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Tapping e affermazioni positive

Nella nostra attività ambulatoriale quotidiana e nel test chinesiologico, quando si individua qualcosa di emozionale è importante verificare quale sentimento non si sta gestendo in modo corretto ed è stato somatizzato come viva emozione, che il corpo manifesta con vari sintomi. È importante essere consapevoli del problema e impegnarsi per cambiare la situazione. Ciò aiuterà a migliorare più rapidamente.

Ci sono parecchie situazioni emozionali nella vita quotidiana e a volte al paziente non è ben chiaro cosa gli succede. Con la chinesiologia emozionale è possibile scoprirlo.
Sostanzialmente ci interessa sapere che esistono quattro sentimenti primari: rabbia, paura, tristezza e affetto. È chiaro che è possibile dare molti nomi ai sentimenti, ma in realtà sono soltanto quattro:

  • L’affetto cura, quindi effettuando il test sul paziente si chiederà in merito agli altri tre sentimenti
  • Quando parliamo di gelosia, invidia, indignazione, collera, ecc. facciamo riferimento alla rabbia.
  • Quando parliamo di dubbi, incertezza, vergogna, ecc. facciamo riferimento alla paura.
  • Quando parliamo di rassegnazione, dolore, ecc. Ci riferiamo alla tristezza.

Quando questi tre sentimenti non si esprimono verbalmente o fisicamente si dice che si somatizza e che si trasformano in emozioni, che il corpo traduce in segni e sintomi.

Dobbiamo avere ben chiaro che parliamo di emozioni negative, ma non sono di per sé negative. Diventano negative quando non vengono espresse o vengono razionalizzate. Per sentirci vivi e sentire cosa ci accade in ogni momento abbiamo bisogno sia delle emozioni positive che delle emozioni negative.
Quando sappiamo che il sentimento riguarda la persona, dobbiamo cercare in quale ambito:

  • Corpo
  • Famiglia
  • Denaro-lavoro
  • Amore-sessualità
  • Amici
  • Spiritualità

AFFERMAZIONI

Nota cosa ti succede… Di cosa avresti bisogno in questo momento?

L’altro non è qui per farti cambiare…  tu cosa puoi fare…

Se l’altro cambiasse… cosa ti succederebbe? questo è ciò di cui hai bisogno indipendentemente dal fatto che l’altro cambi…

QUATTRO TIPI DI ESIGENZE EMOZIONALI

Tranquillità, serenità, pace, rilassamento.

Fiducia, sicurezza, amarsi, capacità.

Perdono, accettazione, amore, tolleranza.

Allegria, felicità, forza.

Siamo dunque in presenza dei seguenti punti e affermazioni:

  • Temporale sinistra: La parte sinistra del cranio accetta ordini positivi e la destra ordini negativi. Ciò si realizza con lievi colpi dall’avanti all’indietro nella zona circostante l’orecchia sinistra (Lobo temporale sinistro) con affermazioni positive. Abbiamo indotto affermazioni quali sono astemio, sono magro, ecc.
  • Punto 3ID: Questo punto è collegato a fibre cerebrali quindi il tapping sul medesimo influisce sulla riprogrammazione. È necessario fare affermazioni positive quali “mi accetto completamente con…”. Deve essere effettuato con una punta metallica e arrotondata. Si usa anche nella correzione dell’autosabotaggio o inversione psicologica per lo stesso motivo. Si deve verificare che dopo il trattamento toccando tale punto non si verifichi AR: in tal caso è stato efficace.
  • Timo: Diamo vari lievi colpi in questa zona, aumentando le energie vitali. La contrazione di questa ghiandola è la prima risposta allo stress.
  • Punti di fissaggio dell’ipotalamo: I punti di fissaggio dell’ipotalamo corrispondono a quelli iniziali o finali dei meridiani dell’agopuntura e si trovano tutti sul volto. Si tratta di punti riflessi dell’ipotalamo. Si toccano tali punti e se qualcuno di essi elimina l’AR significa che il paziente ha bisogno di questo trattamento. Blog di Kinepharma del 30 luglio 2013 “Punti di fissaggio dell’ipotalamo“.

