Microimmunoterapia (MIT); la medicina di domani

Un sistema immunitario rafforzato è il fattore chiave per condurre una vita sana. La funzione a cui assolve è quella di preservarci dalle malattie contrastando i batteri, i virus, le cellule tumorali, ecc. Pertanto, i ricercatori stanno focalizzando maggiormente i loro studi su trattamenti mirati specificamente a supportare il sistema immunitario. In questo articolo tratteremo il tema della microimmunoterapia. Una terapia immuno-modulante utilizzata per reimpostare la risposta immunitaria.
Che cos’è la microimmunoterapia?
La microimmunoterapia non è una terapia di recente introduzione. Di fatto, è stata suggerita dal medico belga Maurice Jeaner 55 anni fa. È ormai assodato che quasi tutte le patologie comportano un interessamento diretto o indiretto del sistema immunitario. La microimmunoterapia è un trattamento di immuno-modulazione che si avvale degli stessi messaggeri del sistema immunitario al fine di trasmettere informazioni e regolare la risposta immunitaria. O, in altre parole. La sua “mission” è di instaurare una corretta comunicazione tra le cellule del sistema immunitario affinché recuperino la capacità di contrastare gli agenti patogeni o limitino la loro risposta quando questa è sproporzionata.
In sintesi, la microimmunoterapia utilizza sostanze immunitarie a basso dosaggio, allo scopo di preservare la naturale funzionalità immunitaria di ogni individuo. Ciò permette di riequilibrare efficacemente un sistema immunitario alterato. Come? Supportando la capacità di autoregolazione del sistema immunitario.

Microimmunoterapia: diagnosi e somministrazione
La microimmunoterapia è compatibile con altri trattamenti. Solitamente la diagnosi relativa a un paziente si consegue mediante sierologia e altri esami che indicano l’immunità individuale rispetto a potenziali agenti patogeni. Analogamente, si tengono in considerazione anche altri aspetti, come l’eredità genetica, lo stato emotivo e nutrizionale, l’ambiente in cui il paziente vive, lo stile di vita, ecc.
Occorre ribadire che la microimmunoterapia non esercita un’azione aggressiva sul sistema immunitario. Il suo scopo è quello di fornire le informazioni necessarie per recuperare il suo bilanciamento e dunque favorire la guarigione del paziente. In altri termini, i farmaci microimmunoterapici sono concepiti per comunicare con il sistema immunitario, mimando e rafforzando i suoi processi. Tali farmaci possono essere somministrati a mezzo di:
- Somministrazione sequenziale: osservando una sequenza logica che rispetti il funzionamento della risposta immunitaria. A tale scopo, la composizione di ogni capsula è diversa, presentano colori differenti e sono numerate da 1 a 10, formando sequenze composte da 5 o 10 capsule.
- Somministrazione sublinguale: le capsule di microimmunoterapia non si assumono oralmente per intero. Il loro contenuto si colloca sotto la lingua, affinché i piccoli globuli contenuti vengano assorbiti rapidamente, trasmettendo così le informazioni necessarie.
Benefici dell’agopuntura nel trattamento del cancro della cavità orale

Il cancro della cavità orale è una delle patologie in crescita nella popolazione maschile al di sopra dei 40 anni. In percentuale minore, sono interessate anche le persone di sesso femminile. Questa patologia contempla i tumori del cavo orale e della gola. Il tabagismo, il consumo di alcool o l’infezione provocata dal papilloma virus umano (HPV) sono le cause principali del cancro della cavità orale. Tuttavia, non sono gli unici fattori che favoriscono la comparsa di questa neoplasia maligna.
Che patologia è il cancro della cavità orale
Il cancro della cavità orale è annoverato tra le neoplasie orofaringee. In base ai dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’incidenza di questo tipo di cancro in Spagna è di 15 casi all’anno nella popolazione maschile e di 4 casi all’anno nella popolazione femminile ogni 100.000 abitanti. La diagnosi di cancro della cavità orale si basa sulle seguenti evidenze:
- Difficoltà di linguaggio, masticazione o deglutizione.
- Comparsa di piaghe, irritazioni e/o noduli nella gola, nella bocca o nelle labbra.
- Comparsa di una chiazza rossa o bianca nella bocca.
- Rigonfiamento della mandibola
- Mal di orecchie
- Intorpidimento della bocca o della lingua.
- Caduta dei denti.
Dopo la comparsa dei primi sintomi, la diagnosi precoce del cancro della cavità orale è cruciale per il suo trattamento e la sua guarigione. Uno dei medici specialisti che solitamente sono i primi a diagnosticare questo tumore è il dentista durante la visita di routine.

