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Trattamento dell’allergia al polline mediante la kinesiologia olistica

La kinesiologia olistica è una pratica che integra nozioni di anatomia e fisiologia con tecniche orientate al benessere generale dell’individuo. Nel contesto delle allergie al polline, la kinesiologia può offrire un approccio complementare per mitigare i sintomi e migliorare la qualità di vita delle persone affette.

Che cos’è la kinesiologia olistica?

La kinesiologia olistica si basa sul principio che l’organismo ha la capacità di autoguarirsi e che la salute dipende dall’equilibrio tra aspetti fisici, chimici ed emotivi dell’essere umano. Utilizza il test muscolare come strumento principale per individuare i disequilibri nell’organismo e determinare il trattamento più adeguato.

Impiego nell’allergia al polline

Nel periodo primaverile, numerose persone soffrono di allergie stagionali riconducibili al polline. La kinesiologia può contribuire a identificare specificamente quale tipo di polline sta causando la reazione allergica utilizzando un kit di test diagnostico. Identificato l’allergene, è possibile applicare tecniche mirate a riequilibrare l’organismo e a ridurre la sensibilità al polline.

Tecniche utilizzate

– Test muscolare: si utilizza per identificare la risposta dell’organismo a distinti allergeni e per individuare l’origine dell’allergia.

– Desensibilizzazione: grazie alla stimolazione di punti specifici del corpo, si cerca di ridurre la reazione allergica.

– Alimentazione: per rafforzare il sistema immunitario e ridurre la risposta allergica, possono essere suggerite modifiche al regime alimentare.

Potenziali benefici

– Attenuazione dei sintomi: al diminuire della sensibilità al polline, i pazienti possono sperimentare una riduzione degli starnuti, del prurito e della congestione nasale.

– Miglioramento del benessere generale: trattando l’allergia olisticamente, si punta a migliorare la salute generale del paziente, non limitandosi ai soli sintomi allergici.

È opportuno sottolineare che la kinesiologia olistica deve essere esercitata da professionisti qualificati e che la sua efficacia può differire da persona a persona. Inoltre, è sempre opportuno rivolgersi a un medico o a un allergologo prima di iniziare qualsiasi trattamento alternativo.

Tale approccio olistico propone un’opzione per chi è alla ricerca di metodiche complementari che consentano di gestire le allergie al polline, concentrandosi sull’equilibrio e sull’armonia dell’organismo nel suo complesso.

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Migliorare le difese immunitarie ricorrendo alla kinesiologia: Un approccio olistico

La kinesiologia, una disciplina olistica che si avvale dei movimenti corporei come strumento per valutare e migliorare la salute, offre un approccio esclusivo per la gestione dei disequilibri a carico del sistema immunitario. Tramite l’utilizzo di test muscolari e tecniche specifiche, il chinesiologo è in grado di identificare le aree problematiche dell’organismo e di prescrivere trattamenti personalizzati per rafforzare il sistema immunitario.

Come opera il test kinesiologico in relazione al sistema immunitario?

Il test kinesiologico relativo al sistema immunitario si effettua ricorrendo a una serie di test muscolari che valutano la forza e la debolezza in differenti punti del corpo. Tali test si focalizzano su aree specifiche direttamente correlate alla funzione immunitaria, permettendo al chinesiologo di identificare squilibri e blocchi che sono in grado di incidere sulla risposta immunitaria del paziente.

Punti e apparati del corpo interessati dal test kinesiologico relativo al sistema immunitario:

  1. Linfonodi: I linfonodi sono parte del sistema linfatico e giocano un ruolo cruciale nella risposta immunitaria dell’organismo. Durante il test kinesiologico è possibile accertare la forza e la funzionalità dei linfonodi onde determinare l’eventuale presenza di blocchi o disfunzioni che possono incidere sulla risposta immunitaria.
  2. Apparato digerente: L’apparato digerente gioca un ruolo importante nella salute immunitaria, in quanto accoglie numerosissime cellule immunitarie ed è direttamente implicato nell’assorbimento di sostanze nutritive essenziali per il sistema immunitario. Durante il test kinesiologico si può accertare la funzione gastrointestinale e individuare potenziali problemi come intolleranze alimentari o disequilibri del microbiota intestinale.
  3. Organi filtranti: Organi come il fegato e la milza svolgono la funzione di filtri nell’organismo, eliminando le tossine e le scorie che possono incidere sulla funzione immunitaria. Durante il test kinesiologico è possibile accertare la forza e la funzione di questi organi onde individuare potenziali problemi che potrebbero compromettere la risposta immunitaria.
  4. Stress emotivo: Lo stress emotivo può esercitare un impatto significativo sulla funzione immunitaria, compromettendo la risposta dell’organismo alle malattie. Durante il test kinesiologico, il chinesiologo può accertare la risposta muscolare del paziente a differenti situazioni di stress, onde identificare potenziali blocchi emotivi che possono influenzare il sistema immunitario del paziente.
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Fiori di Bach: Un metodo naturale per alleviare la paura e l’ansia

Nel frenetico incedere della vita moderna, la paura e l’ansia sono sovente connaturate alla trama delle nostre esperienze quotidiane. Nella ricerca di soluzioni naturali e olistiche, i Fiori di Bach si sono affermati come un’opzione promettente in grado di rispondere a queste sfide emotive. Queste essenze floreali, introdotte dal medico britannico Edward Bach negli anni ’30, si focalizzano sul bilanciamento delle emozioni, proponendo un approccio peculiare alla gestione della paura e dell’ansia.

Il metodo di cura indicato da Edward Bach

Edward Bach credeva che le malattie fisiche spesso affondassero le loro radici in squilibri emotivi. Per tale ragione ha elaborato 38 diverse essenze floreali, ognuna destinata a far fronte a emozioni specifiche e a promuovere il benessere emotivo e, conseguentemente, fisico. Nelle situazioni di paura e ansia, alcune di queste essenze si sono rivelate particolarmente efficaci.

1. Rock Rose: in caso di attacchi di panico

Quando la paura assume le caratteristiche di un panico incontrollabile, l’essenza floreale Rock Rose può rivelarsi un’alleata davvero preziosa. Si ritiene che questo fiore doni coraggio e contribuisca a dissipare la paura paralizzante. Sia che si tratti di affrontare una situazione spaventevole o di fronteggiare intensi attacchi d’ansia, il fiore Rock Rose mira a infondere un senso di calma e di coraggio.

2. Mimulus: in caso di paure note

Il Mimulus è l’essenza floreale indicata per chi deve affrontare paure specifiche e note, come il buio, gli animali o l’ipocondria. Questo fiore opera per dissolvere l’ansia connessa a situazioni identificabili, infondendo fiducia e sostenendo il soggetto interessato ad affrontare i propri timori all’insegna di una maggiore serenità.

3. Aspen: in caso di stati ansiosi o premonizioni indefinite

Quando l’ansia si manifesta sotto forma di presentimenti vaghi o paure indefinite, l’Aspen costituisce l’essenza floreale suggerita. Si ritiene che questo fiore infonda un senso di sicurezza e protezione, alleviando l’ansia che scaturisce dall’ignoto o dall’inspiegabile.

4. Cherry Plum: in caso in cui si abbia paura di perdere il controllo

Cherry Plum è l’essenza floreale destinata a coloro che temono di perdere il controllo sulle proprie emozioni o azioni. Questo fiore mira a calmare la mente, promuovendo la fiducia e la capacità di affrontare situazioni problematiche all’insegna dell’equilibrio e della serenità.

5. White Chestnut: in caso si debba calmare la mente inquieta

Quando l’ansia si esprime attraverso una mente affollata di pensieri e preoccupazioni, il fiore White Chestnut può rivelarsi di grande aiuto. Questa essenza floreale mira a calmare la mente inquieta, apportando tranquillità e alleviando il costante rimuginio dei pensieri negativi.

6. Rescue Remedy: una miscela di emergenza

Rescue Remedy, una combinazione di cinque essenze floreali (Rock Rose, Impatiens, Clematis, Star of Bethlehem e Cherry Plum), è un rimedio ampiamente riconosciuto come soluzione di emergenza nelle situazioni di paura e ansia acuta. Si utilizza abitualmente nei momenti di crisi, come esami, colloqui o eventi traumatici, al fine di fornire un supporto emotivo immediato.

