamine.
Analía Iglesias (analia@sibuscas.com)
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L’importanza delle vitamine nella prevenzione e nel miglioramento delle patologie
Le vitamine, a differenza dei farmaci chimici, lavorano insieme all’organismo per il corretto sviluppo di tutte le funzioni vitali.
In uno stato ottimale di salute il nostro corpo ha bisogno di dosi molto ridotte di vitamine per soddisfare le sue necessità di base. Tuttavia, una persona può essere soggetta a una carenza vitaminica per diverse cause.
Il nostro corpo non può produrre quasi nessuna di esse, motivo per cui dobbiamo ottenerle in misura maggiore attraverso la nostra dieta.
Il caso di deficit vitaminico più comune deriva da un’alimentazione inadeguata o povera di nutrienti; ad ogni modo, si possono anche rilevare delle carenze dovute a complicanze dell’apparato digerente originate da problemi di assorbimento di tali nutrienti.
Possiamo distinguere chiaramente due gruppi di vitamine in base alle loro caratteristiche:
Vitamine idrosolubili, ossia solubili in acqua.
Queste vengono eliminate mediante l’urina e dobbiamo assumerle quotidianamente per raggiungere la percentuale necessaria per il buon funzionamento organico.
Sono vitamine idrosolubili la vitamina C e le vitamine del gruppo B.
Vitamine liposolubili, ossia solubili nei grassi.
Queste restano depositate nel nostro organismo per un tempo maggiore, quindi è più difficile che il corpo presenti una loro carenza.
Sono vitamine liposolubili la vitamina A, D, E e K.
Tuttavia, le vitamine non contribuiscono solamente al funzionamento della maggior parte delle azioni biochimiche dell’organismo, mantenendo la nostra salute in ottimo stato, ma con il tempo stanno anche rivelando le loro grandi proprietà di regressione e cura di numerose malattie.
Ad esempio, è stata dimostrata dalle ricerche scientifiche l’efficacia della vitamina E in pazienti con problemi cardiaci, con una riduzione della percentuale di attacchi cardiaci del 70% rispetto al gruppo placebo.
Le vitamine possono essere la soluzione a diversi problemi, consentendo la regressione o rallentando lo sviluppo di molte malattie; non c’è bisogno di dire che l’inclusione nella nostra dieta quotidiana di alimenti che forniscono una buona fonte di vitamine e minerali inciderà positivamente sul nostro futuro.
Abituandoci a una dieta ricca di frutta e verdura, negli anni potremo verificare una minore tendenza ad ammalarci rispetto agli altri. Ad esempio, ciò riguarda patologie comuni come quelle legate a un livello di colesterolo elevato, alla pressione sanguigna alta o ai dolori alle ossa e alle articolazioni in generale.
Il processo di invecchiamento si verifica in misura maggiore o minore a seconda dello stato delle nostre cellule. Tenendo conto del fatto che queste si mantengono energiche e vivaci grazie in parte agli effetti positivi delle vitamine, possiamo far sì che i nostri organi e apparati siano regolati da cellule sane e non danneggiate, consentendo così un cuore che pompa con più forza, un pancreas poco danneggiato e una pelle più curata e flessibile.
La kinesiologia è un buon sistema per determinare se il nostro corpo soffre di carenze vitaminiche. Per questo, è possibile eseguire un test delle vitamine con il kit di test per ciascuna di esse e suggerire il trattamento con integratori vitaminici, se necessario.
Analía Iglesias (analia@sibuscas.com)
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Riequilibra i tuoi meridiani con la tecnica di Agganciamento di Cook
Si deve a Wayne Cook, ricercatore pioniere nel campo della Bioenergetica, la creazione di questa tecnica straordinaria che si è dimostrata efficace per riequilibrare l’intero sistema energetico della persona.
È capitato a tutti di sentirsi a volte distratti, con difficoltà a concentrarsi, nervosi o stressati e di non riuscire a recuperare uno stato di relax; questi sintomi, talvolta, sono indicativi di uno squilibrio dei meridiani e di un’energia corporea disarmonica e caotica.
Con l’agganciamento di Cook, possiamo armonizzare i meridiani dell’agopuntura e la polarità del corpo.
La tecnica sembra efficace anche per il trattamento delle balbuzie, della dislessia o del deficit di attenzione. A livello psicologico, è utile per schiarire la mente quando ci sentiamo confusi, siamo invasi da pensieri ossessivi, depressione o eccesso d’ira.
Permette di riordinare i nostri pensieri, favorisce la lucidità mentale, contribuisce a recuperare la concentrazione, a migliorare la nostra capacità di apprendimento e la capacità di affrontare situazioni difficili o conflittuali senza stressarci al tempo stesso. Secondo Wayne Cook, questo si deve al fatto che consente di riequilibrare gli ormoni legati allo stress.
Come si realizza l’agganciamento di Cook?
La tecnica è composta da 2 posture diverse che devono essere realizzate in modo consecutivo.
Può essere effettuata da seduti, in piedi o da sdraiati. Da seduti è possibile realizzarla in qualsiasi luogo e momento del giorno mentre la realizzazione da sdraiati deve essere riservata a momenti più tranquilli o durante una visita.
