Mag 26, 2016

Individuare le geopatie con la kinesiologia

Individuare le geopatie con la kinesiologia

Numerosi studi e il passare del tempo hanno dimostrato quanto sia importante vivere e lavorare in un luogo energicamente equilibrato.

Al giorno d’oggi è risaputo che l’uomo si trova in una posizione di sottomissione all’azione delle innumerevoli forze energetiche, tanto naturali quanto artificiali, alle quali il nostro corpo deve adattarsi attraverso l’autoregolazione delle sue funzioni organiche per non causare alcun danno.

Tuttavia, solitamente una persona non è cosciente di essere sottomessa  a questo tipo di perturbazioni energetiche e convive con la geopatia per anni, portando il suo corpo a lavorare il doppio e a consumare più dell’energia necessaria per mantenere stabile il suo stato organico.

Le radiazioni e i campi energetici finiscono per pregiudicare i processi biochimici ed energetici  delle cellule del nostro organismo, colpendo soprattutto il sistema immunitario e minacciando fortemente l’equilibrio  del sistema endocrino e ormonale.

Il nostro organismo possiede la capacità di adattarsi per poter vivere,  ma nonostante questo ogni  cambiamento comporta un dispendio di energia, così come tutti i processi biochimici. Sottoporre, però, il corpo ad adattamenti e compensazioni continui durante i processi organici affinchè si adegui agli effetti della geopatia porta a una spesa di energia  così grande che alla fine l’organismo non riesce a recuperare.

A questo punto, iniziano a presentarsi le conseguenze di vivere in un habitat geopatico.

Recuperare l’energia di adattamento persa nel compensare questo tipo di manifestazioni significa sopravvivere per la persona.

Per questo motivo, è molto importante considerare sempre la possibilità che la causa di un qualsiasi disturbo o malattia possa essere una geopatia.

La prima cosa da fare è localizzare la zona geopatica e trasferire il nostro luogo di riposo o di lavoro in una zona più sana, in modo da essere meno esposti. Inoltre, se si è rimasti per lungo tempo in questo posto, sicuramente dovremo aiutare il nostro organismo a riprendersi, attraverso la ricerca di carenze a livello olistico, ossia nel campo chimico, energitico, strutturale ed emozionale.

Dobbiamo verificare lo stato di tutti i sistemi del nostro corpo, organo per organo, e individuare quello che ha bisogno di essere curato e in che campo.

A livello chimico, si dovrà rimediare alla mancanza di micronutrienti, vitamine, minerali, oligoelementi ed enzimi, che si sono esauriti durante il tentativo di adattamento e al forte stress vissuto per tutto il tempo.

Inoltre, sarà necessario stimolare o drenare le vie di eliminazione di ciascun circuito danneggiato in modo da depurarlo e incentivarne il corretto funzionamento.

corrente sotterranea di gas

Test per individuare le geopatie

Per verificare se una persona vive o lavora in una zona geopatogena, possiamo utilizzare il filtro della geopatia.

Al momento del test, se il filtro della geopatia sullo stomaco del paziente ne modifica l’AR, allora esiste un problema di questo tipo.

Lasciamo il filtro in posizione per stabilire la geopatia e collochiamo ad uno ad uno i filtri dei differenti tipi di geopatia, tra cui ricordiamo:

La rete di Hartmann, il reticolo di Curry,  la geopatia Yin o corrente d’aqua sotterranea e la geopatia Yang o corrente sotterranea di gas, d’aria, depositi di sali o di minerali nel sottosuolo.

Il filtro che modificherà nuovamente l’AR indicherà, quindi, da dove proviene la geopatia.

Mag 19, 2016

Il sistema immunitario e la kinesiologia

Il sistema immunitario e la kinesiologia

Il sistema immunitario ha il compito di realizzare tutti i meccanismi di difesa per proteggere il nostro corpo dall’invasione di microrganismi (batteri, virus e funghi) che causano malattie, cellule che diventano maligne e cancerogene oppure cellule considerate estranee perché ricevute da un trapianto.

Se manteniamo il sistema immunitario in ottimo stato, saremo in grado di respingere o restare immuni di fronte alle minacce più importanti per la nostra salute.

Gli organi di difesa principali nell’esercizio delle funzioni immunitarie sono il timo, la milza, le tonsille e i gangli linfatici. Tuttavia, il sistema immunitario non è solo un piccolo gruppo di organi che operano in modo coordinato ma crea anche una rete interattiva di molti organi e miliardi di cellule con libertà di movimento e milioni di milioni di molecole che fluttuano liberamente in varie zone diverse del corpo, pronte a difenderci da qualsiasi attacco o agente estraneo.

Il sistema immunitario protegge il nostro organismo mettendo in atto tre meccanismi diversi:

– Attraverso le barriere esterne dell’organismo.