Come l’agopuntura può contribuire a contrastare il cancro della cavità orale
Il trattamento del tumore della cavità orale prevede solitamente ricorso alla chirurgia, alla radioterapia e alla chemioterapia. Tali misure terapeutiche comportano effetti collaterali che spaziano dalla secchezza delle fauci, alla screpolatura o ulcerazione dei tessuti, alla difficoltà di masticazione e deglutizione, alla perdita del gusto, alla necrosi ossea, al trismo, alla carie dentale, fino ad altre tipologie di lesioni estremamente fastidiose per i pazienti.
I benefici dell’agopuntura sono stati sanciti dall’UNESCO che l’ha riconosciuta come Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Questa terapia tradizionale, facente parte della medicina cinese, non solo è sicura, ma apporta inoltre numerosi vantaggi nel trattamento del cancro della cavità orale:
- Allevia gli effetti collaterali di altre procedure mediche.
- Lenisce il dolore.
- Stimola la circolazione sanguigna, così come l’idratazione e la lubrificazione delle membrane mucose.
- Contribuisce all’equilibrio dell’organismo e delle funzioni tra i diversi organi.
- Consente di ridurre il carico di stress per il paziente. Ad esempio, il fegato è l’organo incaricato di trasferire l’energia corporea in ogni direzione. Tuttavia, il rilascio di cortisolo può ostacolare questa capacità di circolazione.
In Cina, l’agopuntura è associata alla fitoterapia nelle terapie antitumorali al fine di costituire un substrato in cui è difficile che il cancro della cavità orale possa diffondersi.
Piante medicinali da utilizzare in menopausa

La menopausa sancisce la fine della fase riproduttiva di una donna. La diminuzione dei livelli ormonali induce le ovaie a cessare gradualmente la loro attività. Tale cessazione graduale determina la scomparsa delle mestruazioni. La menopausa è un processo lento che condiziona ogni donna in modalità diversificate. Le sintomatologie più ricorrenti sono la sudorazione, le vampate di calore, la secchezza vaginale e gli sbalzi d’umore. In questo articolo, intendiamo illustrare come utilizzare alcune piante medicinali al fine di contrastare tali fastidiose sintomatologie.
Cos’è la menopausa e quali sono le sue sintomatologie?
La menopausa si manifesta solitamente nelle donne con età compresa tra i 44 e i 52 anni. Ma, come menzionato in precedenza, non influenza tutte le donne allo stesso modo. Mentre alcune sono soggette a una menopausa anticipata (menopausa precoce o prematura), altre sono soggette a una menopausa ritardata (menopausa tardiva). Tuttavia, alcune delle sintomatologie tipiche della menopausa possono essere avvertite già nella fase pre-menopausale:
- Cicli mestruali abbreviati e irregolari.
- Fastidio durante i rapporti sessuali causato dalla secchezza vaginale.
- Aumento di peso.
- Incontinenza urinaria.
- Vampate di calore.
- Sbalzi d’umore.
- Insonnia.
- Depressione.
Come attenuare le sintomatologie tipiche della menopausa