L’opzione scelta non influisce sulla sua efficacia anche se è importante sentirsi comodi e fare respiri profondi.
Da sdraiati o in piedi
1- Con la kinesiologia verifichiamo qual è la posizione che, incrociando una gamba sopra l’altra, ci permette di ottenere un AR.
A tal fine, incrociamo le gambe in entrambe le posizioni mentre intrecciamo le mani e le incrociamo sul petto. La posizione in cui otteniamo un AR dovrà essere mantenuta per alcuni minuti.
2- Successivamente, uniamo i polpastrelli delle dita di entrambe le mani e li collochiamo all’altezza del petto, disincrociamo i piedi e li posizioniamo vicini. Manteniamo la posizione rilassandoci per alcuni minuti.
Da seduti
1-Incrociamo la gamba sinistra sulla destra, afferriamo con la mano destra, ad angolo retto, la caviglia sinistra e passiamo sopra con la mano sinistra, fino a toccare le dita del piede sinistro.
2- La seconda parte è identica a quella realizzata da sdraiati o in piedi. Uniamo i polpastrelli delle dita e li collochiamo all’altezza del petto, disincrociamo i piedi e li posizioniamo vicini.
Durante la realizzazione della tecnica, seduti, in piedi o da sdraiati, è importante tenere la punta della lingua appoggiata al centro del palato, gli occhi chiusi e visualizzare come l’energia sotto forma di luce bianca fluisca dalla parte centrale del nostro corpo, dalla vescica fino alla testa (meridiano vaso concezione).
Per squilibri più gravi che si ripercuotono a livello organico o che richiedono maggiore attenzione, è consigliabile realizzare il test diagnostico dei meridiani, utilizzando il kit di test dei meridiani di agopuntura. Attraverso questi, è possibile individuare con maggior precisione il punto in cui è presente il blocco di energia.
Analía Iglesias (analia@sibuscas.com)
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Teoria dei 5 elementi in Kinesiologia
In kinesiologia è bene distinguere fra la ruota dei meridiani (ruota muscolare) e la teoria dei 5 elementi, basata sulla Medicina Tradizionale Cinese.
I punti di agopuntura dei meridiani di energia sono presenti sin dalle origini della kinesiologia. Tuttavia, oltre alla nota ruota muscolare, vale la pena approcciarsi alla teoria dei cinque elementi per riuscire ad applicarla nel momento opportuno durante il nostro test kinesiologico.
Kinesiologia e MTC condividono la visione olistica dell’essere umano. Il concetto di unità è presente in entrambe.
L’essere umano viene concepito come un’unità in movimento, grazie alla dualità che la MTC stima secondo gli 8 principi diagnostici.
Ying/ Yang Freddo/Caldo Interno/Esterno Pesante/Leggero
La MTC considera inoltre che esistono 3 movimenti fisiologici di fluidi che danno vita all’essere umano.
“Qi, l’Energia.
“Xue”; il Sangue.
“Jin Ye”, i Fluidi corporei.
Noi ci concentreremo sul flusso energetico, in cui la MTC distingue i 2 meridiani conosciuti come “meridiani meravigliosi” (VC e VG) e i 12 meridiani bilaterali che formano un percorso di energia.
La ruota dei meridiani in kinesiologia si regola in funzione di questo percorso infinito di energia. Gli organi, secondo l’interpretazione della MTC, si regolano secondo la teoria dei 5 elementi.
Il percorso dei meridiani si basa su un ritmo circadiano-giornaliero mentre la teoria dei 5 elementi è strettamente dipendente dal ciclo annuale delle stagioni.
Gli organi e i loro meridiani e, per noi in kinesiologia i test muscolari associati, sono organizzati nel modo seguente secondo i 5 elementi.
Ogni elemento del cerchio rappresenta il perfetto equilibrio degli organi (Yin) e dei visceri (Yan).
L’elemento ACQUA:
– Nel suo aspetto YIN, è formato dall’organo RENE, organo pieno deputato all’immagazzinamento del sangue e all’elaborazione e immagazzinamento dell’energia.
– Nel suo aspetto YAN, è formato dal viscere VESCICA, vuoto internamente e deputato ad accogliere, immagazzinare ed eliminare l’urina.
Tuttavia, l’equilibrio dei 5 elementi è più complesso e dipende dall’armonia tra due tipi di cicli.
–Il ciclo di Generazione (Shen) che opera la relazione “Madre e Figlio”, in cui la Madre nutre il Figlio, seguendo le lancette dell’orologio, vale a dire che il Fuoco alimenta la Terra, la Terra alimenta il Metallo, il Metallo l’Acqua e così via.
In questo modo, il fuoco (intestino tenue, cuore) è la Madre della Terra, la Terra (stomaco, milza-pancreas) è la Madre del Metallo, ecc.