Il nostro organismo presenta una serie di sostanze che agiscono come barriera impedendo l’ingresso di agenti dannosi esterni o consentendo l’uscita di quelli individuati all’interno del corpo. Alcune di queste sono le lacrime degli occhi, i villi del naso, gli enzimi presenti nella saliva della bocca, le mucosità delle pareti del sistema respiratorio, gli acidi e i batteri benefici dell’apparato digerente, le ghiandole sebacee della pelle o le mucosità e i batteri della zona genitale.

– Attraverso un meccanismo di risposta infiammatoria.

Nel caso in cui i microrganismi riescano ad attraversare le barriere esterne del corpo, si produce immediatamente una reazione infiammatoria nella zona infettata. Si libera una sostanza chimica chiamata istamina che produce l’infiammazione, attivando i fagociti che raggiungono la zona in cui si è verificata la penetrazione dei microbi e li distruggono.

– Attraverso l’azione dei fagociti o globuli bianchi e dei linfociti.

I fagociti sono globuli bianchi che raggiungono istantaneamente le zone dell’infezione. Stabiliscono un contatto con il microrganismo inglobandolo al loro interno dove viene “digerito” e quindi eliminato come rifiuto.

I linfociti sono le cellule più abbondanti del sistema immunitario. Molti milioni di questi perlustrano continuamente il corpo, alla ricerca di qualsiasi nemico invasore. I linfociti sono presenti soprattutto nelle ghiandole, nella milza, nel timo e nel fegato.

fagociti o globuli bianchi

Test per rilevare carenze nel sistema immunitario.

Oltre alle ghiandole e alle parti del corpo menzionate come il timo, la milza e i vari gangli, che sono strettamente vincolati al sistema di difesa, dobbiamo anche tenere in considerazione il midollo spinale e le ghiandole surrenali che possono provocare disfunzioni nello sviluppo delle azioni del sistema immunitario.

Conseguentemente, per eseguire una diagnosi dello stato del nostro sistema immunitario possiamo utilizzare i filtri del kit del sistema immunitario, in cui testeremo i principali elementi che formano parte dello stesso. Se uno di questi modifica l’AR, significa che esiste una carenza in questo sistema.

Quindi dovremmo testare gli organi inclusi nel buon funzionamento di questo e localizzare se ve ne sia qualcuno che sta operando in eccesso o in difetto.

Infine, cercheremo un trattamento appropriato per fortificare o ristabilire il funzionamento del sistema immunitario.

Analía Iglesias (analia@sibuscas.com)

Kinepharma

Mag 12, 2016

L’importanza dei Sali di Schüssler e come diagnosticare carenze in Kinesiologia

Sali di Schüssler

I Sali di Schüssler possono rivelarsi molto utili per la cura di molte malattie croniche e per evitare la formazione di malattie funzionali, ossia patologie che ostacolano il buon funzionamento di alcuni dei nostri organi.

I Sali di Schüssler non sono altro che il frutto delle ricerche approfondite del dottor Wilhelm Heinrich Schüssler (1821-1898) che, insieme ad altri specialisti del tempo, diede vita a quella che oggi conosciamo come “biochimica”.

Schüssler iniziò le sue ricerche con l’obiettivo di creare una terapia che semplificasse gli infiniti rimedi dell’omeopatia.

Per portare a termine i suoi studi, si dedicò all’analisi delle ceneri dei corpi cremati. Scoprì che nei diversi tessuti e organi dell’essere umano predominano differenti sali minerali. Per questo motivo, i sali presenti in un particolare tessuto avrebbero potuto rappresentare una soluzione nel caso di una malattia riguardante il tessuto stesso.

Il Dottor Schüssler registrò numerose cartelle cliniche, appartenenti alle persone le cui ceneri venivano analizzate, prendendo in forte considerazione la loro data di nascita e il tipo di malattie che avevano contratto. Grazie a ciò, dimostrò che tutti i pazienti presentavano quantomeno la carenza di un sale fondamentale o base e di uno secondario o complementare. Queste carenze di sali minerali nei tessuti, poi, coincidevano con le malattie sofferte.

biochimica

La biochimica di Schüssler afferma che, nella composizione del nostro organismo, esistono in forma naturale 12 sali minerali, fornitici anche attraverso l’alimentazione, a partire dai quali si possono elaborare rimedi al fine di normalizzare le funzioni alterate del corpo, stimolandone il recupero.

Per esempio;

–          se durante il processo di crescita e di formazione delle ossa interviene, tra gli altri sali, il fosfato di calcio, è comprensibile e necessario fornire questa sostanza all’organismo in caso di rottura o di osteoporosi, in modo da permettere un corretto recupero.

–          se i sali che intervengono nel tessuto muscolare sono il fosfato di magnesio e il fosfato di potassio, si può giungere alla conclusione che possano essere utilizzati in modo soddisfacente nel caso si verifichino problemi alla muscolatura.