Un percorso naturale nella direzione della calma interiore

Anche se i Fiori di Bach non si propongono di sostituire le cure mediche fornite da un professionista, numerose persone hanno riscontrato notevoli benefici dall’integrazione di queste essenze floreali nella loro routine quotidiana. Affrontando le emozioni soggiacenti associate alla paura e all’ansia, i Fiori di Bach offrono un metodo dolce e naturale per ripristinare l’equilibrio emotivo.  Pertanto, i Fiori di Bach, possono rivelarsi un percorso suggestivo verso la calma interiore.

La kinesiologia olistica come strumento diagnostico delle intolleranze alimentari

L’intolleranza alimentare è un fenomeno complesso che affligge un numero significativo di persone su scala mondiale. Con il crescere della consapevolezza relativa all’importanza dell’alimentazione in termini di salute, diverse discipline alternative, come la kinesiologia olistica, hanno riscosso una certa popolarità come strumenti diagnostici e di trattamento di tali intolleranze.

Che cos’è la kinesiologia olistica? La kinesiologia olistica è una pratica che coniuga i principi della kinesiologia, dell’agopuntura e della medicina tradizionale cinese. Si fonda sulla convinzione che il corpo umano dispone di un’energia vitale che fluisce tramite canali specifici, e che qualsiasi squilibrio in tale flusso può pregiudicare la salute. Nel contesto proprio delle intolleranze alimentari, la kinesiologia olistica si utilizza per identificare quegli alimenti che possono innescare risposte negative nell’organismo.

Processo diagnostico: In una seduta di kinesiologia olistica incentrata sulle intolleranze alimentari, il kinesiologo conduce un blando test muscolare per valutare la risposta dell’organismo ai diversi alimenti.

Il paziente solitamente conserva il contatto con l’alimento o sue raffigurazioni, mentre il terapeuta applica una pressione su determinati muscoli. Se il corpo risponde “scaricando” il muscolo durante questo test, ciò potrebbe indicare un’intolleranza alimentare.

Correlazione con l’energia vitale: La kinesiologia olistica considera altresì l’energia vitale dell’organismo e come alcuni alimenti possono influenzarla. Si sostiene che le intolleranze alimentari possano interrompere il flusso energetico, che si esprime in uno “scarico” muscolare durante i test kinesiologici.

 Identificando e affrontando questi squilibri, si mira a ripristinare l’armonia dell’organismo e minimizzare le reazioni avverse agli alimenti.

Per poter formulare una diagnosi completa delle intolleranze alimentari attraverso la kinesiologia olistica è opportuno utilizzare il test degli alimenti. Questo test è caratterizzato da un kit di analisi, estremamente completo di tutti i tipi di alimenti: carne, pesce, frutta, verdura, additivi, bevande, spezie…

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Agopuntura e costipazione: Un approccio millenario per alleviare i disturbi dell’apparato digerente

La costipazione, una condizione comune che interessa persone di ogni età, può esercitare un impatto significativo sulla qualità della vita. Sebbene esistano diversi approcci volti a trattare questo problema, l’agopuntura, tecnica antica della medicina cinese, è emersa come un’opzione terapeutica efficace e naturale. Approfondiamo come l’agopuntura può donare sollievo a chi soffre di costipazione.

L’agopuntura si fonda sul concetto che l’organismo è percorso da canali energetici, noti come meridiani. Quando tali canali si bloccano o si squilibrano, si ritiene che ne conseguano diverse condizioni sanitarie, tra cui la stitichezza. Durante una seduta di agopuntura, l’agopuntore introduce aghi sottili in punti specifici dei meridiani al fine di ristabilire il flusso armonioso dell’energia.

Nel caso della costipazione, vengono individuati punti chiave nell’addome, negli arti e nelle orecchie, in quanto considerati correlati alla funzione intestinale. La stimolazione di questi punti mediante l’agopuntura può esercitare diversi effetti positivi sull’apparato digerente. In primis, si ritiene che promuova il rilascio di endorfine, neurotrasmettitori che fungono da antidolorifici naturali e possono aiutare a distendere i muscoli intestinali facilitando in tal modo i movimenti peristaltici.