 

Angel Salazar Magaña (angelsalamag@gmail.com)

Kinepharma.

Blocchi emozionali

Secondo il padre della psicologia transpersonale Ken Wilber, come descritto nel suo libro “No Boundary”, ogni blocco, tensione o pressione del corpo consiste sostanzialmente nel contenimento muscolare di un impulso o sentimento tabù. Questi blocchi o “frange di tensione” nascono dalla lotta tra due insiemi di muscoli, uno dei quali cerca di scaricare l’impulso mentre l’altro cerca di inibirlo.

Una tensione attorno agli occhi racchiude probabilmente un desiderio di piangere. Una tensione dolorosa alle tempie dipende molto probabilmente dalla repressione del desiderio inconscio di gridare, urlare o addirittura ridere. Una tensione alle spalle e al collo (fatto molto normale di questi tempi) indica irritazione, rabbia e ostilità represse. Se ciò si verifica sul diaframma significa che la persona trattiene e comprime cronicamente il respiro per riuscire a controllare emozioni ribelli. La tensione alla base pelvica o al basso ventre significa che la persona ha interrotto qualsiasi contatto consapevole con la propria sessualità, che rende la zona rigida e tesa per impedire che la forza vitale del respiro e l’energia vi fluiscano attraverso. La persona scollegherà anche qualsiasi sensazione alle gambe.

Per comprendere il significato del blocco è necessario osservare in quale parte del corpo si verifica. Tale parte del corpo sarà quella nella quale si presume che la relativa emozione sia in fase di soppressione e contenimento (Alexander Lowen e Stanley Keleman).

È fortemente probabile che si sia consolidato un blocco da oltre 15 anni, quindi non è possibile attendersi che possa dissolversi in quindici minuti. Dunque è necessario localizzare i blocchi per poi eliminarli.

Quando si studiano questi blocchi ci si rende conto che in realtà sono tutti di natura muscolare, ovvero che interessano muscoli scheletrici, tutti oggetto di controllo volontario. In realtà ciò significa che i responsabili dei blocchi siamo noi stessi, sebbene in realtà non ne siamo consapevoli. Per tale motivo non è possibile eliminarli semplicemente rilassandoli, ma è necessario lavorare in maniera più profonda.

Test e terapia

Per quanto riguarda i test è possibile utilizzare la fiala per i blocchi emozionali contenuta nel kit emozionale, sebbene in qualità di chinesiologi intuiremo senza bisogno di ulteriori conferme che ci sono aree del corpo che presentano questi problemi.

Il primo aspetto consisterà pertanto nel localizzare i blocchi, prenderne consapevolezza, quindi nel vedere e verificare come sia il soggetto stesso a determinarli. Quando si giunge al momento in cui la persona riesce davvero a comprendere di essere lei stessa a determinarli, solo allora sarà possibile arrestare il processo.

Nel momento in cui si diventa consapevoli del blocco e dei muscoli coinvolti, si cerca di far sì che il paziente li contragga e li tenda in maniera cosciente: in altre parole inizierà a ricordare in che modo ha determinato una tensione sulla zona in questione. La totale sensazione di detta consapevolezza rilascerà energia dalla lotta muscolare che provocava e tale energia sarà riversata a beneficio della persona.

È tuttavia necessario ricordare che tali blocchi svolgevano una funzione importante: soffocavano i sentimenti e le emozioni considerati tabù, in realtà pericolosi o inaccettabili per la persona. Ciò significa che per eliminare tali blocchi in maniera permanente la persona interessata dovrà aprirsi costantemente a tali emozioni che venivano represse. Ma si tratta di un’altra questione che dovremo affrontare con metodi diversi.

Disporremo già di informazioni molto importanti per capire che tipo di emozioni determinavano tali blocchi, verificando quali aree del corpo coinvolgevano e che tipo di azioni limitavano. La liberazione di tali blocchi si esprime di solito con una scarica di energia emozionale, con un accesso di pianto, urla, rabbia, ecc. e in generale con la soddisfazione di aver superato una paura.

 

Angel Salazar Magaña (angelsalamag@gmail.com)

Kinepharma S.L.

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