Un altro passo importante è stato quello di realizzare che, se i sali si presentano sotto forma di polvere, si diluiscono nell’acqua e si bevono a piccoli sorsi, la maggior parte di essi viene assorbita dalla mucosa orale. In questo modo, non seguendo il lento processo digestivo, l’acido cloridrico presente nello stomaco non interferisce e l’assorbimento è sicuramente maggiore.

Con la scoperta della diluizione omeopatica dei sali minerali, vennero rivelati i Sali di Schlüsser, 12 importanti minerali che armonizzano il metabolismo, dal momento che stimolano e regolano la sua capacità autocurativa senza rischi di effetti collaterali.

Ma come possiamo diagnosticare le carenze di sali minerali attraverso la kinesiologia?

Test diagnostico per le carenze di Sali di Schüssler

Per sapere esattamente di quale Sale ha bisogno il nostro corpo, collocheremo sopra il nostro ombelico il filtro diagnostico dei Sali di Schlüssler allo stato neutro, in modo da identificare una possibile carenza di sali minerali. Il cambiamento dell’AR ne indica la presenza.

Successivamente, facciamo passare ognuno dei 12 filtri di Sali di Schlüssler per determinare qual è quello necessario alla cura della nostra carenza.

Possiamo anche far passare direttamente i 12 filtri di Sali di Schlüssler, senza il bisogno di alcun filtro diagnostico, e verificare seduta stante quale sale può migliorare la nostra salute.

Analía Iglesias (analia@sibucas.com)

Kinepharma

Mag 5, 2016

Rilevare metalli pesanti attraverso la kinesiologia

alimentazione, metalli pesanti

I metalli pesanti provengono in gran parte dalla contaminazione ambientale prodotta dalle industrie. Una volta depositati nell’aria, nell’acqua e nella terra, sono soliti giungere a noi attraverso l’agricoltura, l’allevamento o la pesca, quindi con la nostra alimentazione quotidiana.

Per questo motivo, possono essere assorbiti durante la digestione o entrare dalle vie respiratorie sotto forma di fumo e polvere, mentre è più difficile che avvenga un assorbimento per via cutanea.

I metalli tossici che più comunemente ci colpiscono sono: l’Arsenico, l’Alluminio, il Piombo, il Mercurio, il Cadmio, il Nichel e il Rame.

L’Arsenico proviene per lo più dai pesticidi, dagli insetticidi e dall’acqua.

L’Alluminio si trova in quasi tutti gli utensili da cucina, nelle lattine, nei fogli di alluminio e negli antiacidi.

Il Piombo proviene dai gas di scarico delle macchine, dalle vernici, dalle tubature dell’acqua, dalle ossa di vitello, ecc.

Per quanto riguarda il Mercurio, esso è contenuto nell’amalgama dentale, nel pesce, nei molluschi e nelle alghe.

Il Cadmio si trova nel fumo delle sigarette. Il Nichel nei trucchi e il Rame nelle tubature di rame.

Una volta entrati nel nostro organismo, si uniscono alla prima proteina del sangue, per poi diffondersi nei diversi organi e tessuti, a seconda delle loro proprietà.

I metalli pesanti vengono eliminati principalmente per via renale (urina), come nel caso del mercurio e del cadmio, oppure per via biliare (cistifellea – fegato – feci), come nel caso dell’arsenico o dell’alluminio che vengono espulsi attraverso le feci.

Rilevare metalli pesanti

Testare la presenza di metalli pesanti con la kinesiologia

L’intossicazione da metalli pesanti è un problema molto comune al giorno d’oggi. Tuttavia, è difficile da identificare attraverso una semplice analisi delle urine o del sangue, dal momento che tendono a sedimentarsi nel nostro organismo e non vengono eliminati così facilmente. Per questo motivo, la kinesiologia gioca un ruolo molto importante nella diagnosi di questo problema.

Sebbene si possa realizzare un test completo su tutti gli organi per determinare dove si siano accumulati i metalli, quelli solitamente più colpiti sono il fegato, i reni e il cervello. Subito dopo segue la ghiandola tiroidea.

Pertanto, questi organi saranno la nostra priorità al momento della realizzazione del test diagnostico.

Per realizzare il test diagnostico di metalli pesanti con la kinesiologia olistica, stendiamo le braccia e poi le incrociamo. L’eventuale cambiamento dell’AR segnalerà la presenza di metalli pesanti.

Successivamente, dobbiamo verificare quale metallo ha colpito l’organismo. Per fare questo, proviamo tutti i testimoni di metalli pesanti del Test di Base.

Quando sappiamo il tipo di metallo, lasciamo il testimone sul paziente sdraiato e passiamo al secondo punto importante: identificare quali sono gli organi compromessi. Per fare ciò, poniamo i testimoni di ogni organo sul paziente con le braccia tese e testiamo. Il testimone che modifica nuovamente l’AR ci indicherà l’organo che deve essere curato e liberato dai metalli pesanti.

