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Ott 8, 2016

Il quinto chakra per imparare a esprimere chi siamo e cosa sentiamo

 

Il quinto chakra lo troviamo nella gola. Regola le parti del corpo che lo circondano, come la gola, il collo, la nuca, le corde vocali, la voce, i bronchi, la trachea, l’esofago, la mandibola, i denti, la tiroide e le orecchie.

I problemi di salute che possono nascere da un blocco del quinto chakra sono l’ipertiroidismo e l’ipotiroidismo, il mal di gola, la faringite, la perdita della voce, il raffreddore, problemi di udito, brusii e fischi nelle orecchie.

Quando ci fa male la gola, dobbiamo domandarci che emozione non siamo riusciti ad esprimere. Se si manifesta un ipotiroidismo o una difficoltà nel deglutire, la domanda che dobbiamo farci è che circostanza o situazione della nostra vita non abbiamo digerito o mandato giù.

Nel caso dei problemi di udito o brusii, si tende a mascherare la paura. Secondo la medicina tradizionale cinese, l’udito e il rene appartengono allo stesso meridiano, collegato all’emozione della paura. In momento o periodi di stress possiamo notare un carenza di udito che colpirà questo chakra.

Il chakra Vishuddha o quinto chakra è legato al secondo e al terzo. Quando tratteniamo un’emozione o non la possiamo esprimere, la nostra creatività viene limitata e bloccata, impedendoci di godere della vita e facendoci sentire insicuri.

Per questo motivo, quando una persona presenta un blocco nel chakra gola, è necessario lavorare anche sul secondo e sul terzo chakra.

Gli obiettivi del Vishuddha sono la comunicazione e la creatività. Tuttavia, il quinto chakra fa riferimento all’espressione di noi stessi attraverso la creatività, mentre nel secondo la creatività si basa sull’imparare a vivere a pieno la vita.

Il suo colore è l’azzurro nelle varie gradazioni: turchese, celeste o indaco.

L’azzurro è un colore che trasmette, ispira, comunica. Per questo, molti esperti in comunicazione e intelligenza emotiva consigliano questo colore per campagne pubblicitarie o loghi.

E’ il colore della fede, della fiducia. Ci aiuta ad ascoltare la nostra voce interiore, ispirandoci.

Il senso relazionato al quinto chakra è l’udito, dal momento che per comunicare è necessario ascoltare, soprattutto la nostra voce interiore, la voce del nostro io.

Riassumendo, possiamo dire che attraverso il primo chakra impariamo a sopravvivere, soddisfacendo i nostri bisogni fondamentali, mentre con il secondo possiamo imparare a godere della vita. Il terzo ci insegna a gestirci e attraverso il quarto liberiamo il nostro io.  Infine, il quinto chakra, Vishuddha, ci invita a esprimere ciò che siamo, ossia trasmettere il nostro essere, comunicando.

Poter dare voce alla nostra verità, i nostri valori e trovare la nostra voce interiore è un bisogno vitale di questo chakra. E’ governato dalle facoltà mentali superiori, grazie alle quali possediamo la capacità d’osservazione, di sintesi e di essere oggettivi. Durante tutta la nostra vita, abbiamo a che fare con diverse credenze, persone, sensazioni, discipline che ci aiutano a trarre conclusioni, a discernere tra il giusto e lo sbagliato, creando una nostra opinione sulle cose.

In fin dei conti, poter ascoltare, esprimere o manifestare la verità interiore è l’obiettivo del quinto chakra.

 

Ago 12, 2016

Il chakra del cuore e la sua importante funzione

chakra del cuore - anahata

Il quarto chakra, il chakra del cuore,  si trova al centro del petto, tra la 4ª e la 5ª vertebra della colonna vertebrale.

È strettamente connesso al modo in cui ci nutriamo e alimentiamo energeticamente gli altri.

Regola i polmoni, il cuore e il timo, la ghiandola che stimola il sistema immunitario, la crescita e controlla il sistema linfatico. Regola anche la respirazione a tutti i livelli dell’organismo. Le spalle, le clavicole e le mani sono collegate a questo centro energetico.