Solitamente, il trattamento medico consigliato in questi casi è la terapia ormonale sostitutiva, la quale comporta effetti collaterali, come tra gli altri, un aumentato rischio di cancro al seno. Fortunatamente, madre natura ci mette a disposizione un’ampia varietà di piante che possono contribuire a combattere le spiacevoli sintomatologie tipiche della menopausa senza provocare effetti collaterali.
Agnocasto
Questa pianta è una specie autoctona del Mediterraneo la quale cresce vicino ai fiumi ed è anche impiegata per trattare i sintomi premestruali. Si tratta di un rimedio naturale a lungo termine, particolarmente indicato per mitigare le sintomatologie tipiche della menopausa, così come altri squilibri ormonali.
Cimicifuga
Questa pianta, conosciuta anche come “radice di serpente”, è particolarmente efficace per calmare l’ansia, l’irritabilità, le vampate di calore e l’insonnia durante la menopausa.
Valeriana
Si tratta di uno dei tranquillanti naturali più diffusi nel mondo. Durante la menopausa, la valeriana favorisce un sonno più tranquillo, oltre a contrastare gli stati d’ansia.
Salvia
La salvia è una pianta erbacea particolarmente efficace nel limitare la sudorazione notturna e le vampate di calore.
Non va dimenticato che uno stile di vita sano e attivo contribuisce a rendere la menopausa molto più sopportabile. Includete nella dieta cereali integrali, alimenti fermentati, legumi (ceci, lenticchie, soia, …), alimenti antiossidanti e semi germinati. Fate esercizio all’aperto e accogliete questa nuova fase della vostra vita in modo salutare.
Quali integratori si dovrebbero assumere nella terza età?

Con il trascorrere degli anni, il nostro organismo perde la capacità di produrre vitamine e minerali. Gli integratori specifici per la terza età sono un supporto importante per la salute dei nostri anziani. Tutte le fasi della vita richiedono accortezze specifiche. Nondimeno, quando gli anni si accumulano è opportuno abbinare a una dieta sana alcuni integratori che ci permettano di goderci la vita con la giusta energia.
Carenze nutrizionali nella terza età
Gli over 60 sono la fascia di popolazione che necessita di assumere determinati integratori alimentari. Uno studio condotto dall’Istituto di Alimentazione dell’Università di Navarra ha riscontrato che circa il 30% delle persone appartenenti alla fascia della terza età sono denutrite o a rischio di malnutrizione. Tale condizione è dovuta a diverse cause:
- Problemi di masticazione e disfagia.
- Capacità limitata di provvedere alla cottura degli alimenti e all’acquisto degli stessi.
- Solitudine e perdita di appetito.
- Trattamenti farmacologici con effetti collaterali, come l’inappetenza.
- Riduzione del fabbisogno energetico.
Integratori nutrizionali per gli anziani

Gli esperti in materia di salute e nutrizione suggeriscono l’utilizzo di alcuni integratori alimentari in persone appartenenti alla fascia della terza età, onde compensare le loro carenze nutrizionali. Alcuni maggiormente indicati per supportare la salute dei nostri anziani sono:
Omega-3
Gli acidi grassi Omega-3 svolgono una funzione antinfiammatoria e sono altresì necessari per il rafforzamento delle cellule neurali. Gli Omega-3 sono benefici per la funzione cardiaca, contribuendo a mantenere la pressione sanguigna entro i range ottimali, oltre a regolare i livelli di trigliceridi a livello ematico. Le persone che intendono iniziare ad assumere questo integratore alimentare con regolarità in concomitanza con l’assunzione di anticoagulanti dovrebbero modulare la loro terapia farmacologica in accordo con il proprio medico.
Vitamina D
La vitamina D favorisce la fissazione del calcio nelle ossa, rendendola un integratore fondamentale per la salute dell’apparato scheletrico nelle persone appartenenti alla fascia della terza età. Contribuisce inoltre a modulare il sistema immunitario e riduce il rischio di malattie a carattere cronico e di infezioni.
Collagene
È una delle proteine maggiormente presenti nell’organismo ma, con il trascorrere degli anni, il corpo perde la capacità di produrla autonomamente. Il collagene supporta la salubrità del tessuto connettivo, ovvero le ossa e i tendini. La sua assunzione migliora l’elasticità e l’idratazione della pelle, così come la salute osteo-articolare.
Vitamina C
La vitamina C opera congiuntamente al collagene per stimolarne la produzione. Inoltre, questa vitamina partecipa al regolare funzionamento del sistema immunitario, migliora l’assorbimento del ferro e riduce il rischio cardiovascolare.
Altri integratori nutrizionali che non dovrebbero essere assenti dalla dieta di una persona anziana sono il Ginkgo biloba per stimolare la memoria e l’attenzione, i probiotici per supportare la salute intestinale, in particolare dopo l’assunzione di antibiotici, e lo zinco. Un minerale essenziale che accresce la sensibilità all’insulina, promuove la cicatrizzazione delle ferite e riduce lo stress ossidativo.
Fitoterapia per fegato e cistifellea