Inoltre, l’agopuntura può influenzare il sistema nervoso autonomo, regolando l’attività parasimpatica e simpatica. Ciò può essere di cruciale importanza per le persone che soffrono di costipazione causata dallo stress o da squilibri del sistema nervoso. L’agopuntura, inducendo uno stato di rilassamento, può contribuire a migliorare la funzione intestinale e ad alleviare la costipazione correlata allo stress.

Studi clinici hanno avvalorato l’efficacia dell’agopuntura nel trattamento della costipazione. La rivista Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine ha pubblicato una revisione sistematica che ha rilevato evidenze significative del ruolo che l’agopuntura può avere nell’aumentare la frequenza dei movimenti peristaltici e nel favorire la consistenza delle feci nelle persone affette da costipazione cronica.

Tra i punti chiave dell’agopuntura ricordiamo:

1. Punto di confluenza del Mare Stomaco (CV12): Localizzato al centro dell’addome, questo punto è considerato benefico al fine di alleviare la costipazione e migliorare la funzione digestiva. La stimolazione del CV12 può contribuire ad armonizzare il flusso di energia nell’apparato digerente e promuovere la regolarità intestinale.

2. Punto Tianshu (ST25): Localizzato a circa due dita di distanza da entrambi i lati dell’ombelico, il punto ST25 è noto per la sua capacità di rafforzare l’apparato digerente e di alleviare la costipazione. Si ritiene che la stimolazione di questo punto favorisca la motilità intestinale e l’eliminazione regolare delle feci.

3. Punto Quchi (LI11): Questo punto si individua nella piega del gomito, sul lato esterno del braccio. L’agopuntura nel punto LI11 può contribuire a stimolare la funzione intestinale, promuovendo l’eliminazione degli escrementi e alleviando la costipazione; inoltre, è considerato benefico per equilibrare l’energia nell’intestino crasso.

4. Punto Zusanli (ST36): Localizzato nella parte inferiore della gamba, circa quattro dita sotto il ginocchio, il punto ST36 è noto per le sue proprietà di rafforzamento generale dell’organismo e per la sua capacità di migliorare la funzione digestiva. La stimolazione di questo punto può contribuire ad alleviare la costipazione favorendo la circolazione energetica nell’apparato digerente.

5. Punto Hegu (LI4): Localizzato sul dorso della mano, tra il pollice e l’indice, il punto LI4 è utilizzato comunemente per trattare una serie di problematiche, tra cui la costipazione. Si ritiene che la stimolazione di questo punto favorisca la liberazione dai blocchi energetici nell’intestino e migliori la funzione intestinale.

In sintesi, l’agopuntura propone un approccio unico e olistico al trattamento della costipazione. Trattando non solo i sintomi, ma anche gli squilibri soggiacenti dell’organismo, l’agopuntura può rappresentare una valida integrazione alla gamma di opzioni terapeutiche per chi è alla ricerca di un sollievo naturale e durevole nel tempo dalla stitichezza.

Integratori naturali in grado di combattere le infezioni del tratto urinario

Le infezioni del tratto urinario sono un problema di salute comune che interessa persone di ogni età e sesso. Tali infezioni, che possono essere dolorose e debilitanti, sovente impongono un trattamento farmacologico, ma sono disponibili anche integratori naturali in grado di giocare un ruolo importante nella prevenzione e nell’attenuazione dei sintomi di queste patologie. In questo articolo esamineremo le infezioni del tratto urinario e alcuni integratori naturali che possono contribuire a combatterle.

Infezioni del tratto urinario: quadro d’insieme

Le infezioni del tratto urinario sono causate generalmente da batteri che vi penetrano e si moltiplicano. I sintomi più ricorrenti includono dolore o bruciore durante la minzione, minzione frequente, urgenza minzionale e, in taluni casi, febbre e dolore al basso ventre. Le infezioni del tratto urinario si classificano in due categorie primarie: le infezioni del tratto urinario inferiori (cistite) e le infezioni del tratto urinario superiori (pielonefrite). La cistite è una patologia più comune e generalmente meno grave della pielonefrite.