È conosciuto come chakra del cuore per diverse ragioni. È associato alla funzione respiratoria e cardiaca di questo organo. È collegato all’essenza dell’essere umano, l’amore. Ma principalmente, viene chiamato cuore poiché è il centro del sistema di chakra, dal momento che il vortice è il punto di unione tra i 3 chakra collegati al mondo materiale e i 3 collegati allo spirito; per questo motivo alcuni lo conoscono anche come chakra del transito. Tra le sue funzioni vi è quella di tradurre i messaggi dello spirito alla terra e quelli della terra allo spirito, ossia, dall’alto verso il basso e dal basso verso l’alto.

Dal punto di vista fisico, le funzioni del cuore sono essenziali e senza di esse non potremmo vivere. Abbiamo bisogno dei suoi battiti per non morire, e lo stesso accade con la respirazione.

Dal punto di vista più emotivo, il nostro nutrimento e motore è l’amore, poiché ogni esperienza di vita ci spinge a ricercare nell’amore l’unica uscita. Purtroppo non nasciamo con questa esperienza, bensì nel corso della nostra evoluzione cresciamo e dominiamo a diversi livelli “l’arte di amare”.

Quando nasciamo, pur essendo amore puro, siamo diamanti grezzi che devono essere lucidati dall’esperienza, per apprendere i valori diverse volte attraverso la sofferenza e le ingiustizie.

chakras

Il colore del chakra del cuore è il verde, il colore della natura, e simboleggia la capacità guaritrice e di trasformazione della terra, la stessa che invecchia e perisce in inverno per poi risorgere e germogliare nuovamente in primavera, trasmettendo gioia e vita. Allo stesso modo, la sofferenza o il dolore si curano attraverso l’amore, la compassione e il perdono.

Il suo elemento è l’aria, poiché questa è fondamentale per vivere. La respirazione è così essenziale che avviene senza rendercene conto, in modo automatico. È strettamente collegata ai sentimenti, al cuore. L’ansia, la stanchezza, la paura o la sorpresa modificano il nostro modo di respirare.

Da qui, l’importanza di imparare a respirare correttamente. Quando la respirazione è profonda, ritmica e consapevole, si ristabilisce l’ordine del nostro essere interiore. Ecco perché è consigliabile dedicare un po’ di tempo ogni giorno alla meditazione, concentrandoci sulla nostra respirazione e riposando la mente, con l’obiettivo di riequilibrare il corpo sia a livello fisico che spirituale.

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Giu 12, 2016

Recupera il chi o l’energia vitale grazie al terzo chakra

Il terzo chakra, Manipura, si trova nella zona del plesso solare, all’altezza della bocca dello stomaco.

Questo controlla il fegato, la cistifellea, il pancreas e il sistema digerente. È anche associato alle ghiandole surrenali e ai reni, ma soprattutto ci protegge dalle energie negative a livello psichico che rappresentano un rischio per noi stessi.

Il Manipura funge da sistema immunitario psichico e dell’insieme dei chakra, e si chiude quando rileva un pericolo innalzando la sua temperatura ed espandendo l’energia protettiva al secondo e al quarto chakra.

Un sintomo della chiusura del terzo chakra è un dolore acuto allo stomaco che non è legato alla sensazione di fame.

Funge da catalizzatore o da traduttore delle informazioni energetiche tra i chakra, ossia, se il Manipura funziona correttamente avrà il potere di catalizzare le informazioni spirituali provenienti dai tre chakra superiori e di inviarle tradotte ai 2 inferiori. In questo modo le informazioni spirituali o la nostra saggezza intrinseca, provenienti dai chakra superiori, sono utilizzate da quelli inferiori per agire secondo ciò che detta il cuore, creando un equilibrio tra quello che pensiamo e il modo in cui agiamo.

Inoltre, allo stesso modo, traduce e trasmette le informazioni del corpo dal primo e dal secondo chakra ai chakra superiori.

terzo chakra

 Il Manipura, che significa “gemma brillante”, è considerato il centro da cui viene emanata l’energia vitale o quello che la medicina tradizionale cinese conosce come il chi vitale.