La fitoterapia è la scienza medica che studia gli impieghi delle piante e dei loro derivati nelle attività di prevenzione e trattamento delle patologie. In tal senso, il numero di piante medicinali che esercitano un’azione benefica sul fegato e sulla cistifellea è alquanto rilevante. Attualmente, non pochi pazienti affetti da disturbi epatici si sottopongono addirittura a interventi chirurgici per risolvere le complicazioni derivanti dalle loro patologie.
Piante medicinali da utilizzare per la cistifellea e il fegato
Il numero di pazienti che si sottopongono a interventi chirurgici alla cistifellea rimane comunque piuttosto elevato. In taluni casi, ciò può comportare una serie di problemi post-operatori, come la “sindrome post-colecistectomia”, i quali possono richiedere un ulteriore intervento chirurgico. Il trattamento mediante la fitoterapia è un passo fondamentale in tal senso. È un rimedio non aggressivo che allevia considerevolmente il dolore e l’infiammazione.
Le piante medicinali utilizzate in questo caso dalla fitoterapia esercitano effetti diversificati:
- Effetto coleretico (aumento della secrezione biliare da parte del fegato).
- Effetto colagogo (incremento dell’escrezione della bile stimolando la contrazione della cistifellea).
- Effetto spasmolitico o antispasmodico.
- Effetto carminativo che impedisce la formazione o favorisce l’espulsione dei gas intestinali.
- Effetto tonificante.
- Effetto lassativo (i disturbi legati alla cistifellea sono spesso accompagnati da costipazione).

Le piante più comunemente impiegate sono:
- Cardo mariano: la pianta medicinale più utilizzata nel trattamento dell’epatite acuta e cronica. In tal senso, il cardo mariano ha inoltre manifestato un effetto diretto sulla membrana delle cellule costitutive del fegato. Ciò comporta un miglioramento dei disturbi gastrici e intestinali.
- Assenzio maggiore: Le proprietà medicinali di questa pianta sono note da diverso tempo. È stato dimostrato che il consumo di assenzio maggiore riduce l’infiammazione a carico della cistifellea e incrementa la secrezione dei succhi biliari. L’assenzio maggiore apporta inoltre importanti benefici a livello epatico; favorisce l’eliminazione delle tossine permettendo una migliore detossificazione e un funzionamento più efficace di quest’organo. Infine, occorre sottolineare che questa pianta è utilissima anche per attenuare le coliche biliari o epatiche.
- Celidonia: è una pianta che, in generale, contribuisce a mitigare i sintomi derivanti da una indigestione. Inoltre depura il fegato e la cistifellea, oltre ad esercitare un significativo effetto spasmodico sui dotti biliari.
Tra le altre piante medicinali impiegate per il trattamento e la prevenzione dei problemi del fegato ricordiamo il carciofo, l’achillea millefoglie, il ravanello comune, il dente di leone, la menta, il boldo e la lavanda.
Agopuntura e problematiche oculari

Sempre più persone giovani sono affette da problematiche oculari. L’eccessivo impiego di tecnologia, lo stress e la cattiva alimentazione accelerano questo tipo di complicanze oculari. La medicina tradizionale cinese ha utilizzato l’agopuntura come trattamento delle problematiche oculari per migliaia di anni. Vediamo come funziona.
L’agopuntura applicata alla vista
Gli antichi cinesi utilizzavano i punti di pressione relativi alla vista per il trattamento di vari problemi ad essa correlati. Numerosi studi di ricerca hanno dimostrato che l’agopuntura apporta benefici significativi nel migliorare le problematiche oculari come l’affaticamento degli occhi, la sindrome dell’occhio secco, l’edema oculare, le miodesopsie, ecc.
In realtà non esiste un trattamento standard al quale ricorre l’agopuntura. La medicina tradizionale cinese propone sempre una procedura personalizzata in base alle esigenze del paziente. Una problematica oculare è determinata da un possibile squilibrio interno che presumibilmente si manifesta insieme ad altri sintomi correlati ma non esclusivamente di origine visiva. Diverse ricerche hanno dimostrato che l’agopuntura applicata ai disturbi a carico degli occhi aumenta il flusso sanguigno agli occhi, modifica e rigenera i tessuti, stimola la corteccia visiva e l’area del cervello responsabile della vista, e migliora o rimette i sintomi.