Per una purificazione dell’organismo dai metalli pesanti, si consiglia di realizzare un trattamento con alghe come la chlorella, piante come il cardo mariano, o l’aglio selvatico. Possiamo poi utilizzare i testimoni delle piante depurative o drenanti del test generale di fitoterapia.

Analía Iglesias (analia@sibuscas.com)

Kinepharma

Apr 28, 2016

Relazione tra il Secondo Chakra e la nostra capacità di essere felici nella vita

 

CHAKRA SVADHISTHANA

Il secondo chakra risiede nella parte inferiore dell’addome, tra l’ombelico e la zona dei genitali, vale a dire l’area sacrale. Il suo nome sanscrito è Svadhisthana che significa dolcezza.

Controlla la funzione di organi sessuali, vescica, apparato circolatorio, prostata, utero, gonadi, ovaie e testicoli. È il centro energetico del piacere, della sensualità, della nutrizione, della sessualità, della ricettività, delle emozioni, del movimento e del cambiamento.

Il colore che governa questo chakra è l’arancione, il colore della sensualità, delle emozioni e della nutrizione.

Mentre il primo chakra “muladhara” è principalmente connesso all’istinto di sopravvivenza, alla fame, (famiglia, lavoro, ambiente) come necessità che ci collegano alla terra, il secondo chakra, “Svadhisthana”, fa riferimento alla sete, tendendo invece verso l’aspetto spirituale.

La sete è vincolata all’acqua. Il luogo in cui risiede, la zona pelvica, si paragona metaforicamente a uno stagno dove il chakra sacrale è la fonte della nostra energia sessuale e della creatività. Solo quando una persona si mette in contatto con la propria creatività viene pervasa dalla sete spirituale e inizia a chiedersi: “Chi sono?”.

L’acqua è legata all’inconscio, alle emozioni, alla trasformazione e al lato femminile del cervello, l’emisfero destro. Inoltre, regola i fluidi corporei attraverso l’apparato circolatorio e la vescica.

Si relazione anche con la luna, principio femminile per eccellenza, rappresentando la creatività e l’energia che eleva l’umanità dalla sopravvivenza (primo chakra) all’alimentazione dell’anima.

Pertanto, con questo chakra saliamo a un livello più alto, dalla sopravvivenza al piacere, vale a dire, da quello più basico (nutrirci, senso d’identità con l’ambiente, famiglia, ecc.) al trovare il senso della vita, al cogliere il manifestarsi della vita vissuta con piacere.

Secondo Chakra

Svadhisthana ci permette di assaporare la vita, assaporare il cibo. Mentre il primo chakra considera il cibo un mero strumento di sopravvivenza, il secondo chakra ci dà la possibilità di godere del piacere, del sapore. Assaporare ci collega alle altre funzioni di questo chakra: la sensualità, le emozioni, la creatività, la sessualità.

Un magnifico esempio di ciò che rappresenta questo chakra ci viene dal romanzo “Come l’acqua per il cioccolato” in cui ricette di cucina, odori e sapori diventano il veicolo di un’appassionata storia d’amore.

Di conseguenza, dal secondo centro energetico, ci apriamo al piacere, ci rallegriamo per essere vivi e siamo in grado di amare la vita, non solo di sopravvivere come in precedenza. Ci insegna a ringraziare e a sorridere per ciò che accade nelle nostre vite, indipendentemente che si tratti di aspetti meravigliosi o dolorosi, perché comprendiamo che tutto quello che avviene ci avvicina di più al cammino verso il nostro piano divino.

Un modo ideale per lavorare su questo chakra, consiste nell’immaginare che il nostro corpo sorrida. Ogni mattina, prima di alzarci dal letto, immagineremo che i nostri occhi, la nostra bocca, i nostri polmoni e gli altri organi e cellule del nostro corpo stiano sorridendo, a prescindere dal tempo esterno o dal nostro essere stanchi, tristi o arrabbiati. Immaginare il nostro corpo pieno di allegria ci aiuta a rivitalizzarci, attivando ed equilibrando il chakra sacrale.

Per verificare se dobbiamo lavorare su questo chakra o su un altro, possiamo utilizzare un kit di gemme con i mandala di ogni chakra nel nostro test kinesiologico oppure passare un pendolo su ognuno dei chakra e verificare se indichi qualche squilibrio.

Analía Iglesias (analia@sibuscas.com)

Kinepharma

Apr 21, 2016

Perchè il cromo è necessario per regolare il nostro livello di zucchero e per dimagrire

cromo, oligominerale

Il cromo è ben noto per l’importante funzione che riveste nel metabolismo degli zuccheri e dei grassi.

