Test per la circolazione cerebrale con la Kinesiologia

Oltre ai test per gli organi e per le ghiandole, possiamo eseguire il test per la circolazione cerebrale. Il cervello riceve il 15% dell’afflusso cardiaco e il 20% del consumo di ossigeno, anche se rappresenta solo il 2% del peso corporeo di un uomo. Il flusso sanguineo che arriva al cervello, è di circa 750 ml il minuto e il 70% di questo giunge dalle arterie carotidee e il 30% da quelle vertebrali.
Infatti, le arterie carotidee comuni portano la maggior quantità di flusso sanguineo alla testa e al collo. Ce ne sono di due tipi: la carotide esterna, che irrora il collo, il viso e la zona esterna della testa, e la carotide interna, che irrora il cervello anteriore, gli occhi, le orbite e i seni.
Un’alterazione della circolazione cerebrale solitamente provoca disturbi alla memoria e alla concentrazione producendo una serie di sintomi, come la perdita dell’udito o della vista, ronzii, capogiri o vertigini, ecc.

Test
Colpiamo l’estremità della clavicola sinistra. Se si verifica un AR (Arm Reflex), ciò indica una scarsa irrorazione cerebrale. Possiamo inoltre utilizzare una fiala di ossigenazione insieme a quella relativa al cervello in un test basico ampliato. Se queste vengono poste sul paziente e si verifica un cambio di informazioni, otterremo la diagnosi.
Una volta scoperta la natura del problema, registriamo l’informazione e ci chiediamo se sia necessario un trattamento di tipo energetico, emotivo, chimico o strutturale, esattamente come in altri test.
- Nel caso di un trattamento energetico, ci serviremo dell’agopuntura e dell’auricoloterapia.
- Nel caso in cui il trattamento sia emotivo, proveremo con i fiori di Bach o con qualsiasi altra tecnica emozionale.
- Nel caso di un trattamento chimico, proveremo con il ginkgo biloba, il biancospino, l’aglio, l’olio di genziana, gli omega 3, gli omega 6, la vitamina E, la colina, la fosfatidilcolina, la fosfatidilserina, la lecitina di soia, la clorella, la curcuma, ecc.
- Infine, nel caso in cui sia necessario un trattamento strutturale, eseguiremo una visita al cranio e alle vertebre cervicali e in seguito potremo applicare la terapia sacro-craniale.
Ángel Salazar
Kinepharma
Suture del cranio

Nel campo strutturale uno dei problemi più importanti del cranio è a livello delle suture. Le ossa del cranio si muovono e se per qualche motivo si produce un blocco di questo movimento, possono insorgere problemi di salute. Il cranio è formato da molte ossa la cui mancanza di movimento può danneggiare il resto del corpo.
Fino al sesto anno di vita, il tessuto intrasuturale è ancora mobile e spugnoso. In questo periodo, le membrane intracraniche danno stabilità al cranio. Dai sei o sette anni, il tessuto intrasuturale diventa più rigido per poter svolgere la funzione di stabilità, permettendo allo stesso tempo la mobilitazione e l’adattamento delle ossa del cranio. Questa fase della sutura dura fino a età avanzata.
Lo sviluppo delle suture dipende principalmente dalla forza di trazione e dalle tensioni che ricevono. Queste sollecitazioni sono prodotte dallo stesso spostamento delle ossa del cranio e dalla tensione muscolare. Le funzioni principali delle suture sono:
- Permettere una mobilità minima ma vitale del cranio e il suo sviluppo.
- Permettere insieme alle membrane, l’unione e il legame delle diverse ossa del cranio.
- Offrire resistenza e protezione contro le sollecitazioni meccaniche (urti, cadute, ecc).
- Permettere il passaggio attraverso il canale del parto, grazie alla mobilità e alla flessibilità durante la nascita.
Test delle suture
Test generale per verificare se vi è qualche sutura bloccata: il paziente pone le dita sulla sutura parietale. Per determinare se il blocco è prioritario, senza tirare le braccia chiediamo al paziente di inspirare, se l’AR (Arm Reflex) cambia, vi è una lesione primaria. Se quest’ultimo non cambia, è una lesione secondaria (il test può essere effettuato anche attraverso il mudra).
Trattamento strutturale delle suture
Per il trattamento strutturale di una sutura, poniamo due dita di una mano, uno su ogni lato del punto chiave della stessa e al polo opposto della testa poniamo due dita dell’altra mano (terapia di polarità). Esercitiamo una pressione molto leggera con le due dita posizionate sulla sutura e con le due dita che si trovano al polo opposto inviamo mentalmente energia su quest’asse, come se volessimo sbloccare la sutura.
Si consiglia di trattare qualsiasi anomalia cranica con un trattamento osteopatico in quanto la cura delle stesse non risulta essere facile e solo chi ha conoscenze di Osteopatia dovrebbe cercare di risolverle.

Trattamento generale delle anomalie craniche
Vi è un trattamento generale per tutti questi tipi di anomalie:
Il paziente tocca il punto 20 VG e il terapeuta i punti di riflesso neurovascolare (NV) dei flessori del collo (all’angolo della mandibola, all’altezza della bocca) e con l’altra mano tratta i punti neurolinfatici (NL) dello stesso muscolo sul lato opposto (tra le costole 1-2, a 3 e 1/2” dello sterno). Questo trattamento funziona bene se l’anomalia craneale è prioritaria e lo eseguiremo in modo bilaterale.
Vi è un altro modo per risolvere i problemi cranici in generale: si respira da 12 a 20 volte in un sacchetto di plastica. Con questo metodo le suture del cranio sono costrette ad aprirsi, per un aumento della pressione intracranica dovuta a una vasodilatazione delle arterie del cranio, per difendersi dall’aggressione dovuta alla mancanza di ossigeno nel sangue, ma in questo caso bisogna monitorare il paziente nel caso in cui soffra un capogiro.
Angel Salazar Magaña (angelsalamag@gmail.com)
Kinepharma.
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