Ott 7, 2018

Come curare la stanchezza surrenale (Hypoadrenia)

stanchezza surrenale

La stanchezza surrenale (Hypoadrenia) è la condizione che si verifica quando le ghiandole surrenali non sono in grado di produrre ormoni in quantità sufficienti, in particolare il cortisolo, che contribuisce al controllo dello stress da parte dell’organismo.

Una produzione sub-ottimale di tale ormone causa sintomatologie di diversa natura (stanchezza, difficoltà di concentrazione ecc.). Tuttavia, tali sintomi possono manifestarsi anche quando il livelli di cortisolo sono superiori ai parametri ottimali. In entrambi i casi, la causa è da ricercarsi “nell’esaurimento” delle ghiandole surrenali.

Nella medicina allopatica, la stanchezza surrenale è nota come malattia di Addison o insufficienza surrenalica cronica, se si riscontrano livelli estremamente bassi di cortisolo. Al contrario, quando si riscontrano nell’organismo livelli eccessivi di tale ormone ci si riferisce alla sindrome di Cushing o ipercortisolismo.

Purtroppo, le ghiandole surrenali sono sovente considerate in buona salute qualora non sia presente nessuno dei due tipi di patologie sovra elencate. In ogni caso, il monitoraggio dello stato di salute delle ghiandole surrenali non si limita esclusivamente al controllo dei livelli di cortisolo.

È parimenti importante considerare la funzione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), responsabile del meccanismo di feedback tra l’ipotalamo, l’ipofisi e le ghiandole surrenali nonché principale effettore della risposta individuale di stress, di concerto con le branche simpatica e parasimpatica del sistema nervoso autonomo. L’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA), in poche parole, regola la risposta allo stress dell’organismo.

Per esempio, se incontriamo un cinghiale mentre camminiamo in un bosco, il nostro cervello interpreta tale situazione come un fattore di stress. L’ipotalamo come risposta rilascia l’ormone inducente corticotropico (CRH) all’interno dell’eminenza mediana, il quale a sua volta agisce sull’ipofisi per stimolare il rilascio dell’ormone adrenocorticotropico (ACTH). L’ACTH, a sua volta, viene immesso nella circolazione sanguigna, tramite la quale, raggiunge la corteccia surrenale per indurre il rilascio di cortisolo.
Quest’ultimo, consente di aumentare la produzione di glicogeno, le scorte energetiche utili all’azione, in presenza di un agente (stressor) stress-provocante, come nell’esempio sovra-riportato, l’incontro con un cinghiale.

Inoltre il cortisolo aumenta la pressione sanguigna e modula la risposta immunitaria. In piccole quantità, la secrezione e il rilascio di cortisolo nel sangue è benefico e l’organismo non potrebbe eseguire le proprie funzionalità in assenza di tale ormone.

Le problematiche insorgono quando i livelli di cortisolo permangono eccessivamente elevati e per un arco di tempo troppo prolungato.

Nel corso della vita, molte situazioni o preoccupazioni divengono fattori di stress cronici i quali, a livello biochimico, esercitano una particolare sollecitazione dell’asse HPA.
Tali fattori determinano una stimolazione continua dell’asse HPA, la quale a sua volta, “costringe” l’organismo in uno stato di “allerta permanente” definita come “reazione fight-or-flight” o come primo stadio della sindrome generale di adattamento. Se si sperimentano numerose situazioni di stress durante l’arco della giornata, i meccanismi feedback di attivazione dell’HPA non si disattivano e i livelli ormonali, incluso il cortisolo, divengono disequilibrati.

 Può accadere infatti, che tali reazioni continue conducano a un eccesso oppure a una produzione sub-ottimale di cortisolo causando quindi uno squilibrio di tale ormone. Inoltre, possono essere influenzati da tale condizione anche altri ormoni surrenali come il deidroepiandrosterone (DHEA), l’aldosterone, l’epinefrina o la noradrenalina.

sintomi della stanchezza surrenale

Quali sono i sintomi della stanchezza surrenale?

 I sintomi che si possono manifestare sono:

  • Stanchezza (fisica o mentale).
  • Difficoltà ad alzarsi al mattino, nonostante un adeguato numero di ore di sonno.
  • Insonnia (difficoltà nell’addormentarsi e/o avere un ciclo di sonno non continuativo).
  • Irritabilità.
  • Ipotensione mattutina.
  • Diminuzione delle difese immunitarie o malfunzionamento del sistema immunitario.
  • Disfunzione cognitiva, difficoltà di concentrazione, mente un po’ annebbiata (la cosiddetta “nebbia cerebrale”).
  • Ridotta capacità di sopportare e gestire lo stress.
  • Forte desiderio di assunzione di sale o di cibi salati.

Per ricalibrare le ghiandole surrenali, si devono apportare delle variazioni alla dieta alimentare e allo stile di vita.

Di seguito, alcuni suggerimenti basilari che aiuteranno significativamente il nostro organismo a riequilibrare la funzionalità delle ghiandole surrenali:

  • Assumere alimenti a basso indice glicemico.
  • Riposare in modo ottimale e per un numero sufficiente di ore.
  • Effettuare esercizi fisici leggeri.
  • Trascorrere momenti di relax a contatto con la natura.
  • Praticare attività fisiche e mentali come lo yoga, la meditazione o il Qi gong.
  • Evitare condizioni ambientali e persone che possono essere fonte di stress.
  • Assumere integratori a base di vitamine del gruppo B, vitamina C, magnesio ed erbe adattogene, al fine di aiutare le ghiandole surrenali e l’asse HPA.

Tuttavia, la chiave per supportare una buona salute surrenale è ridurre il più possibile i fattori di stress cronici e concedere all’organismo il riposo di cui ha bisogno per rigenerarsi.

Vale la pena sottolineare l’importanza di praticare la meditazione e altre tecniche di riduzione dello stress al fine di aiutare il sistema nervoso. La meditazione ha la straordinaria capacità di supportare la branca parasimpatica del sistema nervoso, permettendoci di sentirci più concentrati e rilassati.

 Per controllare lo stato delle ghiandole surrenali con la kinesiologia e rilevare eccessi o carenze di produzione dei diversi ormoni coinvolti, è consigliabile utilizzare il Test dell’apparato endocrino.

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