Questo oligominerale migliora l’efficienza dell’insulina, un ormone che dirige la circolazione degli zuccheri e dei grassi verso la parte interna delle cellule del nostro corpo, affinché possano essere utilizzati o immagazzinati sotto forma di energia.

Se i nostri livelli di cromo sono bassi, l’insulina non funziona nel modo corretto, creandosi così le condizioni necessarie per la formazione di patologie come il diabete mellito, l’obesità o malattie cardiache.

L’introduzione di cromo nella nostra dieta, allo scopo di controllare il diabete, può anche favorire la perdita di peso e ridurre i livelli di colesterolo. Si pensa, poi, che possa preservare o aumentare la massa corporea non grassa, o meglio mantenerla man mano che si dimagrisce.

Alcuni studi affermano che il consumo di cromo potrebbe agevolare l’aumento della muscolatura o comunque mantenerla nel momento in cui s’inizia a perdere peso. Se si prende in considerazione il ruolo del cromo nel metabolismo degli zuccheri e dei grassi, questa teoria può rivelarsi possibile.

Qualora si voglia perdere peso o massa grassa, è fondamentale seguire una dieta e svolgere esercizio fisico. Anche in questo caso, gli studi sottolineano l’importanza del cromo nella riduzione dell’indice di massa grassa rispetto al muscolo.

Senza dubbio, però, il cromo è in realtà noto per la sua capacità di migliorare l’efficienza dell’insulina.

L’insulina è l’ormone del nostro corpo che aiuta a trasportare gli zuccheri e i grassi alle nostre cellule. Successivamente, le cellule utilizzano o consumano questi zuccheri e questi grassi durante lo svolgimento delle loro funzioni organiche oppure lo immagazzinano sotto forma di energia.

Diciamo che l’insulina rappresenta la chiave che apre la porta della cellula, così che entri il glucosio, che si trova all’esterno (nel torrente sanguigno). Pertanto, quando non si produce sufficiente insulina (diabete di tipo 1) o quando la cellula non la riconosce (diabete di tipo 2), il glucosio (zuccheri e grassi) non può essere introdotto nelle cellule. Questo provoca un innalzamento evidente dei livelli di glucosio nel sangue e, in più, la mancanza di alimento o combustibile necessario affinché la cellula funzioni.

cromo,  frutta secca

Molti studi clinici hanno dimostrato che l’assunzione di cromo migliora l’attività dell’insulina nelle persone affette da diabete. Tutto ciò è molto positivo, dal momento che la bassa produzione d’insulina e la mancanza di sensibilità a questo ormone rappresentano problemi seri in questo scompiglio così comune al giorno d’oggi.

Il cromo è necessario, quindi, per il metabolismo del glucosio. Esso si può trovare in alcuni alimenti, come le prugne, la frutta secca, gli asparagi, le carni magre, i funghi e i grani interi. Tuttavia, la dose giornaliera raccomandata non deve essere raggiunta.

Inoltre, se consumiamo una grande quantità di alimenti zuccherini e carboidrati raffinati, come dolci, pasta o pane bianco, l’insulina perde la sua effettività.

In definitiva, l’assenza di cromo nel nostro organismo sembra aumentare il rischio di resistenza all’insulina, comportando a lungo andare lo sviluppo dei diabeti, malattie coronariche, così come la tendenza all’obesità addominale.

Pertanto, sia che lo si faccia per migliorare la dieta o come complemento allo scompiglio provocato dal diabete, è importante verificare i nostri livelli di cromo attraverso la chinesiologia, così come realizzare un test completo del sistema endocrino, con lo scopo di diagnosticare possibili carenze a livello delle ghiandole surrenali e del pancreas.

 Analía Iglesias (analia@sibuscas.com)

Kinepharma

Apr 14, 2016

Gli isoflavoni e i loro potenti benefici per l’uomo e per la donna

Gli isoflavoni e i loro potenti benefici per l’uomo e per la donna

Tanto la soia quanto alcuni dei suoi derivati, come il tofu o il tempeh (semi di soia ai quali si aggiunge un particolare tipo di fungo affinchè avvenga la fermentazione), sembrano influire positivamente sul cancro uterino e mammario.

Gli isoflavoni bloccano gli enzimi che favoriscono la crescita del tumore e in più possono svolgere la funzione degli ormoni.

La soia contiene isoflavoni, come la genisteina e la daidzeina, conosciuti per i loro effetti benefici nella prevenzione di questo tipo di cancro. Oggi, lo studio degli isoflavoni riscontra un interesse sempre crescente, trasformandosi in materia di indagini approfondite.

Ciò che più caratterizza gli isoflavoni è la capacità di agire come estrogeni e antiestrogeni allo stesso tempo. Questa doppia attività conferisce loro qualità che permettono di regolare l’equilibrio ormonale delle donne, prevenendo l’osteoporosi e operando da potenti antiossidanti, che svolgono una funzione di protezione in vista dello sviluppo del cancro mammario. Gli isoflavoni producono questo effetto in quanto competono con il proprio estrogeno per l’occupazione dei recettori delle cellule, al punto da ridurre alcune malattie dovute a un eccesso di estrogeni.