Il suo colore è il giallo, che simboleggia la mente, e comprende aspetti strettamente mentali come la memoria, il pensiero logico e razionale o l’azione e gli aspetti più spirituali come la saggezza e l’intuizione. Inoltre, gli viene attribuito il colore viola per la sua capacità di trasformare i pensieri e i modi di agire favorendo la connessione con il nostro vero io.

È connesso al senso della vista, regolata, secondo la MDC, dal fegato. La vista è intesa come la capacità di osservare, il passaggio che precede qualsiasi decisione della nostra vita. Ci permette di scegliere e di vedere con chiarezza il percorso corretto tra tutti quelli possibili. Ci aiuta a pianificare le nostre vite nella forma corretta, a stabilire un obiettivo fondamentale e a inseguirlo partendo dalla saggezza, tenendo conto delle nostre possibilità e delle circostanze.

Quindi, se il primo chakra agisce su tutti gli aspetti vincolati alla nostra sopravvivenza più terrena e il secondo chakra ci aiuta a distinguere tra il piacere e il dolore e ad assimilare le nostre esperienze di vita, il terzo ci permette di crescere come individui e ci rende liberi.

Grazie alla volontà individuale operiamo delle scelte, agiamo e ci assumiamo la responsabilità di chi siamo, delle nostre decisioni e azioni. Il Manipura ci aiuta a capire con chiarezza dove dirigere questa volontà.

Qui emerge la nostra forza interna, la perseveranza per continuare ad andare avanti nonostante le difficoltà e gli ostacoli. Ci permette di trasformarci e di rinascere dalle nostre ceneri, come una fenice.

Inoltre, è legato all’accettazione e al riconoscimento. Se il terzo chakra è equilibrato siamo in grado gestire le relazioni dal nostro centro, non temiamo il rifiuto e le critiche, siamo capaci di creare la nostra identità, senza il bisogno di riconoscimento e accettazione dell’ambiente circostante.

Come abbiamo visto, controllare lo stato di questo chakra con il nostro test kinesiologico è importante se la persona ha delle difficoltà a vivere la sua vita, manca di energia vitale o di volontà e desidera imparare a prendere decisioni senza paura, partendo dalla sua identità o essenza.

Mar 31, 2016

Cosa rappresenta e per quali motivi si blocca il chakra radice?

Cosa rappresenta e per quali motivi si blocca il chakra radice?

 

Il primo centro energetico si trova alla base della colonna, all’altezza del coccige e del perineo, punto collocato tra l’ano e gli organi genitali, che regola assieme alle ghiandole surrenali. C’è chi mette in relazione questo chakra con il naso, le braccia e le gambe. Questo chakra ha molto a che fare con la protezione e la sopravvivenza.

Questo primo chakra è noto con il nome sanscrito di Muladdhara, che significa “radice, sostegno”. Si tratta infatti della radice che ci sorregge e ci unisce alla terra, che regola le funzioni base: alimentazione, riposo, sessualità, autoconservazione e tutela della specie.

Questo chakra ci obbliga ad ascoltare e a prenderci cura del nostro corpo come contenitore sacro dello spirito.

È frequente trovare delle correnti di pensiero che respingono il mondo materiale focalizzandosi sullo spirito. Il cibo, il corpo, il denaro e il sesso vengono percepiti come elementi perniciosi e ci se ne allontana per raggiungere il Nirvana. Tuttavia non possiamo collocarci su un solo punto, poiché anche l’altro ha bisogni di manifestarsi, è intrinseco nell’essere umano. Non è possibile arrivare allo spirito senza il corpo, che deve essere considerato e curato in maniera adeguata affinché non si ammali e per utilizzarlo come veicolo per compiere ciò che è chiamato a fare.

Il chakra radice è collegato alla terra e a tutto ciò che da essa proviene. Mangiare in modo sano ed equilibrato, fare esercizio fisico, dormire bene, esprimere ciò di cui si ha bisogno e lottare per ottenerlo, guadagnare denaro per vivere in linea con le proprie esigenze, sono gli aspetti fondamentali di un chakra radice sano.

chakra radice

Questo è connesso al senso dell’olfatto, il primo senso che ogni essere umano sperimenta alla nascita. L’odore infatti attira il neonato al seno e risveglia in lui l’istinto di attaccarsi per succhiare. Si tratta di un meccanismo di sopravvivenza ereditato dagli animali, ci suggerisce il pericolo ed è strettamente legato alla sessualità, essendo secondo innumerevoli studi la principale causa dell’attrazione sessuale tra gli esseri umani.