Integratori naturali in grado di combattere le infezioni del tratto urinario

  1. Mirtillo rosso: il succo di mirtillo rosso è noto per la sua capacità di prevenire le infezioni del tratto urinario. Contiene proantocianidine, che sono in grado di impedire l’adesione dei batteri alle pareti della vescica e delle vie urinarie. Si ritiene che il mirtillo rosso riduca il rischio di infezione e contribuisca ad alleviare i sintomi in caso di insorgenza di un’infezione.
  2. D-Mannosio: il D-mannosio è uno zucchero naturale contenuto in alcuni frutti, come il mirtillo. Viene utilizzato come integratore per prevenire e trattare le infezioni del tratto urinario. Il D-mannosio contribuisce a eliminare i batteri che causano le infezioni del tratto urinario, poiché si fissano al D-mannosio anziché alle pareti della vescica.
  3. Aglio: l’aglio è noto per le sue proprietà antibatteriche e antinfiammatorie. Si ritiene che possa contribuire a prevenire le infezioni del tratto urinario e ad attenuare i sintomi se le stesse si siano manifestate. Si può consumare crudo o sotto forma di integratore.
  4. Olio di origano: l’olio di origano è un altro integratore naturale in possesso di proprietà antimicrobiche e antinfiammatorie. Può contribuire a combattere i batteri che causano le infezioni urinarie e a ridurre l’infiammazione delle vie urinarie.
  5. Probiotici: i probiotici sono batteri “buoni” che possono contribuire a riequilibrare la flora intestinale e a rafforzare il sistema immunitario. Conservare un sistema immunitario forte è fondamentale per prevenire le infezioni del tratto urinario e i probiotici possono giocare un ruolo importante in tal senso.
  6. Aloe Vera: l’aloe vera è nota per le sue proprietà antinfiammatorie e per la sua capacità di attenuare l’irritazione delle vie urinarie. Può essere consumata sotto forma di succo o di gel.

In ultima analisi, le infezioni urinarie sono patologie comuni e fastidiose, tuttavia sono disponibili integratori naturali che possono contribuire a prevenirle e ad attenuarle.

Se si manifestano alcuni dei sintomi comuni menzionati in precedenza e si ha necessità di una diagnosi rapida ed efficace, è possibile eseguire un rapido test delle urine disponibile nel negozio Kinepharma, un autotest non invasivo, pratico e facile da usare, per individuare le infezioni del tratto urinario (UTI) a carico dell’uretra, della vescica, dell’uretere (il canale che collega la vescica ai reni) e dei reni.

Questa striscia reattiva per le urine ITU verifica la presenza di sangue, proteine, nitriti e leucociti (globuli bianchi) nelle urine, tutti indicatori di una possibile infezione del tratto urinario. I risultati si ottengono a domicilio in 2 minuti e possono essere classificati per colore sulla base di una tabella cromatica fornita con il kit.

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L’agopuntura durante il periodo di gravidanza: benefici e punti principali

La gravidanza è un periodo emozionante e di grande trasformazione nella vita di una donna, ma può anche portare con sé una serie di fastidi e criticità fisiche ed emozionali. In tale scenario, l’agopuntura è diventata una terapia complementare di uso frequente ed efficace in grado di alleviare i vari sintomi e migliorare il benessere generale durante la gravidanza. In questo articolo analizzeremo i benefici derivanti da questa pratica in gravidanza e quali sono i punti di agopuntura da trattare.

Benefici derivanti dall’agopuntura durante il periodo di gravidanza:

  1. Allevia la nausea e il vomito: l’agopuntura può contribuire a ridurre le nausee mattutine e il vomito che affliggono numerose donne nel primo trimestre. Stimolando determinati punti di agopuntura, è possibile migliorare le funzioni dell’apparato digerente e alleviare questi spiacevoli sintomi.
  2. Riduce lo stress e gli stati ansiosi: la gravidanza può costituire un periodo stressante nella vita di molte donne. L’agopuntura può contribuire a ridurre i livelli di stress e ansia stimolando i punti che promuovono il rilassamento e il rilascio di endorfine, con conseguente miglioramento dell’umore generale.
  3. Dà sollievo dal dolore: l’agopuntura è particolarmente indicata nell’alleviare il mal di schiena, il dolore pelvico e altri tipi di disturbi muscolari e articolari che sovente contraddistinguono la gravidanza. Inoltre, può essere di aiuto nei casi di cefalea tensiva e di altri dolori legati allo stress.
  4. Equilibra la pressione arteriosa: è fondamentale mantenere una pressione sanguigna equilibrata durante la gravidanza. L’agopuntura può contribuire a regolare la pressione sanguigna e a prevenire l’ipertensione gestazionale, con conseguente riduzione del rischio di complicazioni per la madre e il feto.
  5. Prepara al parto: l’agopuntura può favorire la preparazione dell’organismo alla nascita, attraverso la stimolazione dei punti che favoriscono la dilatazione del collo dell’utero e il corretto posizionamento del bambino nello stesso. Può inoltre essere utile per indurre il travaglio in modalità naturale, se necessario.

Punti principali di agopuntura durante il periodo di gravidanza:

  1. Punto Sanyinjiao (SP6): localizzato all’interno della gamba, appena sopra la caviglia, questo punto è noto per alleviare la nausea e il vomito, nonché per promuovere il rilassamento e l’equilibrio emozionale.
  2. Punto Hegu (LI4): questo punto si trova tra il pollice e l’indice. Stimolarlo può contribuire ad alleviare il dolore e la tensione e, se necessario, a indurre il travaglio in tutta sicurezza.
  3. Punto Zusanli (ST36): situato al di sotto del ginocchio, sulla parte esterna della gamba, questo punto è particolarmente benefico per alleviare lo stress, la stanchezza e il dolore alle gambe.
  4. Punto Yongquan (KD1): questo punto si trova sulla pianta del piede e può contribuire a ridurre il gonfiore dei piedi e delle caviglie, un sintomo comune durante il terzo trimestre.
  5. Punto Taiyuan (LU9): questo punto, situato sul polso, può alleviare i problemi respiratori come la tosse e la congestione che possono aggravarsi durante la gravidanza.

In sintesi, l’agopuntura apporta una serie di benefici significativi durante la gravidanza, dall’alleviare la nausea alla riduzione dello stress e del dolore. Grazie all’assistenza di un agopuntore di provata esperienza, numerose donne incinte possono affrontare la gravidanza in condizioni più confortevoli e salutari. Se si sta pensando di praticare l’agopuntura nel periodo della gravidanza, è opportuno affidarsi a un medico e a un operatore qualificato per ottenere i risultati sperati.

Infine, desideriamo sottolineare che in Kinepharma è disponibile un kit completo di kinesiologia che consente di monitorare il neonato e il corretto funzionamento dell’organismo durante il periodo di gravidanza.

Quali sono gli elementi chiave del successo dell’agopuntura?

L’agopuntura è una delle tecniche terapiche facenti parte della Medicina Cinese, unitamente alla moxibustione, alla coppettazione, alla tuina e alla fitoterapia.

La procedura consiste nell’inserzione di aghi di acciaio in punti specifici di agopuntura, situati nei meridiani (rete di canali che comunicano e ricoprono il nostro corpo). Questi trasportano il qi; energia motrice e generatrice o anche energia vitale dell’universo che circola nel nostro organismo e mantiene il nostro stato di benessere.

Quali sono gli elementi chiave del suo successo?

• Visione d’insieme: Osservare l’organismo come un tutt’uno consente al medico agopuntore di cogliere alcune connessioni organiche ed emozionali che sarebbero impensabili nella medicina convenzionale (senza per tale ragione sottovalutarla o non avvalersi delle grandi conquiste che essa offre).

Questo approccio può dare una spiegazione ad alcuni malesseri in apparenza distanti e scollegati tra loro, i quali inducono frequentemente il paziente a rivolgersi e a farsi curare da diversi specialisti. La medicina cinese, ha invece la finalità di non limitarsi a curare i sintomi del paziente, ma di intervenire alla radice di ciò che li provoca, quindi di trattarli nel loro insieme, evitando così le recidive. Sintomi differenti come l’asma, la feci dure, l’eczema o l’emicrania, l’ovaio policistico e l’acne, l’insonnia, le vampate di calore e la secchezza delle mucose sono tutti riconducibili alla medesima causa. Pertanto, non solo il paziente ottiene un miglioramento del malessere oggetto del consulto in clinica, ma anche delle sue condizioni generali.