Gli isoflavoni, come già detto, possono svolgere anche un’attività estrogenica per natura, così che, se durante la menopausa il livello di estrogeni si abbassa, gli isoflavoni possono compensare questa diminuzione, unendosi ai ricettori della cellula che occuperebbero solitamente gli estrogeni. Questo allevia, poi, i sintomi della menopausa, come vampate di calore, senso di affaticamento, sudorazione notturna, cambi di stati d’animo, e aumenta la densità ossea nelle donne.

estrogeni Inoltre, possiede importanti proprietà antiossidanti, paragonabili alla vitamina E, contribuendo a prevenire il danno che genera il radicale libero nel DNA e quindi riducendo il rischio di cancro a lungo termine.

Il modo migliore di assumere isoflavoni è quello di consumare i semi di soia, nelle loro numerosi varianti, e il trifoglio rosso. In più, li troviamo in quantità minore nel tè verde, nei piselli, nelle lenticchie, nei ceci e nelle arachidi.

Per conoscere le condizioni del nostro stato ormonale, è consigliabile realizzare un test dell´apparato endocrino, così da avere la certezza su quali siano le nostre carenze a livello ormonale e dare al nostro organismo gli isoflavoni e ciò che è necessario per regolarizzare questi squilibri propri della menopausa.

Gli isoflavoni riducono anche il rischio di malattie cardiovascolari, inibendo la crescita delle cellule creatrici della placca che ostruisce le arterie.

Di uguale importanza è poi la sua funzione preventiva nei riguardi di problemi alla prostata. Mangiando alimenti ricchi di isoflavoni, ci si protegge dalla ipertrofia della ghiandola prostatica.

Inoltre, gli studi dimostrano che ritardano la crescita del cancro alla prostata ed eliminano le cellule tumorali formate precedentemente.

Per una diagnosi più concreta relativa agli ormoni sessuali, si può utilizzare il kit del test degli ormoni sessuali, che permette di individuare i problemi ormonali più comuni.

Numerosi studi sulla popolazione indicano una stretta correlazione tra il consumo di isoflavoni e la riduzione del rischio di cancro. Non si è ancora analizzata, invece, la relazione tra il basso livello di osteoporosi in paesi come il Giappone e la Cina e il consumo abituale di soia.

Analía Iglesias (analia.ig@sibuscas.com)

Kinepharma

Apr 7, 2016

Come può la kinesiologia aiutarci a combattere l’allergia al polline?

Come può la kinesiologia aiutarci a combattere l’allergia al polline?

 L’arrivo della primavera è solitamente accompagnato dall’arrivo delle allergie stagionali. Proprio per questo motivo è definita la stagione delle allergie stagionali per antonomasia, in particolare dell’allergia al polline.

Non appena gli alberi cominciano a fiorire e il polline a circolare nell’aria, chi soffre di allergia inizia il proprio rito annuale fatto di muco e starnuti.

Sebbene non esista una cura definitiva per le allergie primaverili, si può combatterne gli effetti in diversi modi.

In questo periodo dell’anno, gli starnuti diventano un’abitudine, proteggendo il corpo tramite l’espulsione per via nasale di possibili batteri e virus. Quando nel naso entra una particella irritante, si attiva nel cervello il segnale dello starnuto, in particolare nel tronco cerebrale inferiore. Questi segnali vengono inviati rapidamente, in modo da, attraverso un impulso, farci chiudere ermeticamente la gola, gli occhi e la bocca ed evitare così l’entrata dell’agente esterno.

Successivamente, i muscoli del torace si contraggono velocemente per rilasciare l’aria trattenuta e la gola si rilassa affinchè essa possa uscire. Grazie a questo meccanismo, l’aria, la saliva e il muco sono costretti a uscire dalla bocca e dal naso.

Attraverso uno starnuto è possibile espellere più di 100.000 germi a una velocità di100 km/h.

allergia al polline

Il Polline è uno dei responsabili dell’allergia primaverile e degli starnuti. Come ben sappiamo, il polline proveniente dagli alberi, dai pascoli e dalle erbe spontanee. Esso viene liberato nell’aria con lo scopo di fertilizzare altre piante. Quando i granuli di polline si depositano nella cavità nasale di una persona allergica, viene inviato un segnale d’allarme al sistema immunitario.

Il sistema immunitario identifica, per errore, il polline come invasore e invia anticorpi. Generalmente, gli anticorpi hanno il compito di riconoscere e attaccare i batteri, i virus e qualsiasi organismo causante malattie, ma in questo caso il loro obiettivo è il polline.