Il chakra radice è connesso anche con il diritto al possesso. Per il solo fatto di trovarci sulla Terra meritiamo si ricevere tutto il necessario per garantire la nostra sopravvivenza. Quando ci viene negato tutto ciò che è fondamentale, ovvero gli alimenti, gli indumenti, un tetto, un servizio sanitario, il contatto fisico… si viola il diritto al possesso e si compromette il chakra radice, che ci trasforma in esseri risentiti, violenti o timorosi.

Secondo la psicologia transpersonale, una persona che sceglie di soffrire la fame o rifiutare il cibo, come avviene nel caso dei disturbi alimentari come l’anoressia o la bulimia, ha il chakra radice seriamente danneggiato.

Il diritto alla sicurezza, ad avere un’abitazione e alla protezione regola anch’esso questo chakra. Quando non disponiamo delle risorse economiche sufficienti o pur avendole temiamo che si esauriscano, questo chakra si blocca.

Gli adulti che soffrono della sindrome di Peter Pan, ovvero sfuggono la maturità e non vogliono assumersi le responsabilità della loro vita, sono persone che hanno grandi difficoltà a sopravvivere correttamente e bloccano questo chakra.

Il chakra radice riguarda anche la stabilità, la famiglia, l’ambito nel quale nasciamo e cresciamo, le nostre origini, dove si genera gran parte di ciò che siamo, che desideriamo e che nascondiamo. È il nostro primo contatto con la realtà e con i rapporti con gli altri. È ciò che ci conferisce il senso di appartenenza. Se un albero non ha radici solide (disturbi familiari) finisce per cadere. Il chakra radice non sarà sano.

Con il kit per il test dei Chakra è possibile individuare i blocchi su uno qualsiasi dei 7 chakra.

Analía Iglesias (analia@sibuscas.com)

Kinepharma

Dic 31, 2015

Lo sai che esiste uno stretto legame tra il sistema endocrino e i 7 chakra?

Chakra

La parola chakra in sanscrito significa “ruota della conoscenza”. I chakra sono centri energetici in movimento distribuiti nel nostro corpo. Ognuno di essi governa diversi organi, ghiandole, funzioni fisiologiche, emozioni, sentimenti e pensieri.

Benché non si possano toccare, la loro importanza è essenziale poiché collegano i punti vitali di ciascun individuo: le emozioni, la mente, la salute fisica e lo spirito.

A livello fisico i chakra sono collegati al sistema endocrino, formato dagli organi responsabili di produrre e secernere delle sostanze chiamate ormoni nella circolazione sanguigna, con lo scopo di trasmettere messaggi agli organi affinché compiano una determinata funzione. In questo modo, vengono regolate le attività vitali del nostro organismo.

Essi sono legati sia al sistema endocrino che alle emozioni. Quindi, quando uno di questi centri energetici è bloccato per qualche causa, fisica o emotiva, si possono registrare delle disfunzioni degli organi o della psiche, corrispondenti alle aree controllate da ciascun chakra o centro energetico.

In definitiva, ognuno dei 7 chakra governa delle ghiandole del sistema endocrino e a sua volta diverse funzioni psichiche e aree emotive della persona.

La dimensione approssimativa di un chakra è di 10 cme la sua forma assomiglia, secondo gli indù, a una ninfea o a un fior di loto.
Tuttavia, affinché questa ninfea fiorisca, è necessario che si svegli il serpente Kundalini. Questo serpente è la metafora della saggezza e tale saggezza giace addormentata alla base della nostra colonna, in attesa di essere svegliata. Tale risveglio si riferisce al momento in cui avvertiamo il bisogno di ampliare la nostra coscienza, di imparare e di acquisire maggiore saggezza.