• Individualizzazione, osservazione e ascolto: Osservare l’espressione del paziente, il tono della pelle, osservazione della lingua, informarsi se sussistono variazioni dello stato di sonno, della pelle, del colore dell’urina, della digestione, delle mestruazioni e considerare la condizione di vita attuale del paziente, lo stress, oltre alla palpazione del polso del paziente (strumento di valutazione fondamentale in medicina cinese) sono tutti elementi indispensabili per personalizzare il trattamento.

• La medicina cinese non è solo e puramente una tecnica terapica, è una vera e propria arte. Per intervenire alla radice, è indispensabile che il medico agopuntore abbia acquisito la capacità di “pensare in cinese” e abbia assimilato le conoscenze teoriche e filosofiche in forma esperienziale, favorendo una maggior lucidità osservativa e di interrelazione su ciò che accade al paziente e quindi trattarlo nella sua globalità.

• Assenza di effetti collaterali. Al massimo è possibile riscontrare un leggero dolore o un livido nel punto in cui sono stati inseriti gli aghi.

Tali fattori hanno fatto sì che la medicina cinese sia pervenuta fino ad oggi e sia sempre più utilizzata in Occidente in virtù della sua comprovata efficacia in numerose disfunzioni.

Come rilevare l’eventuale presenza di sostanze aggiunte al tuo drink

Quando usciamo a socializzare, dobbiamo essere consapevoli della nostra sicurezza e del nostro benessere. Una preoccupazione diffusa è rappresentata dall’eventualità che qualcuno aggiunga qualche sostanza al  nostro drink a nostra insaputa.

Sono comprensibili quindi i timori legati all’aggiunta di sostanze ai nostri drink senza che ne siamo consapevoli. In questo articolo esamineremo alcune delle sostanze più diffuse che si utilizzano in queste situazioni e proporremo suggerimenti su come identificarle e adottare provvedimenti volti a evitare di diventare vittime di queste pratiche pericolose.

Droghe da stupro:

Tra le sostanze che destano maggiore preoccupazione si annoverano le droghe da stupro come la scopolamina, il GHB (ecstasy liquida) e la ketamina. Tali sostanze sono incolori, inodori e si disciolgono facilmente nei liquidi, il che costituisce una scelta frequente per chi mira a rendere vulnerabili le proprie vittime. Gli effetti di questi farmaci o droghe si manifestano con vertigini, disorientamento, sonnolenza estrema, perdita di memoria e, in alcuni casi, perdita di coscienza.

Eccessivo consumo di alcol:

Sebbene l’alcol sia una sostanza legale e largamente consumata, un consumo eccessivo o non desiderato può essere pericoloso. Può capitare che qualche malintenzionato tenti di aumentare la quantità di alcol nei tuoi drink senza che te ne accorga, così da farti ubriacare più rapidamente e renderti vulnerabile. Se gli effetti generati dal consumo di alcol sono più marcati del previsto o fuori dall’ordinario, è bene prendere in considerazione la possibilità che la bevanda sia stata adulterata.

Droghe ricreative:

Talvolta persone malintenzionate possono addizionare alle bevande droghe ricreative, come la cocaina o l’ecstasy, a insaputa delle altre persone. Tali sostanze possono avere effetti stimolanti o euforizzanti, ma possono anche rivelarsi pericolose e causare gravi danni alla salute.

Misure preventive da adottare per evitare l’adulterazione delle bevande:

Per tutelarti dall’adulterazione delle bevande, considera l’opportunità di adottare le seguenti accortezze:

– Non lasciare mai il tuo drink incustodito.

– Ordina i tuoi drink direttamente al barman o serviti da solo/a.

– Stappa o apri la tua bottiglia oppure la tua lattina ed evita di accettare drink o bevande già aperte da sconosciuti.

