Mar 4, 2020

La relazione che intercorre tra l’emicrania e i livelli di nitrati

 l'emicrania e i livelli di nitrati

È risaputo che le abitudini alimentari influenzano direttamente la nostra salute.

L’emicrania è un intenso mal di testa che colpisce gran parte della popolazione. In particolare il sesso femminile. Una delle cause di tale condizione, attualmente, è notoriamente correlata all’assunzione di alimenti contenenti nitrati.

 La causa scatenante dell’emicrania è da ricercare nei nitrati

Una ricerca condotta negli Stati Uniti (American Gut Project) ha dimostrato che la stragrande maggioranza degli intervistati che soffrivano di emicrania assumevano cibi ricchi di nitrati, che una volta introdotti nel sangue, si trasformavano in ossido nitrico responsabile della comparsa di questo disturbo.

 L’aumento dei nitrati così come dell’ossido nitrico è causato dai batteri presenti nell’apparato orale. Il suo ruolo è di ridurre i nitrati derivanti sia dagli alimenti sia dai farmaci cardiovascolari. Questo processo determina, come risultato, un aumento dei livelli di nitriti e di ossido nitrico.
Un nitrato è costituito chimicamente da un atomo di azoto e tre atomi di ossigeno. Quando questi batteri svolgono il loro compito, scindono uno degli atomi di ossigeno, trasformando così i nitrati in nitriti. Solo queste tipologie di batteri hanno questa caratteristica.
Tuttavia, i batteri che processano i nitrati hanno inoltre dimostrato di essere una valida protezione cardiovascolare.

 In breve, le persone che soffrono di emicrania dispongono nel cavo orale di un numero maggiore di batteri riduttori dei nitrati. Sebbene questi mal di testa siano estremamente disagevoli, la loro comparsa potrebbe essere benefica per il sistema cardiovascolare.

 l'emicrania e i livelli di nitrati

Le cefalee a insorgenza immediata e tardiva e i nitrati

Questa ricerca ha inoltre rivelato che le cefalee provocate dai nitrati si manifestano come:

  • Cefalee a insorgenza immediata e lieve: il mal di testa compare entro un’ora dopo aver mangiato o aver assunto i farmaci.
  • Cefalee a insorgenza tardiva o grave: i sintomi compaiono 3-6 ore dopo l’ingestione dei nitrati.

 In tal senso, le cefalee a insorgenze immediata sembrano essere associate alla vasodilatazione prodotta dall’ossido nitrico. Mentre, le cefalee a insorgenza tardiva, sembrano essere attivate dal rilascio di un peptide correlato alla calcitonina, al glutammato, al monofosfato di guanosina ciclico o ai cambiamenti della funzione della S-nitrosilazione.

 Questo tipo di ricerca rafforza la convinzione che i batteri siano correlati alla sussistenza di emicranie. Pertanto, una possibile risposta a questa condizione patologica potrebbe essere la modificazione della flora batterica del paziente tramite modifiche nella sua dieta alimentare. Inoltre, si consiglia il ricorso a prodotti farmacologici che modificano la carica batterica per raggiungere il corretto equilibrio.

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