Parlando della Kundalini ci riferiamo al Primo chakra, chiamato Muladhara o Chakra della radice, che come abbiamo detto è situato alla base della colonna, il coccige.

Ormoni

Questo primo chakra regola le ghiandole surrenali che si trovano sopra le reni. Tali ghiandole secernono diversi ormoni di grande importanza come quelli che regolano il metabolismo dei grassi, delle proteine o dei carboidrati e controllano l’equilibrio del sale nei liquidi corporei. Inoltre si tratta della ghiandola che produce l’adrenalina, conosciuta come l’ormone primitivo della sopravvivenza che prepara l’organismo alla fuga di fronte a una minaccia.

D’altra parte, il colore di questo chakra è il rosso. Ciò significa che se attraverso un test kinesiologico rileviamo la presenza di uno squilibrio del primo chakra, si può applicare il trattamento dei colori. Per questo, possiamo utilizzare oggetti, occhiali o luci di colore rosso che permettano al paziente di respirare in modo rilassato mentre si concentra su quel colore.

Inoltre il Chakra della radice è collegato alla terra, che simboleggia la sicurezza materiale, gli istinti sessuali e il denaro.

Se questo chakra è in armonia ci mostriamo sicuri di noi, rispettiamo noi stessi e gli altri. Si sviluppa il senso pratico e la gioia di vivere.

Se, al contrario, il Chakra della radice non è in armonia, la persona si sente insicura, ha una bassa autostima e tende all’aggressività.

Puoi rilevare qualsiasi disarmonia realizzando un test kinesiologico con il kit dei chakra e trattare lo squilibrio con la terapia del colore, del suono o con qualsiasi trattamento energetico noto che durante il test muscolare dia una risposta affermativa e si mostri come una soluzione al problema.

D’altra parte, se esiste un problema dei chakra sarebbe interessante realizzare un test del sistema endocrino per verificare se questo è stato in qualche modo colpito. Per farlo, è disponibile il kit di prove del sistema endocrino.

Analía Iglesias (analia@sibuscas.com)

Kinepharma

Correzione dell’aura e delle relative alterazioni

L’aura è il campo energetico emanato da tutti gli esseri viventi. Più precisamente si tratta di una radiazione elettromagnetica che ci circonda e ci fornisce informazioni su che le emette. Tutti abbiamo un’aura, anche il pianeta Terra. Anche gli oggetti hanno una loro aura, sebbene a differenza di quella degli esseri umani rimanga inalterata nel tempo.

Ogni persona, animale e e vegetale ha un’aura diversa. A volte mostra più di uno strato di luce attorno alla stessa persona. Tutti noi abbiamo vari strati aurei, perché l’aura è suddivisa in sette strati strettamente connessi ai sette chakra che conosciamo. Si tratta della concretizzazione della luce che viene verso di noi e che esprimiamo esternamente in funzione del nostro livello di frequenza. Siamo esseri fatti di luce e la densità e il colore dell’aura dipendono dalla frequenza. Siamo venuti in questa vita con una missione e nel corso della vita variamo la nostra frequenza.

In Kinesiologia Holistica per verificare se esiste un problema sull’aura si userà il seguente mudra: mettiamo la mano a forma di conca e con la parte cubicale tocchiamo il viso del paziente. Vediamo alcuni dei problemi che si possono riscontrare con l’aura:

Aura spostata

L’aura si trova più o meno a un palmo dal corpo, fa parte del corpo astrale. È come un sensore che arriva prima del fisico e ci colloca nello spazio. Ci invia messaggi inconsci in merito alla vicinanza di altri corpi (oggetti).

Per essere efficace deve essere in armonia con il nostro corpo. Quando subiamo un incidente automobilistico o colpiamo un oggetto in maniera brusca, il nostro corpo viene immediatamente frenato ma la nostra aura prosegue per inerzia attraversandolo fino a una distanza specifica che può dipendere dalla velocità. Quando arriva a quel punto subisce una retrocessione, che si ripete all’avanti e all’indietro, perdendo forza ogni volta che viene ricollocato, cercando l’armonia con il corpo. A volta la raggiunge, altre volte no.