– Resta nei pressi di amici fidati e informali se percepisci qualcosa di insolito nella tua bevanda o nel contesto circostante in cui ti trovi.

– Fidati del tuo istinto: se qualcosa non ti convince, evita di consumare la bevanda e chiedi immediatamente aiuto.

– Non condividere o accettare bevande da sconosciuti.

È fondamentale essere attenti e consapevoli dei pericoli esistenti, tuttavia, grazie alla consapevolezza e alle giuste precauzioni, come ad esempio non lasciare le bevande incustodite e frequentare amici fidati, è possibile ridurre il rischio di cadere vittima di questa pratica pericolosa. Dai sempre la priorità alla tua sicurezza e al tuo benessere quando esci a socializzare.

Noi di Kinepharma abbiamo introdotto un nuovo test o saggio chimico da utilizzare per il rilevamento di sostanze stupefacenti contenute nelle bevande. È costituito da un kit di cinque strisce. Inserendo una striscia nella bevanda puoi verificare con facilità che la stessa non contenga alcuna sostanza indesiderata.

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La salute delle donne dopo i 50 anni


Gli effetti indotti dal processo di invecchiamento e dagli squilibri ormonali implicano disturbi legati al sistema circolatorio (pressione alta), disturbi metabolici (colesterolo alto, metabolismo rallentato e cattiva digestione, intolleranza al glucosio, calvizie, secchezza vaginale, cefalee, vampate di calore), problematiche muscolo-scheletriche (osteoporosi, artrite, perdita di massa muscolare), alterazioni dell’umore (ansia, depressione), problemi cognitivi (stanchezza mentale, smemoratezza, deficit di attenzione e apprendimento) nonché ripercussioni dovute allo stress cronico (mancanza di sonno, scarsa efficienza fisica, sistema immunitario deficitario). Senza tralasciare che ciò implica un impatto psicologico che può essere ugualmente rilevante.

L’importanza di un multivitaminico
Un buon multivitaminico specificamente studiato per le donne può migliorare la funzione cognitiva, l’umore e ridurre l’affaticamento psichico, supportare il normale metabolismo energetico e contribuire al corretto funzionamento del sistema nervoso e dovrebbe prevedere, tra gli altri, i seguenti nutrienti:

Ginseng siberiano (E. senticosus).
Ginseng siberiano (E. senticosus). Tradizionalmente questa pianta viene impiegata da lungo tempo e la ricerca scientifica contemporanea ne sostiene l’utilizzo storicamente popolare come tonico e stimolante per accrescere l’energia fisica e l’adattamento allo stress quotidiano, inoltre può contribuire a diminuire la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa alta indotta dallo stress, in particolare nelle donne.


Mirtillo rosso (Oxycoccus spp) e Fiore di Ibisco (Hibiscus rosa sinensis).
Sono ottimi antiossidanti che possiedono proprietà antibatteriche e favoriscono la salute delle vie urinarie. Secondo gli studi clinici, l’uso regolare del mirtillo rosso ha un blando effetto protettivo contro lo sviluppo di infezioni del tratto urinario.

Acido Folico.
Apportando quantità giornaliere adeguate è possibile migliorare i livelli ematici di omocisteina, prevenendo il fattore di rischio connesso alle malattie correlate all’età.

 Vitamina D3.
La carenza di vitamina D3 è un problema ampiamente diffuso e aggrava l’osteopenia, l’osteoporosi e l’incidenza di fratture nella popolazione adulta; è stata inoltre associata a un aumento del rischio di malattie legate a una funzionalità inadeguata del sistema immunitario.

Vitamine B12 e B2.
La carenza di vitamina B12 è maggiormente frequente con l’avanzare dell’età e può avere implicazioni per la corretta salute cognitiva e psichica. È consigliabile combinarla con la vitamina B2 per correggerne la carenza.

All’elenco precedente vanno aggiunti nutrienti e piante come l’equiseto dei campi (Equisetum arvense), il coenzima Q10, il betacarotene, il ferro, il magnesio, il manganese, il rame, il cromo, il boro, lo zinco, lo iodio, la colina, l’inositolo, il selenio, il molibdeno, le vitamine C, E e K e le vitamine B1, B3 e B5.

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