Diagnosi delle cause della stipsi mediante la kinesiologia

La stipsi è una condizione che affligge milioni di persone in tutto il mondo. Si contraddistingue per evacuazioni infrequenti, feci dure o difficoltà nel transito delle feci con sensazione di incompleto svuotamento intestinale. Le cause scatenanti spaziano da problemi alimentari e stili di vita sedentari a squilibri emozionali e disfunzioni a carico di organi specifici. Una tecnica che sta acquisendo notorietà nella diagnosi delle cause sottostanti la stipsi è la kinesiologia, una pratica olistica fondata sulla relazione tra l’organismo e il suo sistema muscolare.

Come si applica la kinesiologia per diagnosticare le cause della stipsi?

Il processo diagnostico che accompagna la kinesiologia in caso di stipsi si articola in diverse fasi. Le tecniche più ricorrenti utilizzate dai kinesiologi per identificare la causa del problema sono le seguenti:

1. Test muscolare

   Il kinesiologo inizia applicando uno stimolo lieve, solitamente esercitando una pressione su un muscolo del braccio o della gamba del paziente, mentre formula una serie di domande o esegue test correlati alla funzione intestinale. I muscoli che rispondono “debolmente” a determinati stimoli segnalano che esiste uno squilibrio o una disfunzione nel sistema che potrebbe essere a carico dell’intestino.

Il test muscolare opera come una sorta di “circuito chiuso” che consente al kinesiologo di comprendere meglio come l’organismo sta fronteggiando il problema. In caso di stipsi, si possono individuare squilibri che incidono sulla digestione, come problematiche strutturali del sistema muscolare che racchiude l’intestino o alterazioni della motilità intestinale.

2. Valutazione degli organi e dei meridiani energetici

In kinesiologia, gli organi dell’organismo sono connessi a determinati gruppi muscolari e meridiani energetici. Se un organo è disfunzionale o sotto stress, il muscolo corrispondente può debilitarsi durante il test muscolare. Ad esempio, l’intestino crasso, che è la chiave nel processo di evacuazione, è in relazione con diversi meridiani energetici, come il meridiano del colon.

Il kinesiologo può avvalersi di specifici punti meridiani per valutare se sussistono blocchi energetici che incidono sulla funzione digestiva. Così, ad esempio, se si rileva un disequilibrio nel meridiano dell’intestino crasso, ciò potrebbe suggerire che l’organismo sta incamerando tossine o che si verifica uno squilibrio biochimico che pregiudica la regolare motilità intestinale.

3. Identificazione delle intolleranze alimentari e delle carenze nutrizionali

Sovente la stipsi cronica è riconducibile a intolleranze alimentari che non sono state diagnosticate, come la sensibilità al glutine, ai latticini o a determinati alimenti trasformati. Durante la seduta, il kinesiologo può depositare sul corpo del paziente campioni di cibo o integratori e testare la risposta muscolare. Se l’organismo reagisce con una risposta muscolare “debole” a determinati alimenti, può essere indizio del fatto che tali alimenti favoriscano la stipsi.

Peraltro, la kinesiologia può contribuire a identificare le carenze di nutrienti, come la carenza di magnesio o di fibre, che sono essenziali al mantenimento di una digestione corretta.

4. Valutazione emozionale

Le emozioni esercitano un ruolo importante anche nel processo digestivo. Lo stress, l’ansia e le emozioni irrisolte possono pregiudicare il sistema nervoso autonomo, responsabile della regolazione della digestione. In taluni casi, la stipsi possiede una radice emotiva e la kinesiologia può contribuire a identificare le emozioni specifiche che concorrono al problema.

Mediante il test muscolare, il kinesiologo può valutare se alcuni fattori emotivi stanno interferendo con l’apparato digerente. Ciò può riguardare esperienze passate, blocchi emozionali o anche schemi di pensiero negativi che influenzano la risposta dell’organismo allo stress.

5. Rilevamento dei dismorfismi

Talvolta la stipsi può essere relazionata con dismorfismi dell’organismo, come il disallineamento della colonna vertebrale, la tensione muscolare a livello addominale o pelvico, o disfunzioni dei muscoli che regolano lo sfintere anale. La kinesiologia è in grado di rilevare questi squilibri valutando la forza e la coordinazione dei muscoli associati alla postura e alla motilità intestinale.

In determinati casi, la correzione di questi disequilibri mediante terapie manuali o esercizi può essere una soluzione adeguata volta a migliorare la motilità intestinale e contenere gli episodi di stipsi.

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