Per attaccare l’allergene, viene rilasciata nel sangue una sostanza chiamata istamina, che favorisce l’aumento della secrezione nasale, del prurito agli occhi e di altri sintomi allergici.

Esistono molti tipi di polline in quanto le piante impollinano in diversi periodi dell’anno. A seconda dei mesi in cui si soffre d’allergia, si può risalire al tipo di polline in questione. Alcuni degli alberi responsabili di una grande quantità di polline rilasciato nell’aria in primavera sono: l’Alisso, il Frassino, il Pioppo, il Faggio, il Cedro, il Cipresso, l’Olmo, il Noce, il Ginepro, l’Acero, il Gelso,la Quercia, l’Olivo,la Palma, il Pino e il Salice.

 Con la kinesiologia si può verificare se la sintomatologia è dovuta effettivamente a un’allergia al polline e, soprattutto, determinare da quale albero o pianta proviene il polline che la causa. Per fare ciò, utilizziamo il kit del test diagnostico per allergie a pollini con provette contenenti le principali piante, alberi, graminacee, cerali ed erbe che più comunemente colpiscono le persone.

Un altro aspetto importante che deve essere valutato durante il test diagnostico è lo stato del nostro sistema immunitario, così da determinare se sta effettivamente reagendo alla presenza del polline. In tal caso, passeremo all’utilizzo del Kit dell’immunità, costituito da provette contenenti i principali anticorpi e altri elementi correlati al sistema immunitario.

Analía Iglesias (analia@sibuscas.com)

Kinepharma

Mar 31, 2016

Cosa rappresenta e per quali motivi si blocca il chakra radice?

Cosa rappresenta e per quali motivi si blocca il chakra radice?

 

Il primo centro energetico si trova alla base della colonna, all’altezza del coccige e del perineo, punto collocato tra l’ano e gli organi genitali, che regola assieme alle ghiandole surrenali. C’è chi mette in relazione questo chakra con il naso, le braccia e le gambe. Questo chakra ha molto a che fare con la protezione e la sopravvivenza.

Questo primo chakra è noto con il nome sanscrito di Muladdhara, che significa “radice, sostegno”. Si tratta infatti della radice che ci sorregge e ci unisce alla terra, che regola le funzioni base: alimentazione, riposo, sessualità, autoconservazione e tutela della specie.

Questo chakra ci obbliga ad ascoltare e a prenderci cura del nostro corpo come contenitore sacro dello spirito.

È frequente trovare delle correnti di pensiero che respingono il mondo materiale focalizzandosi sullo spirito. Il cibo, il corpo, il denaro e il sesso vengono percepiti come elementi perniciosi e ci se ne allontana per raggiungere il Nirvana. Tuttavia non possiamo collocarci su un solo punto, poiché anche l’altro ha bisogni di manifestarsi, è intrinseco nell’essere umano. Non è possibile arrivare allo spirito senza il corpo, che deve essere considerato e curato in maniera adeguata affinché non si ammali e per utilizzarlo come veicolo per compiere ciò che è chiamato a fare.

Il chakra radice è collegato alla terra e a tutto ciò che da essa proviene. Mangiare in modo sano ed equilibrato, fare esercizio fisico, dormire bene, esprimere ciò di cui si ha bisogno e lottare per ottenerlo, guadagnare denaro per vivere in linea con le proprie esigenze, sono gli aspetti fondamentali di un chakra radice sano.

chakra radice

Questo è connesso al senso dell’olfatto, il primo senso che ogni essere umano sperimenta alla nascita. L’odore infatti attira il neonato al seno e risveglia in lui l’istinto di attaccarsi per succhiare. Si tratta di un meccanismo di sopravvivenza ereditato dagli animali, ci suggerisce il pericolo ed è strettamente legato alla sessualità, essendo secondo innumerevoli studi la principale causa dell’attrazione sessuale tra gli esseri umani.

Il chakra radice è connesso anche con il diritto al possesso. Per il solo fatto di trovarci sulla Terra meritiamo si ricevere tutto il necessario per garantire la nostra sopravvivenza. Quando ci viene negato tutto ciò che è fondamentale, ovvero gli alimenti, gli indumenti, un tetto, un servizio sanitario, il contatto fisico… si viola il diritto al possesso e si compromette il chakra radice, che ci trasforma in esseri risentiti, violenti o timorosi.

Secondo la psicologia transpersonale, una persona che sceglie di soffrire la fame o rifiutare il cibo, come avviene nel caso dei disturbi alimentari come l’anoressia o la bulimia, ha il chakra radice seriamente danneggiato.

Il diritto alla sicurezza, ad avere un’abitazione e alla protezione regola anch’esso questo chakra. Quando non disponiamo delle risorse economiche sufficienti o pur avendole temiamo che si esauriscano, questo chakra si blocca.