Quando l’aura non è correttamente posizionata diciamo che è spostata. Ciò fa sì che perda la sua efficacia e si ha la sensazione di essere ubriachi, in condizioni di squilibrio, urtiamo mobili e porte come se non fossimo in grado di prendere bene le distanze rispetto a ciò che ci circonda, ci cadono gli oggetti dalle mani, come se fossimo maldestri, abbiamo una sensazione di vertigini quando ci pieghiamo, ecc.

L’aura può spostarsi anche durante il sonno. Quando effettuiamo viaggi astrali involontari, se qualcosa ci mette in allarme torniamo bruscamente al corpo fisico. Hai mai avuto la sensazione di cadere dal letto o di urtare qualcosa? Anche in questo caso si tratta di uno spostamento dell’aura.

Il test si esegue facendo una scansione della mano sul corpo. Se l’indicatore varia è presente uno spostamento aurico. In caso contrario si tratta di cicatrice aurica. In caso di spostamento dell’aura si metteranno gli indici e il cuore in posizione 41VB, superficialmente su entrambi i piedi (bilaterale), da 30 secondi a 1 minuto.

Cicatrice aurica

L’aura è molto sensibile e quindi difficile da danneggiare. In alcune culture quando si eseguono sedute di guarigione e si lavora a livello aurico si presta molta attenzione e non danneggiarla. Si usano piume, le esalazioni dei profumi, il suono, il colore, ecc. In occidente andiamo ad agire sul corpo, dando meno importanza all’aurico, e ciò ha delle conseguenze. Se abbiamo subito un intervento chirurgico, nel punto in cui abbiamo subito il taglio fisico è stata tagliata anche l’aura. La cicatrice unisce la componente fisica, ma lascia un’apertura aurica ed energetica (meridiani e nadis) con le conseguenti alterazioni degli organi e delle parti del corpo che si trovano nel raggio d’azione. Ad esempio a livello della testa si potrebbero verificare alterazioni psichiche.

Abbiamo già visto nel punto precedente come si esegue il test per sapere se è presente una cicatrice aurea. Per verificarne la posizione è bene eseguire una scansione più lenta e su tratti più piccoli, ad esempio su un braccio, un ginocchio, ecc. fino a trovare il punto del corpo preciso.

Il trattamento viene eseguito tenendo la mano sulla cicatrice dai 30 secondi a 1 minuto, sebbene sia possibile effettuare varie volte il simbolo dell’infinito sulla cicatrice. È inoltre necessario verificare la presenza di energie che interferiscono (abbassamento astrale, emozioni nocive, sprechi energetici,…) considerando che lo squilibrio energetico che si determina può far sì che le altre energie suddividano il punto in cui si crea il problema.

Possiamo anche usare un kit di chakras, per vedere che strato sta colpendo l´aura spostata o la cicatrice aurica.

 

Ángel Salazar Magaña (angelsalamag@gmail.com)

Kinepharma.

 

Cos’è la medicina vibrazionale?

La Medicina vibrazionale, nota anche come medicina dell’energia, è il trattamento di cura della salute della “nuova era”. Gli scienziati stano chiudendo la frattura esistente tra la medicina occidentale tradizionale e le terapie supplementari, per aiutarci a comprendere le differenze tra le due opzioni e come i terapeuti possono lavorare con entrambe al fine di creare un trattamento integrale della salute dei clienti che coinvolge copro, mente e spirito.

Cos’è la medicina vibrazionale?

Il suo approccio alla diagnostica e al trattamento delle patologie si basa sul concetto che siamo tutti dei sistemi unici di energia. Secondo questa idea è possibile diagnosticare vari tipi di patologie basandosi sulla conoscenza delle varie frequenze energetiche derivanti dal corpo umano e che possono essere misurate.

Esistono parecchi esempi di energia vibrante: il suono, la luce, le onde radio, i raggi X e il forno a microonde sono soltanto alcuni. La medicina vibrazionale tiene in considerazione tutte le forme di energia vibrazionale che contribuiscono a modificare il sistema dell’energia umana. Dal punto di vista della fisica quantistica, le molecole biochimiche che costituiscono il corpo fisico costituiscono anche una forma di energia vibrazionale.