– Il ciclo di Controllo (Ko) ha la funzione di equilibrare il ciclo che lo precede, altrimenti la “Madre” darebbe tutta la sua energia al “Figlio” finendo per esaurirsi. Per esempio, nell’elemento Fuoco, se il “cuore” desse gran parte della sua energia all’organo dell’elemento Terra milza-pancreas, non avrebbe più risorse per funzionare, e comporterebbe quindi complicazioni a livello cardiaco.
Conseguentemente, il ciclo di controllo funge da ciclo di compensazione di energia basato sul sistema “Nonno-Nipote”. Attraverso questo ciclo, l’energia torna in circolo, rubando al nipote parte dell’energia che gli rimane.
Gli organi Yin si trovano all’interno mentre gli Yan all’esterno. Pertanto, se osserviamo gli elementi Metallo, Acqua e Terra:
Polmone- Yin (PU) ——–alimenta———Rene-Yin (RI)
Intestino crasso-Yan (IG) ——alimenta———Vescica-Yang (VE)
Milza-Pancreas Yin (BP) ——–-controlla———–Rene-Yin (RI)
Stomaco-Yang (ES) ——–controlla—————-Vescica-Yang (VE)
Analía Iglesias ( analia@sibuscas.com)
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Cose interessanti da sapere sugli aminoacidi
Le proteine sono le molecole indispensabili per la formazione degli ormoni, degli enzimi, degli anticorpi e dei neurotrasmettitori del nostro organismo.
Determinano la struttura del nostro corpo e delle cellule e partecipano come strumento di controllo e regolazione di tutte le regolazioni chimiche di base della vita.
Le proteine sono formate dall’unione di diverse piccole molecole, chiamate aminoacidi, che si uniscono come se fossero gli anelli di una catena. Le catene possono essere costituite da un numero molto variabile di anelli ed esistono proteine formate da migliaia di aminoacidi uniti tra loro.
Alcune proteine sono formate da catene composte da meno di 100 aminoacidi e altre da più di mille. Tuttavia, esistono solo 24 tipi diversi di aminoacidi in funzione della loro composizione chimica.
Questa particolare composizione chimica assegna a ciascun tipo di aminoacido delle proprietà ben distinte, ad esempio: aminoacidi con carica positiva, aminoacidi con carica negativa, aminoacidi con avversione all’acqua (idrofobi), affini all’acqua (idrofili), di dimensione più grande o più piccola, ecc.
In base alla somma dei diversi aminoacidi che formano la catena proteica, la proteina acquisirà una forma oppure un’altra, ad esempio, gli aminoacidi che fuggono dall’acqua si nasconderanno o si piegheranno verso l’interno della catena per non entrare in contatto con il liquido, mentre gli aminoacidi affini all’acqua resteranno più in superficie.
Alcuni scienziati paragonano le proteine agli utensili, potendo disporre di proteine che acquisiscono la forma di martelli, dadi o chiavi inglesi. Tutti gli utensili saranno utili per un aspetto diverso dell’organismo.
La routine quotidiana genera un logorio continuo delle proteine dei tessuti ed è indispensabile ripararle; quando l’organismo non riceve quotidianamente le proteine di cui necessita per la formazione dei tessuti, cerca nei propri tessuti le proteine mancanti dando origine a una disintegrazione delle proteine organiche.
Dei 24 aminoacidi che contengono le proteine alimentari, ne esistono 10 che il nostro organismo non può sintetizzare, ossia quelli chiamati aminoacidi essenziali. Dovremo integrarli nella nostra dieta per poterli ingerire abitualmente.
Tra i 10, è importante sottolineare la lisina e il triptofano, che devono essere controllati maggiormente poiché alcuni alimenti non li contengono in quantità sufficienti a coprire i fabbisogni nutritivi del corpo umano. In caso di una loro carenza, non potremo formare le nostre proteine nella quantità necessaria per far fronte a questo deficit.
È stato riconosciuto che gli aminoacidi essenziali devono essere somministrati quasi simultaneamente affinché l’effetto fisiologico si verifichi. Alcuni scienziati affermano che 1 ora di ritardo è sufficiente perché l’utilizzo degli altri sia impossibile, mentre altri ricercatori sostengono che il margine oscilla tra le 4 e le 6 ore.
La mancanza di un solo aminoacido essenziale produce perdita di appetito, irritabilità nervosa e sensazione di fatica. Tuttavia, non appena si compensa questa carenza spariscono i sintomi.
Alimenti ricchi di LISINA: uova, latticini, soia, carne, pesce, legumi e la maggior parte degli ortaggi e delle verdure.
Quasi non ne contengono i cereali e i semi oleosi.
Alimenti ricchi di Triptofano: uova, spinaci e latte materno.
Non ne contengono molto la carne, il pesce, i cereali, i legumi (meno la soia), i semi oleosi e la maggior parte delle verdure.
Test kinesiologico
Per rilevare la carenza di aminoacidi dovremo eseguire il test degli aminoacidi con le prove per ogni tipo di aminoacido. Inoltre, è possibile rilevare la mancanza di aminoacidi toccando il punto 25VG del paziente: il cambiamento dell’AR indica la carenza di qualche aminoacido.
Analía Iglesias (analia@sibuscas.com)
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