La salute degli occhi nella società contemporanea
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel mondo si contano 161 milioni di ipovedenti, oltre a coloro che accusano deficit visivi per differenti fattori. Di fatto, un numero sempre maggiore di persone è affetto da problematiche oculari che non sono commisurate alla loro età anagrafica.
La medicina tradizionale cinese associa gli occhi al fegato e all’elemento legno. Anche per quanto riguarda lo yin e lo yang cinese. Un principio filosofico che illustra l’esistenza di due forze opposte ma complementari per la loro presenza nell’universo. In tal senso, un eccesso yang (elemento fuoco) si manifesta nella vista con occhi rossi e dolenti, così come con la presenza di rinite, mal di testa, sensazione di calore e irritabilità. Al contrario, una carenza yin è associata all’idratazione e ai tessuti. Dunque in una situazione del genere riscontriamo la presenza della sindrome da occhio secco, la sensazione di avere un corpo estraneo nell’occhio (sabbia), la fotosensibilità, la lacrimazione, ecc.
Tutte le patologie oculari possono essere trattate con l’agopuntura. In numerosi casi ottenendo risultati soddisfacenti e la remissione dei sintomi. In altri casi, la sintomatologia non scompare, ma migliora, così come le condizioni fisiche generali del paziente. Il tutto senza effetti collaterali. Tuttavia, è importante rimarcare che l’agopuntura è un trattamento efficace che deve sempre essere integrato da una visita oftalmologica.
I Fiori di Bach e il loro riconoscimento ufficiale

Il ricorso ai fiori di Bach per finalità terapeutiche non è una novità. Il loro utilizzo è già menzionato negli scritti di filosofi celebri come Socrate e Platone. Quindi costituisce una terapia tradizionale naturale utilizzata da secoli, anche dagli aborigeni australiani, così come dalla rinomata medicina tradizionale cinese. I fiori di Bach stanno conquistando sempre più estimatori nel loro percorso verso il riconoscimento in ambito terapeutico.
I fiori di Bach nel mondo
Come altre terapie a base di sostanze naturali, i fiori di Bach non sono riconosciuti o disciplinati in Spagna. Tuttavia, in altri paesi europei, così come in altri paesi del mondo, sono integrati nei rispettivi sistemi sanitari. I paesi in cui questa floriterapia è maggiormente utilizzata e richiesta sono, tra gli altri, per esempio, Inghilterra, Germania, Australia, Francia, Stati Uniti, Svizzera, Sudafrica, Francia.
Anche Cuba, dal 1999, ha integrato questa terapia floreale negli ambulatori naturopati del servizio sanitario nazionale. Un luogo dove i fiori di Bach sono utilizzati da medici, infermieri e farmacisti in diverse tipologie terapeutiche.

Spiegazione scientifica di come operano i fiori di Bach
La scoperta e l’uso dei fiori di Bach, così come li conosciamo oggi, è attribuita al medico britannico Edward Bach, che rese pubblico un metodo curativo basato su 38 fiori della campagna inglese applicato a diversi disturbi emotivi come origine di malattie fisiche e psichiche.
L’azione dei Fiori di Bach è basata sull’informazione energetico-vibrazionale del paziente. In altre parole, non operano rapportandosi ai sintomi fisici, ma allo stato d’animo del soggetto da trattare.
Anche se la comprensione di come operano questi fiori è ancora difficile da discernere, la loro spiegazione scientifica sta iniziando ad essere ratificata da ricercatori illustri come il premio Nobel Luc Montagnier. Questo virologo sostiene che molti scienziati (non solo lui) hanno dimostrato che l’acqua liquida può contenere e conservare molecole biologiche. Inoltre non va dimenticato che la persona proponente questa floriterapia era ugualmente un medico praticante. Lo scopritore dei fiori di Bach, Edward Bach, era un chirurgo traumatologo e uno specialista in batteriologia e immunologia.
Analogamente, già nel 1976, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomandava il ricorso ai rimedi alternativi, tra cui la terapia con i fiori di Bach.
Le floriterapie hanno acquisito rilevanza nel tempo, grazie ai loro numerosi benefici scientificamente testati.
10 alimenti per abbassare la pressione arteriosa