Fu Albert Einstein a scoprir che la materia e l’energia sono due forme diverse che esprimono la medesima cosa. Le cellule contengono molecole costituite da componenti più piccoli chiamati atomi. La teoria di Einstein fu provata e dimostrata a livello atomico, pertanto si può dire che nel livello atomico il corpo umano è costituito da vari tipi di energia vibrazionale.

Il modello di vibrazione

Le nostre cellule e i nostri organi sono sostentati da una serie di sistemi di distribuzione di energia specializzati, alimentati dai principi nutritivi e dall’ossigeno, come altresì da un flusso di energia vitale. Ciò è stato riconosciuto da molto tempo dalla medicina orientale, nota come qi o prana. Tale energia può essere migliorata o inibita da vari fattori.

Nella medicina vibrazionale uno dei fattori riconosciuti come responsabili del flusso di energia vitale sono le nostre emozioni, i nostri comportamenti, il modo in cui ci relazioniamo con gli altri e la nostra consapevolezza. In questo modello le nostre emozioni non fanno riferimento soltanto alle reazioni neuro-chimiche nel sistema limbico del cervello, ma sono anche influenzate da un maggiore campo di energia spirituale. Le nostre reazioni agli eventi della vita non solo si registrano nella nostra memoria, ma coinvolgono anche i sette principali centri di energia vitale del corpo (chakra) e sono responsabili dei nostri modelli di comportamento, atteggiamento, pensiero e credenza, come altresì delle problematiche fisiologiche associate al sistema nervoso.

Un altro aspetto del modello vibrazionale di guarigione riguarda il riconoscimento dell’importanza dell’energia spirituale. L’aspetto spirituale può essere visto come una forza motivante che migliora il corpo fisico.

È il corpo fisico consentire che lo spirito che ospita interagisca con altre persone e abbia relazioni importanti quali apprendere e creare. Sono queste esperienze e il suo effetto sull’energia vitale l’approccio fondamentale della guarigione vibrazionale. I due sistemi energetici operativi principali sono il sistema dei meridiani e il sistema dei chakra.

Tecniche di guarigione vibrazionale

Esiste un numero sempre maggiore di terapie che lavorano sul sistema vibrazionale del corpo: agopuntura/agopressione, rimedi omeopatici, essenze floreali, il suono, il colore, la guarigione con cristalli e reiki (guarigione con le mani), per citarne soltanto alcuni.

Vista l’origine dei blocchi energetici (tramite le reazioni alle esperienze di vita) il trattamento è specifico per ciascun individuo. I terapeuti che praticano in questo modo vengono visti come strumento che agevola il processo di guarigione, dal momento che il loro lavoro consiste nell’aiutare le persone a comprendere e a creare le modifiche di cui i pazienti hanno bisogno nella loro vita.

La cura del corpo vibrazionale

Il punto chiave per quanto riguarda la medicina vibrazionale è l’approccio alla spiritualità, alle emozioni, agli atteggiamenti, ai comportamenti e alle credenze. Ci sono dei passaggi che si possono fare per migliorare le frequenze di vibrazione del proprio corpo, una semplice modifica al comportamento, come l’aumento dell’esercizio fisico, il miglioramento nell’alimentazione o il fatto di prendersi del tempo per esaminare i propri obiettivi e la propria posizione nella vita può scatenare una variazione in un sistema energetico, migliorando il flusso della forza vitale, che si traduce in una reazione fisica immediata.

Analizzare le aree della nostra vita nelle quali ci sentiamo bloccati, prefissando delle mete, e la cosa più importante è adottare le opportune misure volte a creare un cambiamento di vita. Annoteremo i nostri sentimenti man mano che avanziamo verso il nostro obiettivo. Registreremo qualsiasi cambiamento nel nostro copro fisico e ciò ci conferirà una sensazione di potere sulla nostra vita e sulla nostra salute.

 

Angel Salazar (angelsalamag@gmail.com)

Kinepharma.