Gli adulti che soffrono della sindrome di Peter Pan, ovvero sfuggono la maturità e non vogliono assumersi le responsabilità della loro vita, sono persone che hanno grandi difficoltà a sopravvivere correttamente e bloccano questo chakra.

Il chakra radice riguarda anche la stabilità, la famiglia, l’ambito nel quale nasciamo e cresciamo, le nostre origini, dove si genera gran parte di ciò che siamo, che desideriamo e che nascondiamo. È il nostro primo contatto con la realtà e con i rapporti con gli altri. È ciò che ci conferisce il senso di appartenenza. Se un albero non ha radici solide (disturbi familiari) finisce per cadere. Il chakra radice non sarà sano.

Con il kit per il test dei Chakra è possibile individuare i blocchi su uno qualsiasi dei 7 chakra.

Analía Iglesias (analia@sibuscas.com)

Kinepharma

Mar 24, 2016

Perché il fegato è l’organo della felicità?

Perché il fegato è l’organo della felicità?

Il fegato è l’organo della felicità perché se in condizioni sane e di equilibrio, è legato direttamente alla generosità, all’altruismo, alla creatività, alla pazienza, alla tolleranza, alla capacità di pianificazione e progettazione, al desiderio di espansione della coscienza e alla sete di conoscenza.

Il fegato delimita la nostra zona più basilare e istintiva, la zona digestiva e intestinale, con il cuore, l’area più aperta al cosmo, la coscienza o mente superiore.

Rappresenta il confine che filtra e si assicura che non passi nulla di inappropriato dall’intestino (emozioni non digerite e tossicità alimentari) verso il cuore.
Non consente il passaggio di emozioni tossiche, esattamente come a livello fisico, impedisce che entrino sostanze tossiche nel sangue, filtrando e trasformando il sangue proveniente dall’intestino (dalla digestione) in sangue “vero” e depurato dalla tossicità.

Parallelamente, tutte le impurità originate dalla digestione saranno filtrate dallo stesso in modo che il sangue abbia una composizione adeguata alle esigenze del nostro organismo.

Una delle cause principali di una salute cagionevole o del fatto che ci ammaliamo, è radicata nella perdita di forza degli organi del nostro corpo e nello stress causato dal tipo di vita complessa che conduciamo oggigiorno.

Generiamo problemi pisco-emozionali che, per la maggior parte, somatizziamo a livello organico. Il fegato condiziona e regola questa capacità così umana di stressarsi e somatizzare.

contenimento emotivo, somatizzazione

Quando il fegato si logora, si soprasatura o si intossica, a causa di una cattiva alimentazione (abuso di proteine animali, sale, fritture, latticini, alcol, agenti tossici chimici o fisici, ambientali o alimentari) riscontra più difficoltà a depurare le emozioni e a renderle assimilabili. Di conseguenza, non riesce a portare a termine la sua funzione di attenuare l’effetto di un impatto emozionale indesiderato e regolare la nostra capacità di reazione e gestione di fronte a una situazione avversa.

Se il fegato si trova in cattive condizioni, immagazziniamo emozioni come la frustrazione e il contenimento emotivo che non ha niente a che vedere con la parte spirituale ma con la rabbia, l’intolleranza, la contrarietà, l’aggressività contenuta, la colpevolezza, ecc. che rappresentano tutte emozioni non digerite.

 Il contenimento emotivo è una delle principali cause del blocco di energia nel fegato e impedisce che l’energia circoli appropriatamente nell’organismo.

L’energia non si distribuisce in modo uniforme a tutti gli organi e alle zone del corpo e può produrre un eccesso in alcuni e una carenza in altri.

L’emozione traumatica vissuta intensamente, in solitudine e senza soluzione apparente può fare pressioni sull’inconscio corporeo affinché metta in moto una risposta biologica che possa alleviare o smorzare in qualche modo tale tensione emotiva, dando luogo alla somatizzazione.

Test degli organi

Per stabilire se esistano logorii o sovrasaturazioni del fegato, dopo l’esecuzione preventiva del Pretest, senza registrare nulla (in stato neutro) o dopo aver registrato un AR nascosto dal campo chimico, collocheremo il filtro del fegato del kit del test degli organi basico o del test degli organi ampliato.
Se il filtro ci dà AR, significa che sussiste uno squilibrio nel fegato, quindi registreremo l’informazione e cercheremo il trattamento.

Per trovare il trattamento, provocheremo inizialmente uno stimolo toccando il chakra di ciascuna mano per verificare che una delle due braccia ci risponda.

Dopodiché possiamo collocare i diversi mudra energetici, emotivi, chimici e strutturali sull’ombelico del paziente o sopra il braccio del chakra della mano che ha risposto di fronte allo stimolo.  In questo modo, localizzeremo il campo su cui occorre maggiormente lavorare per trattare il problema epatico.

Analía Iglesias (analia@sibuscas.com)

Kinepharma

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