La pressione arteriosa alta o ipertensione è un fattore di rischio che può condurre a complicanze oltre che a cardiopatie. Questa condizione può danneggiare silenziosamente l’organismo prima che i suoi sintomi si manifestino. Un’alimentazione sana ed equilibrata è fondamentale per prevenire e trattare la pressione arteriosa alta.
Cos’è la pressione arteriosa alta
L’ipertensione aumenta progressivamente la pressione sanguigna che scorre nelle arterie. Questo fa sì che le cellule del rivestimento interno delle arterie si danneggino, rendendole le stesse più strette e meno flessibili. Il risultato è che, nel tempo, il costante passaggio di sangue attraverso le arterie indebolite può dilatare una sezione della parete e formare quello che è noto come un aneurisma che, se si rompe, potrebbe causare gravi emorragie interne.
Alcuni fattori di rischio legati alla pressione arteriosa alta non possono essere controllati, come la familiarità, l’età superiore ai 60 anni o il genere sessuale. Ma altri possono essere monitorati per ottenere una maggiore prevenzione. Tra questi fattori si annovera un’alimentazione equilibrata.
Alimenti che contribuiscono ad abbassare l’ipertensione
Per prevenire e trattare la pressione arteriosa alta, è necessario eliminare l’eccesso di zuccheri, sale, caffeina, alcol e tabacco. Dovrebbero inoltre essere eliminati gli alimenti raffinati dalla dieta, così come i cibi grassi come le salsicce, scatolami, le conserve e i formaggi stagionati. Come contraltare, deve essere incluso nella dieta:
- Alimenti idratanti e diuretici.
- Alimenti vasodilatatori.
- Alimenti antiossidanti.
- Alimenti ricchi di calcio e magnesio.
- Grassi insaturi.
- Alimenti contenenti fibre.
- Probiotici.
- Erbe e spezie.

Di seguito l’elenco degli alimenti che dovrebbero essere sulla vostra lista della spesa d’ora in poi:
- Aglio: ha un effetto vasodilatatore sia dei vasi sanguigni sia delle arterie e ha un effetto depurativo sul sangue.
- Cipolla: è un alimento vasodilatatore e antiossidante. Favorisce la circolazione sanguigna e protegge le arterie dall’invecchiamento.
- Sedano: diminuisce la pressione sanguigna e agevola l’aumento del flusso sanguigno.
- Banana: regola l’eliminazione idrica e arricchisce il corpo di vitamina A, C e acido folico.
- Carciofo: è un eccellente alimento depurativo grazie alla sua ricchezza di fibre, acqua e potassio. Purifica il sangue dalle impurità e regola la formazione del colesterolo.
- Kiwi: antiossidante per eccellenza e grande fonte di vitamina C e A. Protegge le arterie e conferisce loro elasticità.
- Olio d’oliva a crudo: l’acido oleico è estremamente benefico per il funzionamento del sistema cardiovascolare. Il suo alto contenuto di vitamina E protegge i tessuti arteriosi e dilata delle arterie, consentendo al flusso sanguigno di circolare con una pressione minore.
- Semi: lino, chia, noci e canapa sono ricchi di omega 3 e fitosteroli antiossidanti. Conservano l’elasticità dei vasi sanguigni, prevenendo il collasso cardiovascolare.
- Frutti di bosco: more, mirtilli, lamponi, uva, fragole, ciliegie… La loro ricchezza di antiossidanti protegge le arterie e migliora il funzionamento del sistema cardiovascolare.
- Legumi: Lenticchie, ceci, piselli, fave… Sono ricchi di fibre, vitamine, minerali e proteine di elevata qualità. Il consumo regolare migliora la qualità dei vasi sanguigni e li rende resistenti alla pressione arteriosa.
Benefici della kinesiologia nei bambini
La kinesiologia è una terapia di origine naturale che valuta la risposta dei muscoli per individuare possibili squilibri organici, in modo tale da prevenirli o correggerli tempestivamente. Secondo la kinesiologia, la mente e il corpo sono connessi e interagiscono insieme. Questa tecnica è talmente dolce e poco invasiva che presenta notevoli vantaggi anche per i bambini. Esaminiamo quali sono.
Cos’è la kinesiologia e a cosa serve?
La kinesiologia è una terapia di tipo fisico spesso scambiata con la fisioterapia. Anche se le due discipline sono spesso viste come sinonimi, ciò si rivela erroneo. La kinesiologia è una tecnica manuale che studia il movimento del corpo per determinare eventuali disturbi fisici ed emotivi attraverso la manipolazione muscolare. Laddove, la fisioterapia, è un insieme di metodologie che includono il trattamento manuale (kinesiologia) per promuovere la mobilità del corpo.
La kinesiologia è nata negli anni ’30. Tuttavia, le sue basi sono state gettate solo negli anni ’60 da George Goodheart, che ha affermato che la kinesiologia considera la totalità del corpo umano, inclusa la mente. Un test muscolare consente di valutare la reattività dei diversi muscoli e la loro relazione con i diversi organi del corpo.
Kinesiologia applicata ai bambini
La kinesiologia, come già menzionato, è una terapia dolce che può essere applicata ai bambini. Questa disciplina è sicura per persone di tutte le età, compresi i membri più giovani della famiglia. Questa terapia aiuta i bambini a ritrovare il loro equilibrio per rimanere fisicamente e mentalmente sani. Inoltre, la kinesiologia, ha dimostrato di essere davvero efficace per:
- migliorare la concentrazione, l’apprendimento e la capacità mnemonica dei bambini.
- attenuare lo stress e l’ansia in bambini particolarmente irrequieti o nervosi.
- alleviare i problemi di natura muscolo-scheletrica che determinano dolori alla testa, al collo e alla schiena, bruxismo, tinniti, vertigini, ecc.
- aumentare il numero di ore di sonno e ridurre i problemi di insonnia o di incubi notturni.
- ridurre al minimo le reazioni derivanti dagli alimenti e altri allergeni, poiché la kinesiologia rafforza il sistema immunitario dei bambini.
- accrescere la capacità di far fronte alle emozioni e, di conseguenza, indurre un livello più basso di aggressività nei bambini problematici.
- migliorare le prestazioni sportive; grazie alla kinesiologia si aiuta i giovani a accrescere le loro capacità motorie e l’equilibrio energetico.
In conclusione, la kinesiologia stabilisce un dialogo diretto con il corpo dei bambini che aiuta a risvegliare il loro “medico interiore” al fine di migliorare la loro salute fisica, emotiva ed energetica.
Benefici dell’estratto di foglie di olivo