Meridiani di agopuntura in kinesiologia

Per conoscere il paziente parecchi chinesiologi utilizzano il test dei meridiani dell’agopuntura o il test dei sette Chakra. Le energie che consentono il funzionamento del corpo umano vengono chiamate yin e yang e comunicano tra loro e con tutti gli organi tramite alcuni canali detti meridiani.

Molti terapeuti ritengono che il fattore energetico domini tutto il resto, quindi nel caso in cui si trovino blocchi sui canali energetici del corpo (meridiani) o sui centri o vortici detti Chakra che consentono lo scambio e la regolazione dell’energia con l’esterno e vengano eliminati, risolveremo parecchi problemi.

Ciascun meridiano compie un proprio tragitto specifico nel corpo, che si divide in due parti: La via interna e la via esterna.

  • La via interna ha origine in un organo, percorre il corpo internamente e si collega al percorso esterno del punto dell’agopuntura.
  • La via esterna si conclude nella parte finale del punto dell’agopuntura ed è collegata a un altro percorso interno, che la fa tornare all’organo di origine trasformando il tragitto complessivo o meridiano in un circuito chiuso.

Ciascun meridiano assume normalmente il nome dell’organo di origine o della sua funzione. Le più importanti sono quindici:

  • Intestino tenue, Cuore, Milza-pancreas, Fegato, Stomaco, Intestino crasso, Polmone, Vescica biliare, Triplice riscaldatore, Pericardio, Rene, Vescica, ad eccezione dei
  • Due che si trovano sulla linea mediana. Il meridiano che scorre nella zona posteriore viene chiamato Vaso Governatore, quello anteriore è il cosiddetto “Vaso Concezione” e il
  • Meridiano centrale o Chong Mai passa attraverso la parte centrale del corpo. Ha origine nella zona del perineo, passa attraverso l’ombelico e arriva al cuore. Una delle sue diramazioni sale lungo la schiena e funge da serbatoio per i vari meridiani, mentre l’altra sale nella parte anteriore fino alla laringe e termina nella zona della bocca.

Test dei meridiani

Il test dei meridiani dell’agopuntura è maggiormente indicato in caso di disturbo organico causato prevalentemente da un blocco o da una disfunzione dei meridiani. Il test dei Chakra viene utilizzato in caso di problematiche puramente energetiche, sebbene in alcuni casi possano essere usati entrambi,come abbiamo visto in uno dei nostri articoli dello scorso 22 Maggio ” I chakras in kinesiologia“.

In caso di metodo dell’AR (Arm Reflex) chimico, la fiala per il meridiano in grado di risolvere l’AR indicherà che tipo di problema ha il paziente e quale organo o sistema interessa. Come già sappiamo, ogni singolo meridiano dell’agopuntura è associato a una serie di organi e sistemi, motivo per il quale un AR chimico può essere risolto consultando appunto i meridiani, ad esempio:

  • Il Meridiano del Polmone (P): Gli specialisti di medicina cinese e gli agopuntori utilizzano questo meridiano quando il paziente presenta sintomi quali problemi respiratori (asma, bronchite cronica, perdita di voce), o problemi derivanti da disturbi gastrici (tra i quali diarrea o indigestione).
  • Il Meridiano del Cuore (C): Ottimo punto da trattare per le persone che presentano problemi cardiaci di qualsiasi natura (infarti, aritmie, tachicardia per citarne alcuni) e problemi di linguaggio.

Ciascuna fiala indicherà dunque la direzione da seguire nel trattamento del paziente e quali organi o sistemi trattare.

Ma anche in caso di AR energetico ci indicherà il bisogno di un trattamento energetico, dal momento che attraverso i meridiani circola l’energia vitale, in moto tale da collegare l’uomo e metterlo in comunicazione con l’universo. Ciascun meridiano ha un punto specifico contraddistinto da grande energia che consente l’accesso dall’esterno. Tali punti si chiamano punti dell’agopuntura e sono vari. Ciascun punto ha una funzione specifica ch infonde energia al corpo. Una volta individuato il meridiano in questione, useremo dunque l’agopuntura, l’auricolopuntura, le gemme, ecc.

 

Angel Salazar Magaña (angelsalamag@gmail.com)

Kinepharma.

 

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