Le foglie d’olivo sono estremamente benefiche per la salute, poiché contengono più polifenoli rispetto all’olio d’oliva stesso. Inoltre, è risaputo che la dieta mediterranea è correlata a notevoli effetti benefici sulla salute vascolare. Una delle ragioni principali è la presenza dell’olio d’oliva vergine nella maggior parte dei suoi piatti.
Cos’è l’estratto di foglie di olivo
L’estratto di foglie di olivo è un prodotto totalmente privo di allergeni che contiene in abbondanza diversi tipi di polifenoli. In altre parole, si tratta di un composto naturale che avrebbe numerosi effetti benefici per la salute grazie alle sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.
Nel corso degli ultimi anni, numerose ricerche scientifiche hanno avvalorato i benefici per la salute apportati dall’assunzione di polifenoli. In particolare sul sistema cardiovascolare. Un aspetto di rilievo se si considera che le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte a livello mondiale.
In tal senso, è stato dimostrato che le foglie d’ulivo hanno quantità di polifenoli superiori a quelle che si trovano nell’olio d’oliva. Per tale motivo, l’estratto di foglie di olivo è oggetto di particolare considerazione da parte degli esperti. In una ricerca che ha coinvolto 40 gemelli monozigoti affetti da ipertensione, in cui 20 di loro hanno assunto l’estratto di foglie di olivo e altri 20 il placebo, i pazienti che hanno ricevuto l’estratto di foglie d’olivo hanno ottenuto un calo significativo della pressione sanguigna.

Ulteriori benefici dell’estratto di foglie di olivo
I dati preclinici sull’estratto di foglie di olivo indicano che le sue proprietà non si limitano solamente agli effetti descritti in precedenza. Si possono ottenere ulteriori benefici per la salute dal consumo di questo prodotto naturale al 100%. Tra cui:
- Il tè di foglie di olivo esercita un effetto preventivo contro l’anemia e altri squilibri eritrocitari.
- L’assunzione regolare di tè di foglie d’olivo abbassa il colesterolo LDL e i trigliceridi.
- L’estratto di foglie di olivo apporta una neuroprotezione su un modello animale di sclerosi multipla.
- Allo stesso tempo riduce le patologie del tratto respiratorio superiore.
- In una ricerca è stato dimostrato che l’estratto di foglie di olivo riduce il rischio di diabete di tipo 2.
Oltre a tutti questi benefici per la salute, l’estratto di foglie di olivo vanta proprietà antivirali nel trattamento dell’herpes zoster. Al fine di sfruttare tutte queste proprietà, è preferibile utilizzarlo sotto forma di estratto standardizzato piuttosto che di foglie secche. Tale modalità di assunzione ci dà la certezza che stiamo assumendo in totale sicurezza il contenuto necessario di composti bioattivi.
Recent Posts
- Test dei Fiori di Bach mediante la kinesiologia olistica per trattare gli stati ansiosi
- Come alleviare i sintomi di natura ormonale durante la menopausa
- Kinesiologia applicata alla diagnosi e al trattamento della cefalea
- Kinesiología para el diagnóstico y tratamiento del dolor de cabeza
- Trattamento della depressione tramite i fiori di Bach
Recent Comments
Archives
- Marzo 2025
- Febbraio 2025
- Gennaio 2025
- Dicembre 2024
- Ottobre 2024
- Settembre 2024
- Agosto 2024
- Giugno 2024
- Aprile 2024
- Marzo 2024
- Febbraio 2024
- Gennaio 2024
- Dicembre 2023
- Novembre 2023
- Settembre 2023
- Luglio 2023
- Giugno 2023
- Maggio 2023
- Aprile 2023
- Marzo 2023
- Febbraio 2023
- Dicembre 2022
- Novembre 2022
- Ottobre 2022
- Settembre 2022
- Luglio 2022
- Maggio 2022
- Aprile 2022
- Febbraio 2022
- Gennaio 2022
- Dicembre 2021
- Novembre 2021
- Ottobre 2021
- Settembre 2021
- Luglio 2021
- Giugno 2021
- Maggio 2021
- Aprile 2021
- Marzo 2021
- Febbraio 2021
- Gennaio 2021
- Dicembre 2020
- Ottobre 2020
- Settembre 2020
- Agosto 2020
- Luglio 2020
- Giugno 2020
- Maggio 2020
- Aprile 2020
- Marzo 2020
- Febbraio 2020
- Gennaio 2020
- Dicembre 2019
- Novembre 2019
- Ottobre 2019
- Settembre 2019
- Agosto 2019
- Giugno 2019
- Maggio 2019
- Aprile 2019
- Marzo 2019
- Febbraio 2019
- Gennaio 2019
- Dicembre 2018
- Novembre 2018
- Ottobre 2018
- Settembre 2018
- Agosto 2018
- Luglio 2018
- Giugno 2018
- Maggio 2018
- Aprile 2018
- Marzo 2018
- Febbraio 2018
- Gennaio 2018
- Dicembre 2017
- Novembre 2017
- Ottobre 2017
- Settembre 2017
- Agosto 2017
- Luglio 2017
- Giugno 2017
- Maggio 2017
- Aprile 2017
- Marzo 2017
- Febbraio 2017
- Gennaio 2017
- Dicembre 2016
- Novembre 2016
- Ottobre 2016
- Settembre 2016
- Agosto 2016
- Luglio 2016
- Giugno 2016
- Maggio 2016
- Aprile 2016
- Marzo 2016
- Febbraio 2016
- Gennaio 2016
- Dicembre 2015
- Novembre 2015
- Ottobre 2015
- Settembre 2015
- Agosto 2015
- Luglio 2015
- Giugno 2015
- Maggio 2015
- Aprile 2015
- Marzo 2015
- Febbraio 2015
- Gennaio 2015
- Dicembre 2014
- Novembre 2014
- Ottobre 2014
- Settembre 2014
- Agosto 2014
- Luglio 2014
- Giugno 2014
- Maggio 2014
- Aprile 2014
- Marzo 2014
- Febbraio 2014
- Gennaio 2014
- Dicembre 2013
- Novembre 2013
- Ottobre 2013









